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Una bomba ecologica nel Mar Tirreno, la Marina parte con uomini e mezzi

Al via la rimozione delle "ecoballe" di materiale plastico perse dalla motonave Ivy nel 2015 di fronte alla costa toscana.

emergenza ambientale
Una bomba ecologica nel Mar Tirreno, la Marina parte con uomini e mezzi

Fuori provincia - E' tutto un altro tipo di bomba quella che gli uomini del Comsubin si apprestano a disinnescare. Non un residuato bellico ma una bomba ecologica, che minaccia il mare della Toscana e l'intero santuario dei cetacei. Circa cinquanta balle di combustibile solido secondario, ex rifiuti riclassificati come "carburante" che può essere bruciato in alcuni impianti industriali come inceneritori, centrali elettriche e impianti siderurgici. In questo caso però sono finiti sul fondale del Mar Tirreno di fronte alla località di Follonica e periodicamente danno notizia di sé quando emergono dall'acqua. Pericolose per la navigazione e per l'ambiente, tanto che lo scorso mese il governo ha dichiarato lo stato di emergenza.
La Marina militare è stata individuata come uno dei soggetti che si occuperà della rimozione di quello che era parte del carico della motonave Ivy. Lasciato Piombino nel luglio 2015 per esportare le ecoballe in Bulgaria, perse sessanta delle 250 tonnellate di "materiali plastici eterogenei compressi" che trasportava proprio nel Golfo di Follonica, su un fondale profondo circa cinquanta metri. Dell'incidente si seppe però solo molti mesi dopo, quando i ritrovamenti anomali di rifiuti in quel tratto di mare (tra l'altro segnalati anche dall'Ismar-Cnr di Lerici) mossero indagini più approfondite da parte delle autorità, che risalirono all'incidente.
Dalla base della Spezia è partito nelle scorse ore Nave Caprera, prima di tre unità che saranno impegnate nel delicato recupero. Le operazioni prevedono che le ecoballe vengano imbragate con una rete a maglie strette per contenere al massimo eventuali dispersioni di materiali prima di essere sollevate dal fondale. Nei prossimi giorni partiranno gli specialisti del Varignano a bordo di Nave Anteo. Il sottomarino a guida remota di bordo sarà utilizzato insieme ai sonar di ricerca per individuare con precisione il numero (alcune potrebbero essersi già deteriorate) e la collocazione dei parallelepipedi da rimuovere.

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