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Perché la Toscana vaccina i docenti e la Liguria no

Di là dal confine prime dosi di AstraZeneca per personale scolastico e forze dell'ordine. Qui invece si è data priorità ai transfrontalieri con la Costa Azzurra, dove l'incidenza Covid è tripla rispetto al resto della Francia.

questione di priorità

Fuori provincia - "Perché i miei colleghi toscani hanno già ricevuto il vaccino e io no?". E' la domanda che serpeggia negli ambienti scolastici spezzini in questi giorni. Pochi chilometri dividono i plessi scolastici al confine tra Liguria e Toscana, ma ben diverse sono le politiche sulla seconda fase di somministrazione dei vaccini messe in campo dalle due regioni. E' in effetti vero, da giovedì 11 febbraio è partito anche sul territorio dell'Usl Nord Ovest (Lunigiana, provincia apuana, Versilia, Lucca, Pisa e Livorno) la campagna vaccinale dedicata al personale scolastico e universitario, docente e non docente, e alle forze armate e di polizia.

Le dosi sono dedicate agli under 55 perché riguardano il vaccino sviluppato da AstraZeneca che l'AIFA ritiene indicato "preferenzialmente per la popolazione tra i 18 e 55 anni e senza patologie gravi". La campagna si avvia in parallelo alla cosiddetta prima fase a quella dedicata agli over 80, per cui vengono riservati i vaccini prodotti da Pfizer e Moderna. Non potendo essere utilizzati per gli anziani, la Toscana ha deciso di dare priorità quindi a categorie ritenute a rischio: i docenti appunto, insieme alle forze dell'ordine. Le prime 5mila dosi sono state distribuite anche attraverso la Casa della Salute di Massa e in seguito attraverso la Casa della Salute di Aulla e al distretto di Avenza Carrara finendo al personale delle scuole lunigianesi e apuane, in alcuni casi frequentate anche da studenti spezzini (e viceversa).

Secondo Filippo Ansaldi, responsabile del dipartimento programmazione acquisti e controlli di Alisa, i primi docenti liguri saranno invece chiamati solo tra fine febbraio e inizio marzo. La prime dosi di AstraZeneca arrivate in Liguria sono infatti state dirottate quasi interamente all'ASL1 di Imperia. Cinquemila, delle circa 6mila totali, sono state distribuite tra i transfrontalieri, ovvero i residenti in Italia che si recano nella vicina Francia per lavorare ogni giorno. Il motivo: nel confinante Dipartimento di Provenza, Costa Azzurra e Alpi Marittime l'incidenza di contagi è quasi tripla rispetto alla media del resto della Francia e la famigerata variante inglese è già stata isolata da alcuni giorni. Ai pendolari dunque la priorità rispetto a scuole e forze dell'ordine.

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