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"Salviamo la Internazionale Marmi e Macchine"

"Salviamo la Internazionale Marmi e Macchine"

Fuori provincia - “L’Internazionale Marmi e Macchine deve rinascere come motore che faccia da stimolo all’economia che va dalla Liguria a Viareggio. Deve riscoprire la sua anima che è quella di promozione territoriale nel mercato globale. Deve soprattutto ritrovare il suo posto nel cuore vivo del tessuto socio economico che per troppo tempo, forse, l’ha data per scontata abbandonandola a un declino costante e inarrestabile che oggi ne mette a rischio persino l’esistenza. E possiamo farlo solo lavorando tutti insieme: per il bene della Imm, per il bene del territorio”. Lo sostiene il presidente di Confartigianato Massa Carrara, Sergio Chericoni. Al di là dei piani economici e finanziari, infatti, Chericoni ricorda storia e ruolo della Imm, simbolo dell’ingegno e delle potenzialità ancora inespresse del distretto apuano: “Fu una geniale intuizione di Giulio Conti, che ne è stato anche il primo presidente. Per decenni ha svolto il suo ruolo che era quello di promozione internazionale del marmo e delle macchine per la lavorazione della pietra. Era il motore economico diretto e indiretto del territorio: per le attività interne, come le ditte di manutenzione, allestimenti, catering, trasporti e via dicendo. Fuori, poi, i ristoranti e gli alberghi erano tutti al completo, da Spezia a Viareggio, nei giorni della manifestazione. Non era solo una fiera ma un volano dell’economia che generava ricchezza, un elemento di sviluppo e promozione. Dai primi anni del duemila, purtroppo, è iniziato il lento e lungo declino: non ci nascondiamo, la crisi di oggi non è figlia solo degli errori degli ultimi anni ma arriva da lontano. Le dirigenze che si sono succedute non hanno saputo interpretare i nuovi scenari e si sono allontanate dall’imprenditoria locale. Al tempo stesso le varie amministrazioni non hanno saputo svolgere il proprio ruolo di collante sociale”. Si è così arrivati a oggi: la situazione della Imm è ormai al collasso e rischia di finire in liquidazione disperdendo così un enorme patrimonio: “Bisogna chiamare in causa tutta la compagine sociale che nella Imm ha creduto negli anni e che comprende privati, amministrazioni pubbliche di ogni livello, associazioni di categoria, camere di commercio, istituti di credito e fondazioni bancarie oltre i confini provinciali, fino a Lucca e Spezia. Prima di tutto i soci più importanti, il Comune di Carrara con il 40,82%, la Regione con il 36,40%, poi la Provincia per il 4,85% e il Comune di Massa, con il 3,04%. Tutti – l’appello di Chericoni – devono sentirsi parte di un percorso di salvataggio e rinascita. Non ci serve solo un salvataggio che consenta di superare ‘la nottata’. Abbiamo bisogno di discutere, insieme, un piano a lungo termine che prenda le mosse da un’analisi dell’attuale, dello stato economico, patrimoniale e finanziario, da un’analisi delle prospettive future”. Il rischio è privarsi, per sempre, di una realtà che oggi non potrebbe più essere ricreata dal nulla: “E andremmo ad aggiungere l’ennesimo fallimento a un territorio martoriato – sottolinea ancora il presidente di Confartigianato -. Basta pensare al tour del degrado di Carrara: il Marble Hotel, il Politeama, il Mediterraneo. Vogliamo aggiungere la Imm? Lo spettro è molto concreto: in caso di liquidazione o altre procedure concorsuali, se l’attività dovesse fermarsi per qualche anno lo stesso patrimonio immobiliare rischia di essere raso al suolo perché necessita di manutenzione costante. Ecco perché oggi lanciamo un appello a tutta la compagine societaria – conclude -: ciascuno faccia la propria parte per superare i problemi contingenti, salvando anche i 27 posti di lavoro, per pagare le spese di manutenzione ordinaria, per avviare poi tutti insieme un percorso di riorganizzazione e rilancio. Se saremo stati bravi, sarà da stimolo per risolvere gli altri problemi irrisolti del territorio”.

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