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Ventuno capi di stato invitano gli europei al voto del 26 maggio

Ventuno capi di stato invitano gli europei al voto del 26 maggio

Fuori provincia - "L’Europa è la migliore idea che abbiamo mai avuto

L’integrazione europea ha aiutato a realizzare la secolare speranza di pace in Europa dopo che il nazionalismo sfrenato e altre ideologie estremiste avevano portato l’Europa alla barbarie di due guerre mondiali. Ancor’ oggi non possiamo e non dobbiamo dare per scontate la pace e la libertà, la prosperità e il benessere. È necessario che tutti noi ci impegniamo attivamente per la grande idea di un’Europa pacifica e integrata.

Le elezioni del 2019 hanno un’importanza speciale: siete voi, cittadini europei, a scegliere quale direzione prenderà l’Unione Europea. Noi, Capi di Stato di Bulgaria, Repubblica Ceca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Francia, Croazia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia e Finlandia, ci appelliamo quindi a tutti i cittadini europei che hanno diritto a farlo affinché partecipino alle elezioni per il Parlamento europeo a fine maggio prossimo.

I popoli europei si sono liberamente uniti nell’Unione Europea, un’Unione che si basa sui principi di libertà, uguaglianza, solidarietà, democrazia, giustizia e lealtà all’interno e tra i suoi membri. Un’Unione che non ha precedenti nella storia d’Europa. Nella nostra Unione i membri eletti del Parlamento Europeo condividono con il Consiglio dell’Unione Europea il potere di decidere quali regole si applicano in Europa e come spendere il bilancio europeo.



Siamo tutti europei

Ormai da tempo per molti in Europa, soprattutto tra le nuove generazioni, la cittadinanza europea è divenuta una seconda natura. Per loro non è una contraddizione amare il proprio villaggio, la propria città, regione o nazione ed essere al contempo convinti europeisti.



La nostra Europa, insieme, può affrontare le sfide

In questi mesi, più che in passato, l’Unione Europea si trova ad affrontare grandi sfide. Per la prima volta da quando il processo di integrazione europea è iniziato, alcuni parlano di ridimensionare certe tappe dell’integrazione, come la libertà di movimento o di abolire istituzioni comuni. Per la prima volta uno Stato membro intende lasciare l’Unione. Al contempo, altri invocano maggiore integrazione all’interno dell’Unione o dell’Eurozona oppure un’Europa a più velocità.

Su questi temi esistono differenze di opinioni sia tra i cittadini che tra i Governi degli Stati membri, così come tra noi Capi di Stato. Ciononostante, tutti noi siamo d’accordo che l’integrazione e l’unità europea sono essenziali e che vogliamo che l’Europa continui come Unione. Solo una comunità forte sarà in grado di affrontare le sfide globali dei nostri tempi. Gli effetti di cambiamenti climatici, terrorismo, globalizzazione economica e migrazioni non si fermano ai confini nazionali. Riusciremo a far fronte con successo a queste sfide e a proseguire il cammino dello sviluppo economico e della coesione sociale solamente lavorando insieme come partner uguali al livello istituzionale.



Vogliamo un’Europa forte e integrata

Dunque abbiamo bisogno di un’Unione Europea forte, un’Unione dotata di istituzioni comuni, un’Unione che riesamina costantemente con occhio critico il proprio lavoro ed è in grado di riformarsi, un’Unione costruita sui propri cittadini e che ha nei suoi Stati membri la propria base vitale.

Quest’Europa ha necessità di un vivace dibattito politico su quale sia la direzione migliore per il futuro, a partire dalla base fornita dalla Dichiarazione di Roma del 25 marzo 2017. L’Europa è in grado di sostenere il peso di un dibattito che includa un’ampia gamma di opinioni e di idee. Ma non si deve ritornare a un’Europa nella quale i Paesi siano avversari piuttosto che partner alla pari.

La nostra Europa unita ha bisogno di un voto forte da parte dei popoli, ed è per questo che vi chiediamo di esercitare il vostro diritto a votare. È un voto sul nostro comune futuro europeo".



Rumen Radev
Presidente della Repubblica di Bulgaria

Miloš Zeman
Presidente della Repubblica Ceca

Frank-Walter Steinmeier
Presidente della Repubblica Federale di Germania

Kersti Kaljulaid
Presidente della Repubblica di Estonia

Michael D. Higgins
Presidente d’Irlanda

Prokopios Pavlopoulos
Presidente della Repubblica Ellenica

Emmanuel Macron
Presidente della Repubblica Francese

Kolinda Grabar-Kitarovic
Presidente della Repubblica di Croazia

Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana

Nicos Anastasiadis
Presidente della Repubblica di Cipro

Raimonds Vejonis
Presidente della Repubblica di Lettonia

Dalia Grybauskaite
Presidente della Repubblica di Lituania

János Áder
Presidente della Repubblica di Ungheria

George Vella
Presidente della Repubblica di Malta

Alexander Van der Bellen
Presidente della Repubblica d’Austria

Andrzej Duda
Presidente della Repubblica di Polonia

Marcelo Rebelo de Sousa
Presidente della Repubblica Portoghese

Klaus Iohannis
Presidente di Romania

Borut Pahor
Presidente della Repubblica di Slovenia

Andrej Kiska
Presidente della Repubblica Slovacca

Sauli Niinistö
Presidente della Repubblica di Finlandia

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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