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'Dopo di noi' a San Terenzo, speranza e vita per disabili e famiglie | Foto

Al via l'esperienza della casa famiglia Abili@casa. Cinque inquilini già in coabitazione. Centoventi i progetti di autonomia attivati in provincia negli ultimi quattro anni.

Fondazione Canepa
'Dopo di noi' a San Terenzo, speranza e vita per disabili e famiglie

Golfo dei Poeti - “I progetti di vita indipendente Dopo di noi non sono una risposta a genitori anziani che si chiedono preoccupati dove mettere i loro figli. Sono una risposta ai figli quando fanno la valigia, quando chiedono loro dove possono andare”. Queste parole, pronunciate dal dottor Fabio Ferrari, responsabile servizi ai disabili Asl5, hanno scolpito uno dei passaggi più toccanti ascoltati stamani al Centro Antares di San Terenzo, uno dei servizi erogati dalla Fondazione Manlio Canepa, in occasione dell'inaugurazione della nuova casa famiglia destinata ad accogliere fino a sei persone con disabilità. Un appartamento, dotato di regolare ascensore 'inclusivo' e collocato al penultimo piano di una palazzina adiacente l'Antares, che è stato ristrutturato nell’ambito del progetto Abili@casa presentato da Fondazione Canepa e Cooperativa La Rosa, in partnership con Comune di Lerici e Asl5, e sostenuto con 80mila euro dalla Fondazione Carispezia attraverso il bando 'Integrazione e Inclusione: una sfida possibile'. Da una manciata di settimane nella rinnovata casa famiglia vivono già cinque disabili di giovane età, per ciascuno dei quali è stato elaborato uno specifico 'progetto di vita indipendente'. L'Antares, in Via della Vittoria, attualmente segue una ventina di disabili di varie età, ed è sempre più un punto di riferimento per il territorio e la comunità. Contestualmente all'inaugurazione della casa famiglia sono stati altresì presentati i nuovi laboratori di ceramica e, avviato con il sostegno dell'assessorato alla Pubblica istruzione del Comune di Lerici, il nuovo laboratorio di biblioteca.

“L'inaugurazione della struttura è la chiusura di un cerchio iniziato oltre vent'anni fa con il progetto Antares – ha esordito stamani il presidente della Fondazione Manlio Canepa, Roberto De Simone, affiancato dal direttore Lorenzo Regonesi -. È il raggiungimento di un traguardo che costituisce per le famiglie delle persone che aderiranno al progetto una fondamentale garanzia: quella del Dopo di noi”. De Simone ha lodato tutti gli attori in gioco, esprimendo riconoscenza per l'impegno costante a chi amministra oggi come a chi amministrava ieri, quale l'ex sindaco Emanuele Fresco, presente all'iniziativa. In platea, tra i tanti, anche Edda Belsito, presidente prima di De Simone. Matteo Melley, presidente della Fondazione Carispezia, che della Canepa è socio fondatore, ha definito la fondazione lericina “un patrimonio della comunità, qualcosa che va oltre i presidenti, i sindaci, le fondazioni bancarie. Appartiene alla comunità. Un fenomeno senza eguali nella nostra provincia, e se c'è un rammarico che mi sento di esprimere ormai alla fine del mio percorso (l'avvocato è in scadenza di mandato, ndr) – è troppo facile parlare solo dei successi – è che non siamo riusciti a riprodurre questo strumento. Ogni comunità ne avrebbe bisogno, a partire da quella spezzina. Ora è necessario si vada avanti nel segno della convinta partecipazione da parte di famiglie, operatori, istituzioni”. “Questa rappresenta per Lerici una nuova grande opportunità – ha affermato il sindaco di Lerici Leonardo Paoletti -. Oltre che di un centro diurno all'avanguardia, che offre laboratori dedicati e accessibili a tutti, da oggi il nostro territorio è dotato di una moderna e funzionale struttura dedicata a soggetti che vivono situazioni di disabilità, seguiti costantemente da personale altamente qualificato. La struttura rappresenta un sostegno tangibile per i soggetti stessi e per le loro famiglie e costituisce un fondamentale passo nel percorso indicato dal progetto di vita indipendente”.

Intervenuta anche la dott.ssa Maria Alessandra Massei, recentemente nominata direttore sociosanitario Asl5: “L'esperienza della Fondazione Canepa e del Centro Antares dimostra l'esistenza di una comunità, una comunità che è fatta di bisogni, di famiglie, di situazioni diverse... una comunità che è vita. Realtà come queste vanno promosse e sostenute”. Il dottor Ferrari ha quindi dato qualche numero: “Negli ultimi quattro anni, dato aggiornato ad ottobre 2018, nella nostra provincia sono stati attivati 118 progetto di vita indipendente rivolti ai disabili, finanziati ciascuno con 1.200 euro mensili (che provengono dalla parte pubblica: Regione, azienda sanitaria ecc, ndr), necessari per realizzare i percorsi pensati per l'utenza. Parliamo quindi oltre 120mila euro al mese che in questi anni sono stati spesi bene, con pochissimi problemi, in modo corretto e intelligente. A ciò affianchiamo quindici percorsi di Dopo di noi da poco partiti o in partenza”. Ha chiuso con grande emozione la signora Paola Francesconi, alla guida dell'associazione Le Pleiadi, che raccoglie i genitori dei ragazzi dell'Antares: “Il Dopo di noi è fondamentale. Crediamo di essere immortali, quando invecchiamo ci rendiamo conto che così non è. E iniziative di questo tipo ci danno una speranza nel domani. Perché andando avanti con l'età il pensiero va sempre lì, a quando non ci saremo più”. Un attimo dopo, taglio del nastro benedetto da don Luca Gualdi e visita alla casa famiglia nuova di zecca, là dove le vite, in felice coabitazione, si fanno indipendenti. Dopo di noi, insomma - ci perdoni Lucio - non diluvierà.

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