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Cresce la liquidità, ma non gli investimenti: oltre 1400 miliardi di euro fermi in Italia

Cresce la liquidità, ma non gli investimenti: oltre 1400 miliardi di euro fermi in Italia

Fuori provincia - Se ci sia l’incertezza nel futuro oppure una scarsa conoscenza del mondo della finanza non è ancora certo. Fatto sta che in Italia torna a consolidarsi il fenomeno di mantenere i propri capitali in banca.

Contanti e conto corrente: Italia 3a in Europa
Quasi 3mila miliardi di euro, a questo ammonterebbero i risparmi tenuti in stand-by dagli abitanti della Germania. L’Italia segue molto da vicino, visto che si trova al terzo posto con 1.429 miliardi di euro, dietro la Francia che vede fermi oltre 2.200 miliardi. Questi sono i dati emersi da un’analisi riportata dal Sole24Ore.

Insomma tra conti correnti e contanti molte persone preferiscono tenere fermi ma, secondo loro, al sicuro i propri risparmi. Tuttavia questa scelta ha dei costi nascosti non indifferenti, primo fra tutti l’inflazione: si è calcolato che a partire dal 2000 l’Europa ha generato un tasso di inflazione pari al 30%. A questa erosione del proprio patrimonio va anche sommata la perdita degli introiti di un possibile investimento finanziario.

Un ottimo esempio di quanto detto arriva da una seconda analisi che ha quantificato l’eventuale perdita su una cifra simbolica di 1000 euro: 1000 euro lasciati fermi 10 anni fa oggi equivalgono a circa 875 euro, diminuzione dovuta al calo del potere di acquisto.

Investimento non sempre equivale a rischio: l’esempio dei conti deposito
Con il tempo, il mercato finanziario ha saputo adattarsi alle mutate esigenze dei consumatori. Come visto prima, chi si trova a gestire il proprio denaro vuole, prima di tutto, delle certezze per quanto riguarda la sicurezza e l’affidabilità del prodotto finanziario che sceglie.

Per questo motivo, una delle formule più interessanti è quella del conto deposito, una formula che unisce un rendimento reale e concordato a delle tutele solide. A garantire le somme versate (fino a un limite di 100.000 euro) è infatti il FITD, ovvero il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi a cui tutte le banche italiane devono aderire obbligatoriamente. Questo permette ai consumatori di avere garantita sempre la liquidità del proprio deposito, anche in casi di insolvenza o fallimento dell’istituto bancario.

Oggi sul mercato si trovano diverse proposte per un investimento di questo tipo, tra i diversi Istituti bancari ritroviamo ad esempio anche i conti deposito Santander. In particolare la tipologia di conto deposito permette al consumatore di scegliere tra due alternative, ovvero quella del conto deposito vincolato o non vincolato.
Nel primo caso si accetta di vincolare una somma fino a una data di scadenza stabilita, mentre nel secondo caso il consumatore è libero di disporre il proprio denaro in qualsiasi momento.

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