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PER USCIRE DALL'INCUBO UNO SPEZIA CON LE PALLE QUADRATE | Foto

Nove assenti, diversi esordienti in massima serie ed un inizio disastroso prima di rinascere con la forza di chi è convinto di quello che sta facendo. Prime reti in bianco per Verde e Farias dopo il micidiale uno-due viola. E' un pari giusto.

NZOLA AD UN PASSO DAL 3-2
PER USCIRE DALL'INCUBO UNO SPEZIA CON LE PALLE QUADRATE

Fuori provincia - SPEZIA-FIORENTINA 2-2
Marcatore: 2'pt Pezzella, 4'pt Biraghi; 39'pt Verde, 30'st Farias

SPEZIA(4-3-3)
Provedel; Sala (18'st Ferrer), Chabot, Terzi, Bastoni (32'st Dell'Orco); Deiola (18'st Agudelo), Ricci, Acampora; Gyasi, Verde (18'st Farias), Piccoli (9'st Nzola), Gyasi. A disp. Krapikas, Rafael, Mora, Agoume, Bartolomei, Pobega, Erlic, Dell'Orco. All: Vincenzo Italiano.

FIORENTINA (3-5-2)
Dragowski; Milenkovic, Pezzella (25'st Igor), Caceres; Liriola, Bonaventura (32'st Pulgar), Amrabat, Castrovilli (32'st Callejon), Biraghi; Ribery (41'st Kouame), Vlahovic (26'st Cutrone). A disp: Terracciano, Brancolini, Martinez Quarta, Venuti, Igor, Barreca, Saponara, Duncan. All: Giuseppe Iachini

Arbitro: Gianluca Manganiello di Pinerolo
Assistenti: Giacomo Paganessi di Bergamo e Damiano Di Iorio di Vco
Iv Uomo: Eugenio Abbattista di Molfetta
Var: Luca Banti di Livorno
AVar: Mauro Vivenzi di Brescia
Ammoniti: Deiola, Chabot, Bonaventura, Agudelo
Recupero: 1'(pt)

PRE-PARTITA
14.30 - L'avventura dello Spezia in serie A passa oggi per una storica protagonista del calcio italiano: la Fiorentina. Società nata vent'anni dopo la società bianca, era esattamente l'agosto del 1926, ma anche una dei club più presenti in serie A nella quale debuttò nel lontano 1931: da allora si contano 83 partecipazioni, che ne fanno la sesta squadra assoluta più presente. Non sono questi anni particolarmente fulgidi per il calcio gigliato: non siamo nei periodi di Giancarlo Antognoni e Picchio De Sisti, nè quelli di Baggio, tanto meno quelli di Batistuta, Rui Costa e in tempi più recenti Enrico Chiesa e Toni, ma la sfida alla Viola è senza dubbio una delle più suggestive di quest'anno, pur senza il pubblico che al "Picco" avrebbe garantito una stupenda cornice. Ma questo lo sapevamo già.

14.50 - In panchina il nuovo acquisto viola Callejon: sarà lui a non dover far rimpiangere Federico Chiesa, partito, non senza polemiche, per raggiungere un altro prodotto viola come Bernardeschi alla Juventus. Iachini sceglie ancora il 3-5-2 con Vlahovic e Ribery in attacco, sostenuti dal fantasioso ma anche molto efficace Castrovilli. Tre soli punti in tre partite per Iachini che sente la pressione dell'ambizioso presidente Commisso, presente quest'oggi nella tribuna vip di Cesena. Per Italiano, un po' per il Covid un po' per i normali infortuni (nove le defezioni), sarà un undici inedito: difensori esterni saranno Sala e Bastoni, quest'ultimo all'esordio, Acampora è nel trio di centrocampo mentre Piccoli sarà il vice-Galabinov, con Nzola in panchina per ovvi motivi di forma fisica. A Cesena si gioca sotto un bel sole: Spezia in maglia bianca, calzoncini e calzettoni neri, Fiorentina con una maglia rossa con una "strana" croce bianca nel mezzo.

