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Gente della Spezia - Felettino e Variante: soldi, tanti soldi. Ma arriveranno?

Gente della Spezia - Felettino e Variante: soldi, tanti soldi. Ma arriveranno?

- Che Spezia sia una città a margine e per molti versi emarginata lo dimostra anche lo stato in cui è ridotta la sanità. Basta recarsi un giorno qualunque al Pronto Soccorso, sia pur recentemente rimodernato, per vedere come pochi medici e infermieri siano messi quotidianamente a dura prova dovendo fornire un servizio molto superiore a quello per il quale sono stati organizzati. Per un comune cittadino non è infrequente attendere molte ore prima di essere visitato. Non sappiamo se di questo la classe dirigente è al corrente, vista la sua distanza siderale dalla società civile.
Mancano medici, infermieri, attrezzature. Siamo molto al di sotto degli standard del resto dell'Italia Centro-Settentrionale, l'unica a cui ci si può comparare, non per razzismo ma semplicemente perchè da tanti anni sulla sanità pubblica meridionale sventola un'umiliante bandiera bianca.
Da decenni si parla di un nuovo ospedale come soluzione per migliorare il servizio. Del nuovo Felettino è almeno trent'anni che se ne parla, un tema che si inabissa periodicamente per poi riemergere con prepotenza. Una sorta di politica del gambero, un passo avanti e uno indietro, decine di miliardi stanziati sulla carta e poi accantonati nel nulla, mentre l'Ospedale Sant'Andrea accumulava decenni di vetustà senza che si avesse un'idea chiara, oscillando tra costosisssime opere di manutenzione, ipotesi di chiusura o addirittura di resurrezione: non più tardi di tre anni fa (2007) si era decisa la costruzione di un monoblocco da 500 posti letto proprio al Sant'Andrea, prima di cambiare di nuovo idea e orientarsi nuovamente sul Felettino. Il bello è che queste linee-guida erano tutte dettate dallo stesso Direttore dell'Asl 5 Conzi, lo stesso che è tuttora in plancia...
In settimana il Presidente della Regione era molto desideroso di dare l'annuncio solenne e tagliare l'ennesimo nastro, non sappiamo se sollecitato dai venticelli di Lunezia che iniziano a soffiare (anche sul collo del Sindaco, che pare essersi legato mani e piedi al destino di Burlando) e non fosse altro che per dare un contentino alle cospicue maggioranze che nella nostra provincia hanno contribuito a riconfermarlo.
Un ricorso malandrino ha bloccato l'assegnazione della progettazione. Si spera che il Tar decida velocemente, visto che incombe la sospensione feriale.
Invidiamo l'ottimismo del Presidente, che ha individuato nel 2015 l'anno di realizzazione di un'opera che ad oggi deve essere ancora progettata. Speriamo che abbia ragione lui. Il Sindaco vuole demolire il vecchio Felettino entro il 2012. Bene, ma i reparti che vi sono ospitati dove li mettiamo? C'è un piano preciso o si rischia di perdere nel frattempo e forse per sempre professionalità e strutture per lidi più accoglienti?
E i soldi? Il 7 agosto 2003 il sito della Regione Liguria annunciava il via libera alla costruzione del nuovo Felettino riammodernato e ristrutturato, con la costruzione di una nuova ala, per un totale di circa 500 posti letto.
Costo: 82 milioni e 950 mila euro, di cui soltanto 9 provenienti dalla Regione, non gratuitamente ma a patto di inserire il Sant'Andrea in una futura cartolarizzazione. Premesso che questa impostazione appariva assai discutibile, nel giro di sette anni il costo preventivato è più che raddoppiato (188 milioni). I soldi sono dati tutti per sicuri e già stanziati: speriamo solo che non sia una spericolata operazione finanziaria, perchè sulla pelle dei cittadini non è proprio il caso di scherzare.
Interessante il parallelo tra variante Aurelia e nuovo Ospedale, come opere che si vogliono fare andare avanti all'unisono. La disinvoltura con cui si parla di centinaia di milioni di euro in tempi di crisi è degna di nota, di sicuro contro corrente. Qualora questo fiume di soldi pubblici arrivi veramente in città, cosa di cui un po' ci permettiamo di dubitare visto come si sta facendo di tutto per mandare la gente in pensione il più tardi possibile, sarà il caso di controllare con estremo rigore le ditte che vinceranno gli appalti e la realizzazione dei lavori nei tempi stabiliti. Gli esempi aquilani e non solo sono illuminanti. Non vorremmo ritrovarci con il Felettino demolito e la gente al Sant'Andrea nei corridoi, con il corredo di una viabilità impazzita perchè nel frattempo non si è riusciti a portare a termine la variante Aurelia, altra opera in spaventoso ritardo. Suonerebbe un po'male, non credete?

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