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Manifesti contro pillola abortiva, il Difensore civico chiede la rimozione

Il commento della deputata di Italia viva Raffaella Paita: "Sarebbe un atto di civiltà".

Lettera al sindaco
Il difensore civico Francesco Lalla

Fuori provincia - Questa mattina il Difensore civico della Regione Liguria Francesco Lalla, in qualità di Garante del diritto alla salute, ha inviato una comunicazione al sindaco di Genova Marco Bucci in cui lo invita ad esaminare nuovamente la legittimità del manifesto dell’Associazione Pro Vita &Famiglia, che è stato affisso nel mese di dicembre in alcune vie del capoluogo.
Le associazioni Aied, Rete di donne per la politica-Odv e Udi hanno presentato ricorso formale al Garante, dopo che il primo cittadino aveva rigettato la richiesta di far rimuovere il manifesto invocando l’articolo 21 della Costituzione che tutela la libertà di pensiero e di espressione.
"Il manifesto fornisce notizie non vere, circa la nocività della pillola Ru486, in quanto l’Agenzia del Farmaco, dopo le necessarie verifiche, – spiega il Garante - ne ha autorizzato la somministrazione che, attualmente, avviene anche nelle strutture ambulatoriali pubbliche e, dunque, quel messaggio può ingenerare immotivati timori nelle donne che assumono la pillola Ru486".
Nella lettera inviata al sindaco di Genova Marco Bucci, il Difensore ricorda che lo stesso manifesto è stato già ritirato in altri Comuni italiani.

"La decisione del Difensore Civico della Regione Liguria di chiedere la rimozione dei manifesti dell’Associazione Pro Vita &Famiglia affissi nelle strade di Genova è una scelta di civiltà". Lo dichiara Raffaella Paita, deputata di Italia Viva che prosegue: "Rivendico con orgoglio di essermi battuta dba subito su questo tema perché quei manifesti rappresentano un oltraggio e un' offesa a tutte le donne".


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