PRIMO TEMPO
L'esame è di quelli da brividi, basta leggere uno per uno i nomi dell'avversario. Ma nel processo di maturazione di una squadra si passa anche da pomeriggi complicatissimi, resi ancor più improbi da un numero impressionante di assenze, ben nove, per il debuttante gruppo aquilotto. Questa storia delle defezioni sarà una costante di questo campionato, dovremo insomma abituarci a formazioni sempre differenti una domenica dopo l'altra. Pronti via e da subito Italiano vuole pressing alto e reattività per tentare di fermare la qualità palla a terra dei toscani. Che passano in vantaggio però dopo nemmeno 2' dal fischio d'inizio di Manganiello: tutto troppo facile per capitan Pezzella, lasciato libero di staccare in mezzo all'aria dopo la caduta di Bastoni, con palla che tocca la trasversale e va ad insaccarsi. Il raddoppio della Fiorentina è roba di una manciata di secondi e suona come una sentenza: la Viola trova ampie autostrade sulla fascia destra con Lirola che vede e serve con un cross basso diretto al secondo palo dove Biraghi arriva puntuale ed insacca con un diagonale angolato.

Sotto di due gol senza aver nemmeno respirato. Lo Spezia prova a cambiare l'inerzia.
Schiaffoni secchi, ingenuità personali, marcature saltate: è un inizio negativo come non si era ancora visto da quando la realtà è questa ma lo Spezia dimostra quanto meno di essere in campo al 10' quando Gyasi prende Lirola alle spalle per poi servire Piccoli, che manca l'impatto con la sfera davanti a Dragowski. Sofferenza sulle palle alte, il rischio di soccombere ancora latente anche se sul doppio vantaggio la Fiorentina ha ridotto la pressione lasciando un po' di campo all'azione ragionata dei bianchi, che tuttavia non fanno movimento senza palla, risultando scontati e sostanzialmente nulli: il primo ad accorgersene è mister Italiano che non le manda a dire. La situazione migliora quando gli aquilotti aumentano il pressing sui portatori di palla e qualcosa inizia a vedersi quanto meno in una rete di passaggi più convincente: ma è fuor di dubbio che davanti manca la qualità. Merita qualcosa di più Matteo Ricci che ci prova dalla distanza, alzando però troppo la mira dopo una buona giocata di Verde che poco prima aveva cercato, senza trovarlo, il buco dove far passare il suo diagonale: è su di loro che si può provare a riemergere dalle acque profondissime.

Primo errore viola, Verde non perdona e riapre il match.
La cifra della gara è, per forza di cose, figlia di un risultato che tranquillizza relativamente Iachini che dai suoi giocatori pretende ordine e giocate semplici, contro uno Spezia che troppo spesso perde preziosi secondi dando modo all'avversario di ritornare sulle posizioni, ergendo un muro difficilmente valicabile a difesa schierata. L'occasione per riaprirla arriva dunque quasi per caso su un madornale errore di Caceres che 'cicca' completamente la palla ben verticalizzata da Terzi, mandando di fatto in porta Verde che una volta entrato in area apre il mancino e la piazza sotto le gambe di Dragowski che gli si era presentato davanti per chiudere l'angolo di visuale. Primo gol in maglia bianca per l'ex Aek che approfitta del primo errore della difesa viola, una leggerezza personale letale per gli ospiti. La Fiorentina torna subito dalle parti di Provedel ma in qualche modo lo Spezia esce dall'affanno e il finale di tempo è in pieno equilibrio.

