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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Settembre - ore 15.01

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Coronavirus: le misure economiche messe in atto dall’Unione Europea

Cosa c’è di vero e di falso in quello che si dice sull’Ue?

EUROPA OGGI. VERO O FALSO?
Coronavirus: le misure economiche messe in atto dall’Unione Europea

Fuori provincia - L’emergenza economica si sta manifestando drammaticamente in questi giorni: si tratta di una recessione economica che attraverserà tutti i 27 paesi dell’Unione europea per cui sarà necessaria una risposta adeguata. Alcuni passi sono stati già compiuti nella prima fase e ancora di più ne saranno fatti nei prossimi mesi. Una delle critiche più comuni nei confronti dell’Unione Europea è proprio legata alla gestione dell’aspetto economico della crisi.

“L’Unione europea non ci sta aiutando dal un punto di vista economico” - FALSO
Nella gestione dell’emergenza Coronavirus l’UE ha messo in atto una mobilizzazione di risorse mai vista prima nella storia dell’integrazione europea: un pacchetto di misure solidaristiche alla cui attuazione concorrono tutti gli Stati membri in varie forme.

Ecco in breve alcune misure e strumenti.
100 miliardi di euro per SURE, la cassa integrazione europea
SURE è uno strumento di solidarietà di 100 miliardi di euro per aiutare i lavoratori e le imprese in difficoltà.
Attraverso SURE, verranno erogati prestiti garantiti dagli Stati membri per assicurare che i lavoratori percepiscano un reddito e che le imprese mantengano il proprio personale. In questo modo i cittadini potranno continuare a pagare l'affitto, le bollette e gli acquisti alimentari e l'economia troverà la necessaria stabilità. I prestiti si baseranno su garanzie fornite dagli Stati membri e saranno indirizzati ai settori più bisognosi. Tutti gli Stati membri potranno avvalersene, ma lo strumento rivestirà un'importanza particolare per quelli più colpiti. L’Italia potrà ottenere fino a 20 miliardi per finanziare la cassa integrazione delle imprese in difficoltà a seguito del lockdown imposto per contenere il contagio.

750 miliardi di euro: la BEI acquista titoli di stato e fondi di garanzia per le Pmi

La Banca Centrale Europea ha varato il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), un nuovo programma da 750 miliardi di euro finalizzato all’acquisto di titoli di stato, per aiutare i 27 Paesi UE a sconfiggere l’emergenza economica innescata dal Coronavirus e a conservare la loro stabilità economica, evitando il collasso economico a paesi in forte difficoltà di debito come l’Italia. Inoltre la BEI istituirà un fondo di garanzia di 25 miliardi, grazie ai contributi dei paesi membri, e li utilizzerà per indebitarsi fino a 200 miliardi di euro. Metterà a disposizione questi soldi come prestiti a condizioni vantaggiose alle Piccole e medie imprese europee. Questa è la seconda misura messa in atto dalla Bei, che aveva già messo a disposizione garanzie per costituire un altro fondo da 40 miliardi.

Utilizzo linee di credito del MES per spese sanitarie senza condizionalità

All’interno del MES, il Fondo Salva Stati che esiste dal 2012, viene creato un supporto per la crisi pandemica disponibile per tutti gli Stati membri e soggetto ad una valutazione delle Istituzioni europee. La tipica condizionalità del MES è del tutto assente, e rimane solo la condizione di supportare con questi soldi la spesa interna diretta e indiretta sanitaria per cure e prevenzione relative al Covid-19. Il MES permetterà la mobilitazione di risorse in misura pari al 2% del Prodotto interno lordo (PIL) del paese richiedente a un tasso di interesse particolarmente basso (poco più dello 0,1% annuo) e con scadenze agevolate. Per l'Italia si apre quindi un'opportunità di utilizzare circa 37 miliardi di euro per coprire spese di natura sanitaria legate all’emergenza Coronavirus.

37 miliardi di euro di fondi strutturali inutilizzati da riprogrammare e usare

La Commissione europea ha proposto e ottenuto dal Parlamento europea di utilizzare fondi inutilizzati e finalizzati ad altri scopi per la lotta al virus e all’aiuto dei sistemi sanitari nazionali e alle imprese a ai lavoratori che sono più in difficoltà. Su proposta della Commissione europea, 37 miliardi di euro nell'ambito della politica di coesione sono stati destinati alla lotta contro il Coronavirus e ai sistemi sanitari, imprese e lavoratori colpiti dall’emergenza. Circa 7 miliardi dovranno andare a beneficio dell’Italia. Il 2 aprile la Commissione ha introdotto misure per destinare i fondi strutturali non utilizzati all’emergenza Coronavirus. Saranno possibili trasferimenti tra i 3 fondi della politica di coesione (Fondo europeo di sviluppo regionale, Fondo sociale europeo e Fondo di coesione), trasferimenti tra le diverse categorie di regioni e flessibilità per quanto riguarda la concentrazione tematica. Vi sarà inoltre la possibilità di un tasso di cofinanziamento dell'UE pari al 100% per l'esercizio contabile 2020-2021.

