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Tre immagini vere di “cultura della cura”

di don Giuseppe Savoca
Tre immagini vere di “cultura della cura”

Fuori provincia - Scrive Papa Francesco nel recente messaggio per la Giornata della pace: “La cultura della cura, quale impegno comune, solidale e partecipativo per proteggere e promuovere la dignità e il bene di tutti, quale disposizione ad interessarsi, a prestare attenzione, alla compassione, alla riconciliazione e alla guarigione, al rispetto mutuo e all’accoglienza reciproca, costituisce una via privilegiata per la costruzione della pace”. Non ci sono dubbi su quanto questo messaggio, che il vescovo Luigi Ernesto Palletti ha illustrato ai fedeli nell’omelia delle Messe di Capodanno (vedi articolo a parte), abbia rappresentato e rappresenti un forte punto di riferimento per quanti, certo non solo in area cattolica, vivono i mesi e i giorni del nostro tempo al fianco di quanti sono in difficoltà e nell’impegno per offrire alle nostre comunità motivi di speranza. Le immagini, spesso, sono più eloquenti di tante parole. Tre immagini di questi giorni ci dicono sia importante, anche alla Spezia e in provincia, la “cultura della cura”. La prima immagine, che riproduciamo qui a fianco, è proprio della vigilia di Capodanno, quindi della Giornata della pace. Essa ci mostra Florinda Ghiglione, che con i suoi 101 anni è la più anziana ospite della casa di riposo del “Sacro Cuore” di Brugnato, guidata da don Mario Perinetti, ed è stata la prima persona vaccinata contro il Covid-19 in provincia della Spezia. Florinda nacque al tempo della più pericolosa pandemia precedente all’attuale, la “spagnola”. Ha attraversato periodi di guerra, di crisi economica, di difficoltà di ogni genere ed è arrivata al Covid-19. Il suo sorriso, così come il grande impegno del personale sanitario e di assistenza del “Sacro Cuore” sono davvero una testimonianza concreta di “cultura della cura”. La seconda immagine è di venerdì mattina ed era ieri sui giornali: è quella di Morena, la prima bambina nata nel 2021 non solo a Spezia ma in tutta la Liguria. E’ venuta alla luce tredici minuti dopo la mezzanotte, ed è un’immagine di speranza, a onore dei suoi genitori felici e di tutto il personale sanitario del “Sant’Andrea”. La terza immagine, che si trova sul sito facebook della Caritas diocesana, è quella della Messa di Natale celebrata da don Luca Palei all’interno della “Locanda del Samaritano”, la struttura per le persone senza tetto allestita nei pressi dello centro sportivo “Montagna”: la locanda è attiva, funziona, è il frutto di un grande impegno di solidarietà che ha visto unite insieme la diocesi, la Caritas e le istituzioni, oltre a molte realtà economiche e sociali della città. Le persone senza tetto, purtroppo, sono numerose, e il “picco” del freddo, forse, non è ancora neppure arrivato. Ma quella Messa di Natale celebrata nella “Locanda” è il segno vero e plastico di quanto sia attuale, come dice il Papa nel suo messaggio, la figura del “buon samaritano” che “si china sull’uomo ferito, medica le sue piaghe e si prende cura di lui”.

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