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Ultimo aggiornamento: Giovedì 28 Gennaio - ore 12.18

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Riaperture, Natale e scuole al centro del dibattito

Il governo preannuncia festività con un numero ristretto di parenti e ribadisce il no alle vacanze sulla neve per non ripetere l'errore di Ferragosto. Toti: "Delirante pensare di riaprire le scuole prima di gennaio, si dia ossigeno alle imprese".

Che Dpcm sotto l'albero?
Riaperture, Natale e scuole al centro del dibattito

Fuori provincia - E' iniziata poco dopo le 14 a Palazzo Chigi la riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione di maggioranza per discutere le nuove misure di contrasto al Covid-19, in vista della scadenza il 3 dicembre del Dpcm attualmente in vigore.
Oltre al premier sono presenti i ministri Dario Franceschini, Roberto Speranza, Teresa Bellanova, Alfonso Bonafede e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

"Sullo spostamento tra regioni a Natale, ci stiamo lavorando ma se continuiamo così a fine mese non avremo più zone rosse. Tuttavia, il periodo natalizio richiede misure ad hoc", ha spiegato nei giorni scorsi Conte rispondendo alle domande ricorrenti sulle decisioni per le ultime settimane dell'anno.
"Si rischia altrimenti di ripetere il Ferragosto e non ce lo possiamo permettere: consentire tutte occasioni di socialità tipiche del periodo natalizio non è possibile. Non possiamo concederci vacanze indiscriminate sulla neve. Anche per gli impianti da sci, il problema del protocollo è un conto ma tutto ciò che ruota attorno alle vacanze sulla neve è incontrollabile. E con Merkel e Macron in Europa stiamo lavorando ad un protocollo comune europeo". Ed è proprio di ieri la notizia della decisione della cancelliera tedesca di concedere un allentamento del divieto di contatto consentendo incontri fino a 10 persone.
E proprio sul numero massimo di persone all'interno della stessa abitazione, l'ormai noto "fortemente raccomandato" degli ultimi Dpcm, Conte ha spiegato: "Uno stato libero e democratico non può entrare nelle case e dire quante persone siedono a tavolo. Vogliamo ridurre la socialità ma consentire la tradizione a noi molto cara dei doni. In questo senso è controproducente limitare gli orari dei negozi", ha detto il premier spiegando che il governo cercherà di "dilatare" gli orari dei negozi.

"Abbiamo stanziato 2 miliardi aggiuntivi ed è previsto uno scostamento di 8 miliardi, sappiamo quanto vale il Natale. Abbiamo messo sul tavolo consistenti ristori. Continueremo ad intervenire per i lavoratori rimasti fuori dal primo intervento, anche con dei decreti per le città turistiche. Dobbiamo intervenire per la cultura, lo spettacolo e il turismo e interverremo anche per partite Iva e autonomi. Lo scostamento è dedicato a loro". Ed è proprio di pochi minuti fa la notizia dell'approvazione del provvedimento con i voti quasi unanimi della Camera dei deputati.

"Cercheremo di aprire le scuole prima di Natale, stiamo lavorando per questo", ha aggiunto ancora il presidente del Consiglio. E a stretto giro di posta è giunta la proposta del ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina di operare per la riapertura il 9 dicembre.

"Ma chi può avere la strampalata idea di riaprire le scuole il 9 dicembre? Ma vi pare un dibattito normale? Per un assurdo puntiglio di un ministro, per un po’ di visibilità, dovremmo riaprire le scuole superiori per 7, dico 7, giorni al netto del weekend, così da dover mettere in isolamento gli eventuali positivi proprio a Natale. O avere ragazzi che porteranno il virus alle cene di famiglia, proprio quando gli ospedali sono più vulnerabili, con parte del personale in ferie”. Il duro attacco viene dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.
"E tutto questo – aggiunge Toti – mentre ristoratori, pizzaioli, alberghi, bar, lavoratori del comparto della neve e molti altri non sanno ancora quale sarà la loro sorte. Ma lo sa chi alimenta questo dibattito che il mese di dicembre vale gli incassi, e dunque lavoro e occupazione, pari ai mesi di novembre, gennaio e febbraio messi insieme? In un Paese serio si programmerebbe di lasciar lavorare nelle settimane di Natale quelle imprese che oggi stanno pagando il prezzo più alto e rischiano la chiusura".

"Le scuole – ha concluso il governatore – che peraltro sono aperte a parte le superiori, ripartirebbero a gennaio, come sempre, quando semmai, se proprio dovessimo, potremmo chiedere un ulteriore stop ad alcune attività che intanto hanno lavorato a Natale. Questa è l’unica programmazione seria. Così ci si salva dal Covid e anche dal fallimento. Il resto a me pare un delirio".

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