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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Giugno - ore 15.50

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"La natura sarà preservata. Alla Palmaria solo interventi necessari"

Dall'incontro di presentazione del Masteplan parla l'architetto Kipar e non manca il caos sugli spalti. Il sindaco Cozzani: "Non un centimetro in più di cemento ma un centimetro ben tenuto”.

faccia a faccia

Golfo dei Poeti - “Io non vi devo spiegare la Palmaria, sono venuto per la prima volta vent’anni fa. Ci sono premesse ineludibili: noi siamo qui perché nel giugno 2016 fu firmato un protocollo d’intesa che ha avviato questo percorso”. Andreas Kipar riparte dall’inizio, dalle volontà originarie, passate per un bando vinto a suo tempo dallo studio Land che lui rappresenta. “Non possiamo permetterci l’indifferenza di fronte alla natura perché la natura non dorme mai. Se questa splendida isola è stata conservata nel tempo è perché gli uomini l’hanno coltivata. Oggi invece Palmaria è un’isola che ha poche decine di abitanti su una superficie di 1 milione 640 metri quadrati con importanti fortificazioni e approdi laterali. Siamo un sito Unesco e abbiamo la responsabilità sulla manutenzione, ripartendo dai valori dell’isola. Le azioni strategiche possono avere pesi differenti, di sicuro noi non aggiungiamo nulla, perché abbiamo già abbastanza volumi”. La ricettività come mezzo economico per far quadrare il “dai e prendi” dell’accordo con la Marina Militare è imprescindibile secondo i piani istituzionali: senza quello il progetto non può stare in piedi. Brusii che lievitano sempre di più ad ogni slide che passa sul maxi schermo, perché di fatto la gente, almeno quella presente in sala consigliare, non vuole sentire parlare di ricadute turistiche. Kipar si arma di pazienza e conclude la sua non facile carrellata: “Già oggi la Palmaria sostiene migliaia di turisti, in modo del tutto casuale. Penso che meritino servizi da cristiani. L’isola è un bene da salvaguardare, soprattutto per i nostri figli”.

Secondo il progetto illustrato agli abitanti e ai tanti spezzini interessati, oltre alla valorizzazione delle fortificazioni centrali con la loro tutela e fruizione pubblica ci sarà il ritorno ad un agricoltura multifunzionale e la possibilità di muoversi facilmente sull’isola, attraverso la rete sentieristica pubblica. Sarà inoltre prevista la riqualificazione dell’ex cava del Pozzale. sociale, economico e ambientale. Alle domande provenienti dagli spalti da parte dei cittadini, risponderà l’architetto Paolo Toniolo, direttore della sezione Urbanistica della Regione Liguria. In particolare due i passaggi importanti, sollevati dal presidente di Legambiente La Spezia Sarti: “E’ la prima volta in Liguria prima si è proceduto con la partecipazione poi con il progetto. Non ci sono previsioni di trasformazione in contrasto col piano paesistico regionale. Non c’è invece il vincolo vegetazionale e geomorfologico perché abrogato”. L’architetto della Soprintendenza ai Beni architettonici della Regione Liguria, Roberto Leone prova a fare il punto sui tanti corpi sparsi per l’isola: “Quarantacinque dei 200 mappali sono stati considerati di interesse. Per la Cittadella del Terrizzo così come i bunker della seconda guerra mondiale sono oggetto di un decreto di tutela. Ad ogni modo tutto verrà sottoposto a valutazione paesaggistica e per quel che riguarda gli immobili tutelati saremmo in autorizzazione diretta e tutti quanti i beni tutelati rimarranno prevalentemente di fruizione pubblica. Conservazione è la parola d’ordine”.

Finita la parte tecnica, tocca alla politica. All’assemblea pubblica hanno preso parte il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti, insieme agli assessori regionali all’ambiente e all’urbanistica Giacomo Giampedrone e Marco Scajola, al sindaco di Porto Venere Matteo Cozzani. “Oggi chi ha una casa sull’isola non può nemmeno avere un posto barca. Per loro sarebbe più importate di una macchina - tocca al sindaco iniziare -. Il ritorno dell’agricoltura è una precisa richiesta degli abitanti durante i tanti incontri avuti negli ultimi due anni, incontri a cui ho visto poca gente rispetto ad oggi. Quando si va sull’isola non si può nemmeno fare la pipì in un bagno pubblico. Tutti servizi che noi vorremo inserire, governo da sei anni, non da 70”. La conclusione è di Giovanni Toti e il dissenso serpeggiante esplode, dopo due ore gestite: “La Palmaria è un sito Unesco che vogliamo preservare. Non vogliamo stravolgere l’isola, io la voglio cambiare. Da decine di anni non è manutenuta, noi lo vogliamo fare. Preferisco una coltivazione ad un terreno pieno di rovi, preferisco un muro che non casca a pezzi. Preferisco che diventi un tesoro non solo per chi ci vive ma per chi vuole visitarla, con edifici che potranno diventare musei aperti al pubblico. Visto che amate così tanto la Palmaria mi chiedo come avete fatto a visitare forte Cavour. Nessuno mi farà mai cambiare idea su questo. L’isola è già antropizzata, ci sono attività commerciali, preferisco ad esempio una cava rimessa a posto che magari ospiti un concerto di musica classica alla situazione attuale. E poi il lavoro, sono convinto che ci saranno tante occasioni in più: non la Fiat di Melfi ma in Liguria tante possibilità di questo tipo possono creare occasioni di occupazione. Stiamo limitando le possibilità di qualcuno o stiamo aumentando le possibilità di tutti? Non un centimetro in più di cemento ma un centimetro ben tenuto. Finché governerò io la vedo così".

Fa.Lug.

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