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A Daniele Pieroni il Montale Fuori di Casa sezione poesia

edizione 2021
A Daniele Pieroni il Montale Fuori di Casa sezione poesia

Fuori provincia - Stanno per iniziare le celebrazioni nazionali dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri alle quali anche il Premio Montale Fuori di Casa desidera dare il suo contributo nell’anno del suo XXV°. E non potrebbe essere altrimenti dal momento che la critica letteraria ha più volte messo in luce quanto l’esule fiorentino abbia contato nell’esperienza poetica di Eugenio Montale il quale, nell’intervento tenuto a Firenze nel 1965, in occasione dell'VIII centenario della nascita dell'Alighieri giunse ad affermare che la poesia della Commedia «è e resterà l’ultimo miracolo della poesia mondiale».

A causa del protrarsi della pandemia nel nostro Paese, la prima premiazione 2021 avverrà in modalità on line in collegamento da Chiusi, dove il premiato, Daniele Pieroni da qualche anno ha posto la sua residenza, dopo aver vissuto molti anni a Roma.
Autore di poesie, saggi, prose, libretti d’opera e soggetti per la danza, Pieroni verrà premiato sabato 23 gennaio 2021 per la sezione Poesia e Musica e il suo svolgimento potrà essere seguito sulle Pagine Ufficiali Facebook e Youtube del Premio.

La premiazione si svolgerà in collaborazione con la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti presieduta da Arnoldo Mosca Mondadori, uomo di cultura e di fede che fa parte della Consiglio Direttivo dell’Associazione e che con il Premiato condivide l’amore per la poesia, la musica e l’arte. "Volendo esprimere il senso della poesia di Pieroni con una sola parola userei sympátheia, nel senso etimologico di «patire insieme», «provare emozioni»: sentire insieme alla natura, al divino, al trascendente”, afferma Mondadori.

Dopo una breve presentazione della Presidente Beverini e della Vice Presidente, Barbara Sussi, saranno infatti la poetessa, scrittrice e saggista Maria Clelia Cardona e lo stesso Mondadori a parlare della poesia di Pieroni in dialogo con lui. L’evento sarà coordinato da Alice Lorgna, Responsabile della Comunicazione del Premio. Non mancherà durante il collegamento neppure la presenza della musica dal momento che, in omaggio al premiato, verrà eseguito l’Aria “Lascia ch’io pianga” tratta da Rinaldo di Georg Friedrich Händel, da Maxine Rizzotto al Pianoforte ed Eleonora Umidon alla Viola.

Scrive Daniele Pieroni che a causa del morbo di Parkinson negli ultimi anni ha dovuto lasciare i suoi esercizi musicali: “Sono un musicista mancato. E ciò è stato sempre motivo di grande rammarico. Ho cercato di porre rimedio tardivamente a questa mia prima attitudine, troppo tardi, purtroppo, quando ormai l’agilità delle mani era compromessa. Però quell’iniziale fallimento nella vita, mi ha aperto la strada ad un’altra vocazione, che dalla musica si origina e di essa si nutre, la poesia”.

Come recentemente ha scritto di lui la poetessa e filosofa Maria Sole Sanasi d’Arpe su La Discussione: “Pieroni è un combattente nello spirito e nell’impegno poetico che non nasconde mai la sofferenza del resistere, come la forza insita nel dolore che gli permette di manifestarsi con semplicità. Infatti i periodi della sua poetica sono vigorosi e puntuali :semplici nella loro forma e sostanza. Trasmettono le difficoltà di una vita, il timore di un dopo incerto con il candore di chi non ha niente di nascosto o celato”.

Nella motivazione del Premio viene messo in risalto che la poesia di Pieroni “si caratterizza per compiutezza formale e raffinatezza, espressioni della profonda cultura filosofica, letteraria, filologica, musicale del suo autore. Poesia insieme morale e religiosa che si apre ad un rapporto sincero, quasi amicale con l’altro, con il lettore, con cui il Poeta sa di condividere la comune sorte di “creatura”, la stessa impotente fragilità”.

Nelle righe di accettazione al Premio Montale Fuori di casa Pieroni chiarisce come l’amore per la poesia (e per la Grande Letteratura) sia nata in lui molto presto, nell’estate del 1975, non ancora quattordicenne. "Fu una stagione di letture solitarie e divoranti, come accade a tanti adolescenti. Ed ecco subito l’incontro con Montale a scuola, i primi giorni di liceo, con la notizia del Premio Nobel assegnatogli. L’anno in cui morì, invece, il 1981, coincide con i miei primi scritti che poi pubblicherò 3 anni più tardi. Sono pertanto particolarmente onorato di ricevere 40 anni dopo il Premio Montale Fuori di Casa e ringrazio la Presidente Adriana Beverini per aver pensato a me come autore meritevole di tale assegnazione; Arnoldo Mosca Mondadori e gli altri membri della Giuria che sono stati concordi sul mio nome. Ringrazio inoltre Maria Clelia Cardona, che, da lungo tempo mia attenta lettrice, ha accettato di parlare una volta ancora dei miei libri”.

