Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Aprile - ore 22.38

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Gente della Spezia - Provincia al sicuro ma si badi alla sostanza

Gente della Spezia - Provincia al sicuro ma si badi alla sostanza

- A quanto pare, noi spezzini l'abbiamo scampata bella. Grazie a 3.503 persone abbiamo evitato il pericolo di risvegliarci genovesi da un giorno all'altro, di vedere soppressa la nostra targa "SP", ecc. Il testo "definitivo" (parola da prendere con le pinze in politica) del decreto legge della manovra all'articolo 5 stabilisce, tra smentite autorevoli, che "sono soppresse le province la cui popolazione residente risulti, sulla base delle rilevazioni dell'Istat al 1 gennaio 2009, inferiore a 220 mila abitanti". Viene data facoltà ai comuni, entro 60 giorni, di scegliere la nuova provincia tra quelle non soppresse della propria Regione e si prevedono 120 giorni prima che un decreto del presidente del Consiglio arrivi "alla nuova determinazione delle circoscrizioni provinciali". Poi, altri due mesi e saranno trasferiti i beni e le risorse delle province soppresse.
In tutto questo bislacco meccanismo la prima cosa che balza agli occhi è il numero degli abitanti: perchè proprio 220.000? «La soglia dei 220 mila residenti non ha alcuna logica se non fosse che tale limite coincide con la popolazione della Provincia di Asti presieduta da Maria Teresa Armosino (Pdl), già sottosegretario del ministro Tremonti nella legislatura 2001 -2006», ha attaccato Antonio Misiani, deputato Pd.
Intanto noi spezzini dobbiamo ringraziare quelle 3.503 persone in più. Questa fortuna, ammesso che lo sia, non ce l'hanno avuta i nostri vicini della Provincia di Massa e Carrara, finiti nel mirino assieme ad altre nove province.
Il bello è che il criterio numerico, già discutibile, è sottoposto a tutta una serie di eccezioni bizantine: non vale per le province delle Regioni a statuto speciale, nè per quelle che confinano con stati esteri, forse per timore di annessioni degli Stati confinanti o per un procedimento inverso di fuga dei cittadini frontalieri da questa Italia così male in arnese da non temere il ridicolo raschiando il fondo del barile.
Pensiamo alla vicina Provincia di Massa: Fivizzano potrebbe scegliere di andare con Grosseto, Massa con Pisa, o Carrara con Firenze, visto che non è nemmeno stabilito il principio della contiguità territoriale ma solo quello dell'appartenenza regionale.
Ma oltre all'effetto esilarante, questo articolo 5 finisce con il trovarsi in chiaro contrasto con le norme costituzionali in materia, che riportiamo a costo di apparire pedanti.
Art.132: "Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d'abitanti, quando ne facciano richiesta tanti consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.
Si può, con referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Provincie e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un'altra."
Art.133: "Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Provincie nell’ambito d’una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni".
A parte l'uso del plurale "provincie" che denota una maggiore fedeltà etimologica, propria della lingua italiana dei costituenti, è evidente notare come in queste norme vi è un preciso disegno istituzionale che parte dal basso e non un centralistico tratto di penna con il quale si abolisce una provincia tout court. La Costituzione parla chiaro: l'istituzione di nuove province e il mutamento delle circoscrizioni provinciali all'interno di una regione sono stabiliti con legge su iniziativa dei comuni e non per decreto legge o addirittura per "decreto del Presidente del Consiglio".
Ma a noi spezzini cosa cambia? Niente, a meno che non si decida di alzare di un minimo la soglia (e non è detto che qualche onorevole genovese di confessione genoana non stia pensando ad un emendamento ad hoc, magari portando la soglia a 223.504...)
Fuor dallo scherzo, questa vicenda potrebbe paradossalmente rimettere in moto una sistemazione più razionale della provincia della Spezia, istituita con Regio Decreto del 1923 prendendo un pezzo di territorio sulla carta e tracciando un confine assolutamente arbitrario. Pensiamo all'assurdità di avere nella provincia spezzina Deiva Marina, Framura, Varese Ligure e tutta l'Alta Val di Vara, territori che hanno come punto di riferimento storico e culturale il Levante genovese, e alla identica assurdità di avere l'immediato entroterra spezzino da Aulla in poi nella provincia di Massa e Carrara. Non è un caso che una delle poche dichiarazioni sensate di questi giorni è stata quella del Sindaco di Aulla che ha ipotizzato un accorpamento con la nostra provincia, di gran lunga preferibile a quella di Lucca, anche per il fatto che tantissimi lunigianesi lavorano a Spezia e provincia.
Utilizzando gli strumenti costituzionali si potrebbe realizzare la fusione delle due province. Visto però che appartengono a due regioni diverse, perchè non provare a volare alto e cercare di realizzare una nuova Regione da almeno un milione di abitanti coinvolgendo in primo luogo Parma, Piacenza e Reggio Emilia? Potrebbe nascere una nuova realtà di straordinario dinamismo e di grandissime potenzialità, purchè non ci si limiti a portare container attraverso l'Appennino. Saremo capaci a cogliere l'occasione?

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News