Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Ottobre - ore 11.03

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

"Baia di Lerici, difficile gestire pontili. E serve referendum"

Intervento di Bernardo Ratti, presidente della Società marittima di mutuo soccorso e del Comitato di frazione di Lerici

"Baia di Lerici, difficile gestire pontili. E serve referendum"

Golfo dei Poeti - La risistemazione della rada è uno dei grandi temi del dibattito di Lerici. Un tema che, da anni, vede intervenire la locale Società marittima di mutuo soccorso e il suo presidente Bernardo Ratti. Ed è proprio di Ratti l'intervento a tema rada che ospitiamo qui di seguito.

Rada di Lerici, intervento di Bernardo Ratti, presidente della Società marittima di mutuo soccorso e del Comitato di frazione di Lerici.

Abbiamo iniziato come Società marittima, in maniera seria, a raccogliere tutti coloro, la gran parte dei lericini, contrari all'idea e al progetto dei pontili galleggianti. Ci hanno seguito gran parte delle popolazione e alcune 'catenarie'. La Marittima ha le radici nella storia del paese e vuole rimanere fedele alla sua 'parola sistema' di carattere universale - il mutuo soccorso - ed è quello che continua a fare, raccogliendo le istanze e le opinioni dei lericini.
Negli anni ci siamo scontrati, in maniera anche dura ma corretta, principalmente con l'ex sindaco Fresco, che ci ha sempre riconosciuto una conoscenza e una preparazione data dagli esperti all'interno della Società, tecnici e comandanti, in primis il mio vicepresidente, mancato qualche anno fa, il comandante Gregorio Goy Colotto, e ancora Angelo Ratti e tutto il Direttivo societario. Una preparazione che ha fatto sì che non abbiano potuto portare avanti il progetto.
Ora ci risiamo. Il sindaco Paoletti fa, giustamente, le sue proposte, ma su un progetto e un'idea così impattante per il territorio è la popolazione che deve decidere . Non parliamo di una piazza e/o del colore delle panchine. In ogni caso aspettiamo il progetto. Non è allettante il fatto che il progettista sia lo stesso da 15 anni a questa parte, con progetti di fatto impossibili a realizzarsi.

Non si capisce bene neanche chi chieda questo intervento. La Regione? No: ha solo setto, 15 anni fa, che i posti barca sono troppi, vero. Ma assolutamente non è vero che sia una questione di sicurezza né di disordine: la sicurezza è data dai gavitelli, la forma più sicura in caso di mareggiata, non certo dai pontili, per i quali, quelli sì, bisogna accertare tutti i crismi dati da venti, altezza d'onda, insabbiamento. Per la sicurezza non sono necessari i pontili, anzi. E il disordine non sussiste: basta andare al Castello e guardare giù.
Le barche sono tante, è indubbio, ma per diminuirle i modi sono altri, ad esempio l'applicazione dell' Art 47 del Codice della Navigazione che fa decadere la concessione a chi utilizza in modo errato la stessa (non uso, sub affitto, ecc.). In questa condizione sono tanti i posti, penso almeno un centinaio. Oltretutto le barche sono tante, ma non disordinate.

I progetti precedenti hanno sempre peccato di errori strutturali, con poca considerazione delle condizioni meteo marine. O questo progetto è totalmente nuovo, e quindi necessita di costi esorbitanti, oppure non è fattibile.
La rada di Lerici, per sua conformazione, subisce i venti di Libeccio e, in misura minore, di Scirocco. Per questo motivo l'attuale scogliera, allungata in maniera superficiale e con una direzione sbagliata, ha procurato un insabbiamento, che al momento sembra irreversibile, che creerà problematiche ad eventuali pontili. Invece di spendere finanze per questo progetto, sarebbe bene attivarsi per l'insabbiamento, come da delibera di consiglio comunale di tre anni fa.

Capitolo nautica sociale e costi. I costi saranno esorbitanti, quindi ci sono dubbi che la cosiddetta nautica sociale ne avrà dei benefici. L'80% dei titolari ha barche non superiori ai 5/6 metri... che vantaggio avrà a spendere un'esagerazione per andare a pontile? Quale il criterio per l'assegnazione a pontile? Non penso proprio che saranno salvaguardati i piccoli diportisti, secondo me saranno salvaguardati i grandi.
Costi e assicurazioni? I costi saranno, indubbiamente molto alti. Vorrei anche capire quale assicurazione garantirà la tenuta dei pontili in caso di forte libecciata. I pontili non sono gavitelli a cui si dà cima, sono ancorati al fondo.
Non dimentichiamo inoltre che gli eventuali pontili graviteranno sotto un borgo medievale ed un Castello di valenza mondiale.
Ultima cosa, forse però la più importante. Deve decidere ed essere coinvolta l'intera cittadinanza, non solamente chi ha la barca. La rada è di tutti. Per un progetto così invasivo, a mio avviso sarebbe utile un referendum tra tutta la popolazione, in considerazione che, di fatto, verranno privatizzati tratti di mare.

