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La lezione di Nico: "Dietro il calcio che va in campo c'è una locomotiva che oggi merita una riflessione"

pulzetti, ex aquilotto
La lezione di Nico: "Dietro il calcio che va in campo c'è una locomotiva che oggi merita una riflessione"

Fuori provincia - "Con questo post ci metto la faccia e pure il nome, ed è per tutte quelle persone che credono che il lavoro del calciatore sia solo correre dietro ad un pallone e guadagnare un sacco di soldi. Ecco vorrei dire che non è così: forse non sapete che il calcio muove milioni di euro e dà lavoro a moltissime famiglie, anche a chi con il calcio non c’entra niente". Inizia così il lungo sfogo di Nico Pulzetti, 36 anni, oggi centrocampista del San Donà nei dilettanti ma per tanti anni protagonista in serie A e B con tante maglie importanti. Una "vita da mediano" la sua ma anche diversi gol, compresi i 4 segnati con la maglia dello Spezia nell'anno e mezzo trascorso in riva al Golfo tra il gennaio 2016 e il giugno 2017. E' stato capitano di tante formazioni e le sue sono parole che confermano la personalità di leader che ha sempre mostrato in campo. Ci racconta insomma, l'altra faccia del football, quella che nulla c'entra con i lustrini e i privilegi: "Affitti di appartamenti, ritiri e pranzi in alberghi in località poco conosciute, viaggi e trasferte, noleggio dei pullman, affitti e gestione degli stadi ed impianti sportivi dalla serie A alla terza categoria, spese mediche, e potrei star qui ore ad elencare. È un lavoro come tanti, dove ci vogliono tanti sacrifici, tanta dedizione e tantissima passione, dove la maggior parte delle volte sei trattato come una pedina senza scrupoli. Una differenza c’è rispetto agli altri lavori, più sei umile e serio come giocatore e più se ne approfittano di te, più sei un uomo di mxxxx e lxxx più ti portano in alto. Dopo 17 anni da professionista sono approdato nei dilettanti ed ho visto tantissime cose che mi hanno aperto gli occhi".

Continua Pulzetti: "Ho conosciuto tantissimi giocatori, che prima del calcio per loro veniva il lavoro e lo studio e con una forza e passione incredibile si spogliavano e scendevano in campo senza mai lamentarsi. Le stesse persone che qualcuno critica, e credetemi stiamo parlando di stipendi o rimborsi che vanno da poche centinaia di euro, a qualcosa in più rispetto ad un normalissimo operaio. Inoltre voglio citare lo staff tecnico, tutte quelle persone che sono dietro le quinte, che sono però la vera e propria locomotiva di una squadra, i magazzinieri, la lavanderia, la segreteria, i custodi, le donne delle pulizie, gli autisti di pullman e pulmini, il giardiniere, etc..
Tutte persone che hanno affitti e mutui da pagare, bollette e tasse, vestiario, istituzione, sanità e spesa. Non tutti hanno percepito la mensilità di febbraio, e con lo stop dei campionati (quasi certo) e la presunta ripartenza a settembre o addirittura a novembre, tutte queste famiglie fino a queste date non vedranno un euro nel conto. So che molti ancora non capiranno dopo aver letto queste parole, ma vi invito a riflettere".

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