Genova 24 La Voce del Tigullio Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Venerdì 29 Maggio - ore 21.19

previsioni meteo la spezia
Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Lo Spezia valuta il ricorso alla cassa integrazione

Il decreto Cura Italia protegge anche i dipendenti ordinari dei club di calcio, con stipendi di base di poco sopra i mille euro. Il paradosso è che gli ingaggi dei calciatori non si toccano senza un accordo con l'AIC.

come il resto della serie B
Lo Spezia valuta il ricorso alla cassa integrazione

Fuori provincia - Per molti è un destino inevitabile, soprattutto nelle serie minori. In questi giorni anche lo Spezia Calcio valuta la possibilità di appoggiarsi alla cassa integrazione per i propri dipendenti ordinari, ovvero per tutti coloro non hanno un contratto regolato a livello federale. I veri e propri lavoratori che fanno marciare la macchina della società di calcio. Ci sono magazzinieri e custodi, ma anche gli impiegati amministrativi che animano gli uffici della sede di Melara e su fino ai responsabili delle infrastrutture e i vertici dell'area organizzativa. La possibilità che il club chieda il contributo dello Stato per le prossime buste paga è reale stante il blocco del campionato e di molte attività del club, in pratica tutte quelle che non possono essere svolte in smart working, ed è previsto del decreto Cura Italia.
Una soluzione che non deve essere vista come un segnale immediato di difficoltà finanziaria, se è vero che anche giganti come Tottenham e Liverpool (che però garantisce gli stipendi pieni) hanno già preso questa strada. E' anzi un modo per evitare le evidenti difficoltà del momento diventino criticità insuperabili per tante realtà. Non è il caso dello Spezia Calcio che ha una proprietà che ha sempre ripianato in solido, ma in serie B il ricorso agli ammortizzatori sociali appare in pratica una scelta obbligata per tutte. Dopo una prima fase in cui si è, per così dire, temporeggiato invitando i dipendenti a smaltire le ferie arretrate o "giocato" con i permessi, dal prossimo mese c'è la possibilità che sia lo Stato a pagare buona parte dello stipendio dei dipendenti. Una quota che arriva fino all'80%, calcolato sui massimali per la categoria di impiego, la maggior parte ricadenti nel settore sport e spettacolo.

Il paradosso è che i club calcistici non possono in verità andare ad incidere automaticamente sul grosso delle proprie spese per il personale, ovvero gli ingaggi dei calciatori. Per fare un esempio, in casa aquilotta le spese per il personale negli ultimi quattro bilanci ha oscillato sempre tra i 10 ed i 12 milioni di euro. Di questi tra i 7 e gli 8 milioni, bonus compresi, finiva in tasca ai soli calciatori. In più tra i contratti federali, quelli depositati in Lega, ricadono anche molti degli stipendi del settore sportivo. Normati al di fuori del perimetro in cui ricadono i dipendenti ordinari, questi con stipendi d'entrata di poco sopra i mille euro al mese al confronto di ingaggi netti annuali superiori ai 300mila euro per gli atleti.
Servirà un accordo diretto con i tesserati per incidervi, mediato magari attraverso l'Assocalciatori. La base su cui la serie A vorrebbe trattare parla di una riduzione di un terzo della retribuzione totale annua lorda (quattro mensilità) nel caso non si possa riprendere l’attività sportiva, e una riduzione di un sesto della retribuzione totale annua lorda (due mensilità) qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite della stagione 19/20. Sono le stesse indicazioni che la serie B farà proprie, cercando la sponda degli stessi calciatori e dei loro rappresentanti AIC.

In questo senso va detto che molti dei tesserati dello Spezia Calcio hanno in queste settimane devoluto cifre importanti nelle raccolte a favore della sanità pubblica, a dimostrazione che qui il problema non è personale ma strutturale. Presso il governo si è anche lavorato per estendere gli ammortizzatori sociali ai calciatori che hanno guadagni da dipendente ordinario, ovvero la maggior parte dei professionisti di serie C ma anche tanti giovani al debutto nella categoria superiore. L'interesse è d'altra parte concorrente visto che molti club non arriverebbero a settembre con i conti in ordine senza uno sconto sul monte ingaggi. Soprattutto nel caso in cui il calcio non ripartisse, eventualità che infatti tutti cercano di evitare anche a costo di arrivare a giocare fino all'estate inoltrata.

COVID-19, NUMERI SPEZZINI E LIGURI 6 APRILE 2020

TAMPONE A BORDO AUTO, ESORDIO LIGURE

ANCORA MORTI IN ASL 5 E UNO SPEZZINO MUORE AL SAN MARTINO

RAPINA SELVAGGIA AL MINIMARKET

”SONO VACCINATO AL COVID-19”. IN TASCA LA DROGA

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia




VIDEOGALLERY






















Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy
Impostazioni Cookie

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News