I Vari impatti

Impatto economico: i costi di un eventuale progetto di questo tipo farebbero aumentare i costi di gestione enormemente come già successo in tutte le località dove sono avvenuti interventi di questo tipo. Un investimento di tale portata avrebbe giustamente la necessità di un ritorno economico impattante. Le attuali catenarie sono basate sul volontariato e il loro costo di gestione è sempre rimasto contenuto e alla portata dei cittadini che rischiano di dovere, loro malgrado, rinunciare ad un posto a pontile. Con la conseguenza che un progetto di tale portata sia destinato esclusivamente alle persone più facoltose e quasi sempre non residenti. Fine della nautica sociale, in definitiva. Si rischia di avere un progetto mancante di un target sociale e di un utilizzo residenziale. Attualmente le barche a Lerici sono: 1) Inferiori ai 6 Metri: circa 780 2) Inferiori / Uguali ai 10 Metri circa 280 3) Inferiori / Uguali ai 12 metri 80 circa (escluso Circolo Erix) . Di cui circa 800 appartenenti a residenti e circa 400 a non residenti. Questa è nautica sociale.

Impatto ambientale e qualità del mare: il progetto deve essere preceduto da una seria Valutazione di impatto ambientale e da una Valutazione ambientale strategica. lo chiede la Comunità Europea. Uno studio in tale senso dovrebbe essere affidato ad una Facoltà di Scienze Ambientali con Indirizzo Marino che fornisca dati e parametri certi sul comportamento idrodinamico della costa (Lerici e Santerenzo). La costruzione dei pontili galleggianti in una rada come Lerici esposta ai venti dei quadranti meridionali comporterebbe un intasamento e una stagnazione delle acque con conseguenze ecologiche negative.
Impatto paesaggistico: la massa delle imbarcazioni raccolte dentro la Baia sarebbe tale da alterare le proporzioni e l'equilibrio estetico della naturalezza della Baia. L'aspetto della rada sarebbe simile ad un enorme parcheggio . Senza dimenticare che graviterebbe sotto ad un Borgo e ad un Castello medievali.

Impatto sociale e crisi dell'identità locale: i precedenti progetti, errati, hanno sempre portato misure dei posti a pontili tra i sei e i quattordici metri non tenendo conto che la maggioranza delle imbarcazioni attualmente nella baia non supera i cinque metri. Le dimensioni corrispondono ad una vera nautica sociale di cittadini, pensionati, giovani che sino ad ora hanno utilizzato le associazioni sportive in forma associativa per contenere i costi di gestione. La vera essenza del paese. Gli operai, i pescatori, i naviganti, i pensionati costituiscono i veri e unici valori identitari del nostro territorio perché rappresentano la nostra storia e le nostre tradizioni. E' quasi certo che queste barche non fruiranno dei pontili... La preponderanza di barche piccole implica un impatto sul quadro di fattibilità finanziaria . Un progetto non può trascendere dalla finalità sociale / ambientale e/o anche di reddito...

Impatto con il Piano di utilizzo del Demanio marittimo: I Comuni e la Regione devono per loro ruolo e nel rispetto del Piano normativo, garantire in ogni caso la conservazione della integrità fisica e patrimoniale dei Beni Demaniali e di considerare in via primaria il soddisfacimento degli interessi pubblici e di uso pubblico. Tutte le normative vanno seguite e considerate: Piano Territoriale di Coordinamento Paesaggistico; Coordinamento della Costa, ecc. Quando si parla di beni demaniali (come da Codice della Navigazione) non bisogna identificare questa proprietà con la proprietà privata perché si tratta di proprietà pubblica, di tutti, sottoposta ad un particolare regime giuridico che ha lo scopo di tutelare la funzione pubblica e di conservarne l'integrità . I beni demaniali sono inalienabili. Come tali la Pubbilica amministrazione deve tutelarli, nel caso il Comune di Lerici.

Impatto con i parametri e gli standard di sicurezza: dalle anticipazioni del Sindaco, le imbarcazioni a pontile saranno oltre le 550 (comprese le attuali dell' Erix). Il rapporto fra l'area occupata e il numero delle imbarcazioni mi sembra eccessivo e gli standard di sicurezza ai pontili, nel caso di emergenze o maltempo, di difficile gestione durante le manovre di ormeggio e disormeggio. Anche considerando le disarmonie durante la risacca fra il movimento delle imbarcazioni e quello dei pontili stessi, in primis in caso di libecciate, anche medie. La sicurezza di tali pontili può essere data solo con ulteriore aumenti di difese e scogliere, con la definitiva naturalizzazione della Baia. La Rada di Lerici è un impianto nautico minore e, per la sua conformazione di costa, di apertura e di impossibilità di installazioni a terra non potrà mai essere un porto turistico. Non dimentichiamo poi che andrebbero demolite tutte le attuali catenarie, puliti i fondali, spostate centinaia di barche ecc. A pro di chi???
Pur aspettando la presentazione del progetto, le anticipazioni di 450 barche a pontile fanno sì che questo progetto non si possa realizzare a Lerici, tranne con il dispendio di enormi finanze pubbliche, che potrebbero essere destinate ad altro, e snaturando in maniera irreversibile la Baia e i suoi fruitori: residenti, ospiti, viaggiatori.

In ogni caso, sono fermamente convinto che, visti complessità, l'impatto e l'irreversibile variazione del contesto lericino che si andrebbe a creare, sia necessario il parere di tutti i cittadini, sino ad arrivare ad un referendum. Non si tratta di un'opera minore. Sono certo che il Sindaco ascolterà queste nostre osservazioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia








































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News