A fine premiazione l'artista del Movimento Madì, Vincenzo Mascia, farà dono di una sua opera al Premiato, così come già fece per l’artista Nanda Vigo e il critico Arturo Schwarz. “Un onore per me-scrive Mascia-consegnare a Daniele Pieroni uno dei miei lavori artistici. A lui mi accomuna l'amore per l'arte, l’appartenenza alla stessa generazione, la stessa origine geografica, lui abruzzese, io molisano ( una volta uniti in un’unica Regione), e gli studi Universitari alla Sapienza di Roma. Ho scelto una mia opera monocromatica formata dall’accostamento di lamine a sviluppo ondivago che creano sottili vibrazioni di luce e di colore”.

Daniele Pieroni (Pescara 1961). Dopo aver vissuto per 40 anni a Roma si è ritirato a Chiusi in Provincia di Siena. Ha pubblicato libri di poesia e di prosa. Ha collaborato per anni ai Programmi di Radio Rai, a La Repubblica ed ha diretto la rivista dell'Università "Sapienza" di Roma, Ritmica, insieme a Alessandra Briganti ed Elio Pagliarani. Nel 1997 per la sua poesia gli è stato conferito dal Ministero degli Affari Esteri il Premio Erato - Farnesina. D'autore di un libretto d'Opera "La festa dell'Universo" e di soggetti per la danza. Ha esordito con "Scritti " Milano 1984, a cui sono seguiti "Il libro di Ilaria" Salerno 1991, "Colombario dell'idea" Roma 1995, "Passi esornativi e una palinodia" Grottammare 1999, "Prose" Roma 2003, "Lingua e batticuore" Pescara 2003, "Distici morali" 2007 Roma, "Orazioni" 2006, "Florario" 2012 Monrepos, Como 2014 ; "Solitude" Pescara 2018; "Eis" Pescara 2018.


Maria Clelia Cardona a partire dai primi anni Ottanta ha conosciuto e frequentato l’ambiente dei poeti romani, stringendo una durevole amicizia, fra gli altri, con Elio Pecora e Amelia Rosselli. Giacinto Spagnoletti la presenterà poi a Mario Luzi(che scriverà l’introduzione al suo primo libro di poesie, Il vino del congedo, 1994) e la metterà in contatto con Yves Bonnefoy (del quale nel 1998 curerà un’ampia antologia delle opere).Nel corso degli anni Novanta inizia la collaborazione con il latinista Luca Canali per la realizzazione di opere relative al mondo classico. Durevole è poi la collaborazione alla rivista “Leggendaria” diretta da Annamaria Crispino e a “Pagine” diretta da Enzo Anania. Nel corso della stesura del poemetto Di fiato e di fuoco (2016) e in occasione del libro di poesie I giorni della merla, è entrata in contatto con Stefano Agosti, che ha poi scritto sulla sua poesia un saggio . È presente con racconti, poesie, saggi di estetica e critica letteraria su varie antologie e riviste, fra le quali Nuovi Argomenti, Problemi, Galleria, L'Ozio letterario, La Tartaruga, Gradiva, Blue Guitar, Tabella di marcia, Noi donne. Collabora a Leggendaria. È stata condirettrice della rivista letteraria “malavoglia”. Ha pubblicato romanzi, raccolte di poesia, traduzioni e saggi. Ha collaborato alla realizzazione dei volumi I Parchi Letterari (Abete, 1990-91; Marsilio, 1998) e I testi della letteratura latina, Einaudi, 1999. Ha curato L'età di Cesare e L'età di Augusto per Camena. Storia e antologia della Letteratura Latina, diretta da Luca Canali, Einaudi, 2005. Molte sue poesie sono tradotte in francese e in inglese.



Vincenzo Mascia - Nato a Santa Croce di Magliano (Campobasso) il 06.04.1957 ove vive e lavora. È architetto, artista e designer.
Le sue opere sono presenti in collezioni private e istituzioni museali quali: il Museo MADI di Dallas (U.S.A.), il Museo de Arte Contemporáneo Latinoamericano de La Plata (Argentina), il Museo MADI di Sobral (Brasile), la Pinacoteca di Casacalenda, il SACROCAM di Santa Croce di Magliano, lo Young Museum di Revere, il Museo Civico di San Martino di Lupari, il Museo MAGI ‘900 di Pieve di Cento, il Museo MAGA di Gallarate, il Museo Civico di Parete, il Museo Civico di Vibo Valentia, il Museo Civico di Praia a Mare, il Museo MADI della Candelaria (Argentina) e il Museo del Parco di Portofino.
Ha studiato architettura alla Sapienza di Roma. Allievo di Filiberto Menna, dopo una prima fase concettuale, nel 1996 per tramite di Anna Canali, direttrice della Galleria Arte Struktura di Milano, aderisce al MADI, movimento internazionale,fondato nel 1946 a Buenos Aires da Carmelo Arden Quin, riconducibile alla ricerca artistica non figurativa attraverso forme non espressive, non rappresentative e non simboliche.

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