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Chiusura delle centrali a carbone: 800 gli esuberi

Tra la Spezia, Fusina, Civitavecchia e Brindisi è questa la stima di Enel esposta ai sindacati. Via ad un piano di pensionamenti. FILCTEM, FLAEI e UILTEC: "Ricollocazione dei lavoratori che non potranno accedere all'isopensione".

lo scenario
Chiusura delle centrali a carbone: 800 gli esuberi

Fuori provincia - Esuberi, esodo dei lavoratori anziani e mobilità geografica. E' quanto attende i lavoratori delle centrali a carbone Enel della Spezia, Fusina, Civitavecchia e Brindisi. La scorsa settimana un incontro con i sindacati FILCTEM, FLAEI e UILTEC ha definito un nuovo accordo quadro di regolamentazione per l’area Power Generation. "L’accordo siglato si inserisce in un contesto nel quale la produzione nel settore elettrico sarà caratterizzata da una trasformazione di tale rilevanza che definire epocale può risultare perfino riduttivo - recita una nota delle organizzazioni sindacati". Con il programma di decarbonizzazione si "determinerà un esubero di circa 800 lavoratori" nei quattro impianti.
Prima finalità del nuovo quadro sarà accompagnare alla pensione nel periodo 2021-2024 i dipendenti che matureranno i requisiti pensionistici nei quattro anni successivi alla cessazione del rapporto di lavoro, sulla base di esperienze che sono già state avviate con gli accordi sindacali sottoscritti nel 2013 e 2015. "Oltre al ricorso allo strumento dell’articolo 4, le parti hanno inteso finalizzare l’accordo quadro anche alla ricollocazione all’interno della Power Generation dei lavoratori che non potranno accedere all’isopensione non avendone i requisiti previsti dalla legge. Formazione e riqualificazione professionale costituiscono leve indispensabili e necessarie per consentire interventi mirati di gestione del turn over e a tale scopo vengono inoltre previste nuove assunzioni di giovani, nella misura di 170 unità nel periodo 2021-2024".
Chi non potrà andare in pensione verrà ricollocato. "La mobilità geografica e professionale costituirà un ulteriore strumento per consentire una adeguata ricollocazione nelle attività del Gruppo. Sarà essenziale il supporto di adeguati percorsi formativi di riqualificazione professionale e aggiornamento delle competenze che si rendono necessarie per affrontare i cambiamenti e le innovazioni tecnologiche in atto". L’accordo quadro prevede anche una clausola di salvaguardia che si potrà attivare a fronte di eventuali modifiche dei requisiti pensionistici che dovessero intervenire nel periodo. "L’articolo 4 rappresenta uno strumento necessario ma non esclusivo per affrontare le trasformazioni che coinvolgono l’intero settore della produzione". In sindacati hanno espresso anche la necessità di avviare un confronto complessivo sui problemi e sulle prospettive dell’intera filiera della produzione elettrica poiché "già oggi si registrano forti criticità organizzative che richiedono soluzioni all’altezza dei mutamenti e delle trasformazioni tecnologiche presenti e future". Una prima data di confronto è stata programmata per il 28 ottobre.

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