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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Febbraio - ore 22.20

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Green Deal: puntare a essere il primo continente a impatto climatico zero

Il focus della rubrica curata dal Centro Europe Direct della Provincia della Spezia per informare i cittadini sull’Unione europea e le sue politiche.

EUROPA OGGI. VERO O FALSO?
Green Deal: puntare a essere il primo continente a impatto climatico zero

Fuori provincia - Il Green Deal è una delle grandi scommesse europee per i prossimi anni: l’impegno contro i cambiamenti climatici definirà infatti il ruolo dell’Europa nel mondo. Già prima dell’esplosione della pandemia, la Commissione europea aveva individuato nel Green Deal il pilastro della propria azione politica. A livello globale infatti l’Europa rimane leader nella lotta ai cambiamenti climatici. L’impatto globale del coronavirus ha poi cambiato radicalmente la sensibilità verso i problemi comuni che riguardano l’intero pianeta. I rischi a cui sono esposte le nostre società sono apparsi più evidenti e l’assoluta necessità di una cooperazione internazionale è quanto mai innegabile.
Il Green Deal europeo è la tabella di marcia dell’Unione per rendere sostenibile l'economia europea. Questo obiettivo sarà realizzato trasformando le problematiche climatiche e le sfide ambientali in opportunità in tutti i settori politici e rendendo la transizione equa e inclusiva per tutti.
I cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono una minaccia enorme per l'Europa e il mondo. Per superare queste sfide, l'Europa ha bisogno di una nuova strategia per la crescita che trasformi l'Unione in un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva in cui:
- nel 2050 non siano più generate emissioni nette di gas a effetto serra
- la crescita economica sia dissociata dall'uso delle risorse
- nessuna persona e nessun luogo sia trascurato.

Il Green Deal europeo prevede un piano d'azione volto a: promuovere l'uso efficiente delle risorse passando a un'economia pulita e circolare ripristinare la biodiversità e ridurre l’inquinamento

Il piano illustra gli investimenti necessari, gli strumenti di finanziamento disponibili e spiega come garantire una transizione equa e inclusiva. Per conseguire questo obiettivo sarà necessaria l'azione di tutti i settori della nostra economia, tra cui:
- investire in tecnologie rispettose dell'ambiente
- sostenere l'industria nell'innovazione
- introdurre forme di trasporto privato e pubblico più pulite, più economiche e più sane decarbonizzare il settore energetico
- garantire una maggiore efficienza energetica degli edifici
- collaborare con i partner internazionali per migliorare gli standard ambientali mondiali.

Presentata a marzo, la legge europea sul clima costituisce uno degli elementi centrali del Green Deal europeo. Obiettivo: fare dell'UE il primo continente del mondo che conseguirà la neutralità climatica entro il 2050. Un piano ambizioso, su cui è arrivato a dicembre l'ok dei Capi di Stato e di governo e dei ministri dell'Ambiente dei 27 al target intermedio, ma che secondo il Parlamento europeo si può rendere ancor più efficace alzando l’asticella. Con la legge europea sul clima, la Commissione propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050. Le istituzioni UE e gli Stati membri sono tenuti ad adottare insieme le misure necessarie al loro livello per raggiungere questo obiettivo.

Il primo passo della legge sul clima è il target al 2030. Nel suo discorso sullo stato dell'Unione, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha proposto dalla Commissione un taglio delle emissioni al 2030 di almeno il 55%.
Il piano per il clima dovrebbe contenere interventi in tutti i settori, in particolare i trasporti, l'energia, l'agricoltura e l'edilizia. Ruolo importante per la mobilità a emissioni zero avranno anche i nuovi limiti sulla CO2 imposti ai produttori. Maggiori sforzi saranno richiesti anche all'agricoltura, seppur tenuto conto dei limiti di adattabilità del settore. Il Parlamento europeo, nel corso della plenaria di ottobre, si era allineato alla volontà dell’Esecutivo UE di fissare target ambiziosi, ma aveva alzato ulteriormente l'asticella, portando dal 55% al 60% l'obiettivo di riduzione delle emissioni al 2030, oltre a confermare il target intermedio al 2040.

A ottobre il Consiglio dei ministri dell'Ambiente aveva raggiunto un accordo solo parziale sulla legge per il clima: bene l'obiettivo emissioni zero al 2050, ma i ministri avevano demandato al Consiglio europeo la posizione sul target al 2030.
Dopo ore di discussioni, i leader hanno trovato un accordo sul testo sulla lotta ai cambiamenti climatici a dicembre, decidendo di tagliare le emissioni di almeno il 55% entro il 2030. Il Parlamento europeo ha però già approvato in plenaria, ad ottobre, una legge sul clima che fissa l’obiettivo per la riduzione dei gas serra entro il 2030 al 60%. Gli eurodeputati chiedono anche un “carbon budget” e l’istituzione di un organismo indipendente in grado monitorare l’effettiva applicazione delle politiche ambientali. Il Consiglio e il Parlamento, con la mediazione della Commissione europea, si riuniranno nelle prossime settimane per trovare un accordo definitivo. Il punto di partenza è comunque l’accordo già trovato sulle zero emissioni entro il 2050.

Gli scienziati dicono che l’obiettivo del 55%, già proposto dalla Commissione Europea, sarebbe lo sforzo minimo necessario per dare all’UE una possibilità realistica di diventare climaticamente neutrale entro il 2050. La Commissione europea ha avviato in questi giorni una consultazione pubblica online sull'elaborazione di obiettivi giuridicamente vincolanti dell'UE per il ripristino della natura. In quanto elemento chiave della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e del Green Deal europeo, il ripristino degli ecosistemi danneggiati in Europa contribuirà ad aumentare la biodiversità, a mitigare i cambiamenti climatici e ad adattarvisi e a prevenire e ridurre gli effetti delle catastrofi naturali. L'iniziativa per l’elaborazione di obiettivi UE di ripristino della natura mira anche a migliorare la conoscenza e il monitoraggio degli ecosistemi e dei relativi servizi. Per partecipare alla consultazione clicca qui.

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