Flessibilità della disciplina degli Aiuti di Stato

La Commissione ha autorizzato gli Aiuti di Stato, ovvero gli aiuti che lo stato concede alle imprese ma che di solito non possono essere erogati per evitare di falsare la concorrenza del mercato interno europeo. Le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato consentiranno eccezionalmente agli Stati membri di agire in modo rapido ed efficace per sostenere i cittadini e le imprese, in particolare le piccole e medie imprese, che incontrano difficoltà economiche a causa dell'epidemia di COVID-19. Il 22 marzo la Commissione europea ha approvato le misure italiane di aiuti pari a 50 milioni di euro per sostenere la produzione e la fornitura di dispositivi medici, come i ventilatori, e di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza. Il quadro è stato temporaneamente modificato aumentando le possibilità di sostegno pubblico alla ricerca, sperimentazione e produzione di prodotti rilevanti per combattere l'epidemia di Coronavirus, proteggere i posti di lavoro e sostenere ulteriormente l’economia.

Stop al Patto di Stabilità

Altra misura eccezionale è quella che riguarda la flessibilità sul patto di stabilità: il patto di stabilità, vista l’eccezionalità della situazione, è stato sospeso. A seguito della proposta della Commissione europea di attivare la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, i ministri delle finanze dell’UE hanno convenuto di sospendere i limiti di spesa per i bilanci nazionali per dare ai paesi dell'UE spazio sufficiente per combattere la pandemia di Coronavirus. È pertanto sospesa la regola che prevede che il disavanzo di bilancio di un paese rimanga entro il 3% del PIL.

Liquidità alle imprese

1 miliardo di euro sarà riorientato dal bilancio dell'UE come garanzia per il Fondo europeo per gli investimenti, al fine di incentivare le banche a fornire liquidità a PMI e imprese a media capitalizzazione. I finanziamenti così mobilitati, per un totale di circa 8 miliardi di euro, permetteranno di aiutare almeno 100 mila PMI europee e imprese a media capitalizzazione.

Fondo di solidarietà

Il Fondo di solidarietà dell'UE è nato per far fronte alle gravi calamità naturali e per esprimere la solidarietà
dell'Europa alle regioni europee colpite da tali calamità. Il Fondo è stato istituito a seguito delle gravi inondazioni che hanno devastato l'Europa centrale nell'estate del 2002. Da allora ha fornito oltre 5.5 miliardi di EUR per interventi in 87 eventi catastrofici in 23 Stati membri e 1 paesi in via di adesione. L'Italia è di gran lunga il principale beneficiario del Fondo e finora ha ricevuto quasi 2.8 miliardi. In seguito all’emergenza Covid-19, l’ambito di applicazione del Fondo di solidarietà dell'UE è stato ampliato per includere gravi emergenze sanitarie. In particolare, il Fondo fornirà un contributo finanziario fino a un totale di 800 milioni di euro ai Paesi più colpiti in questa situazione straordinaria, alleviando l'onere delle misure di risposta immediata, compresa l'assistenza alla popolazione, l'assistenza e le attrezzature mediche, il sostegno ai gruppi vulnerabili e le misure volte a contenere la diffusione della malattia,
rafforzando la preparazione e la comunicazione.
La Commissione ha ricevuto dall’Italia la prima domanda preliminare di sostegno finanziario a titolo del Fondo di Solidarietà dell’UE (FSUE). Le domande potranno essere presentate alla Commissione fino al 24 giugno 2020 e saranno valutate in un unico pacchetto con l’obiettivo di garantire un equo trattamento agli Stati membri colpiti dall’emergenza sanitaria. Successivamente la Commissione presenterà una proposta di aiuto finanziario al Parlamento europeo e al Consiglio.

Fondo di adeguamento alla globalizzazione

Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è stato mobilitato per sostenere i lavoratori autonomi e chi ha perso il lavoro alle condizioni stabilite nel regolamento vigente e futuro. Nel 2020 sono disponibili fino a 179 milioni di euro.

In arrivo “Next Generation EU”

Il 27 maggio la Commissione europea ha presentato la proposta relativa a un piano di ripresa a lungo termine e di ampio respiro. La ripresa dovrà essere sostenibile, uniforme, inclusiva ed equa per tutti gli Stati membri: a questo fine la Commissione propone di varare un nuovo strumento per la ripresa, Next Generation EU, incorporato in un bilancio dell'UE a lungo termine rinnovato, potente e moderno.

Vi diamo appuntamento con l’approfondimento su Next Generation EU nella prossima uscita.

“EUROPA OGGI. VERO O FALSO?” è una rubrica a cura del Centro Europe Direct della Provincia della Spezia per informare i cittadini sull’Unione europea e le sue politiche.

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