SECONDO TEMPO
Per non registrare quel golletto nel finale come una parentesi casuale del pomeriggio, serve uno Spezia ancor più credibile di quello che ha chiuso il primo tempo, soprattutto perché la Fiorentina, una volta scottata da Verde, non lascerà nulla al caso per non trovarsi brutte sorprese: Italiano vuole che la sua squadra continui a giocare coralmente, accelerando però la velocità dei singoli movimenti. Iachini per contro pretende che i suoi alzino il baricentro e vadano ad infastidire i bianchi fin dall'origine dell'azione, affidata al migliore dei toscani, Sofyan Amrabat. Il vento può cambiare del tutto, basta crederci: in un paio di momenti topici, ad uscire dalla propria area lo Spezia ci mette pochissimo e la Fiorentina ne risente, anche fisicamente. Italiano capisce che è arrivato il momento di dare peso ad un attacco abulico e si gioca la carta Nzola per un Piccoli che si sbatte ma fa quello che può. E' invece monumentale la chiusura di Sala che al quarto d'ora rincorre e ferma senza falli un Ribery a tratti, ma solo a tratti, devastante, volato via in campo aperto dopo un break offensivo aquilotto che poteva finire meglio.

Lo Spezia ci crede, Nzola entra e dà il valore aggiunto: poi Farias fa 2-2.
Per dare l'assalto ai viola, lo Spezia vuole forze fresche e arrembanza: al 18' Italiano si gioca un tris di sostituzioni con gli ingressi di Ferrer, Agudelo e Farias per Sala, Deiola e Verde. E' il tocco finale ad una storia che stava già iniziando a cambiare ma che aveva bisogno di quella reattività che può arrivare dalle forze fresche: non è un caso che i bianchi appena 5' dopo costruiranno una grande occasione per pareggiarla: al 22' sull'errore di Pezzella, che lascerà per infortunio di lì a breve con Milinkovic che si sposterà al centro, ad involarsi in contropiede per vie centrali sarà M'bala Nzola che attrae su di sè uno dei centrali viola per poi servire Farias che ha sui piedi la palla del pari ma alza troppo la mira con un destro di prima intenzione. E' un'occasione enorme, tanto quanto il dispiacere per averl mancata ma l'ingresso del francese e poi le altre sostituzioni hanno cambiato l'inerzia della partita, sempre più equilibrata ed aperta ad ogni evoluzione. Anche ad un pareggio che lo Spezia insegue con umiltà e coraggio e che troverà meritatamente alla mezz'ora grazie ad uno splendido destro, questa volta sì, di Farias che, risolvendo una mischia disordinata in cui il neo-entrato Igor libera proprio sui sui piedi, pesca il jolly dal limite dell'area e tocca la boccia con un destro che sembra il classico colpo secco di stecca sul tappeto verde di una sala biliardi.

Viola in panne dopo l'uscita di Pezzella. Nzola ad un nulla dal 3-2 che farebbe storia.
Un Nzola totalizzante, non avrà gli allenamenti nelle gambe ma ha un carisma e un piglio che pesano nell'economia di questa partita: l'attaccante di Troyes è un totem per la Fiorentina che patisce il suo modo di stare in campo, di portare su di se più giocatori, di guerreggiare su ogni pallone vagante, su ogni minuscola creuza. Il finale di gara fa i conti con la stanchezza dei tanti: Matteo Ricci e Acampora sono trafitti dai crampi eil tempo scorre fino ai 5' di recupero nel primo dei quali lo Spezia tocca con mano da vicino l'impresa che muore per una questione di centimetri. Tanto merito è proprio di Nzola che prima danza sul limitare dell'area di rigore sciorinando una tecnica individuale che finora avevamo solo intravisto. Poi nel proseguo dell'azione mette il corpo davanti all'avversario su uno spiovente ad effetto: la sua zampa volante ci arriva e Mbala sfiora un gol da salvare fra i preferiti. Con l'uscita di capitan Pezzella, la Fiorentina dietro sembra in balia ma i bianchi non ne hanno più e l'ultima palla è sui piedi di Callejon, pescato da solo davanti a Provedel che gli prende il tempo e si piazza davanti a bloccargli ogni velleità da debutto indimenticabile. Finirà 2-2, risultato giusto e ovvia iniezione di fiducia per il gruppo di Italiano che pareggia con merito contro una squadra deludente.

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