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Ultimo aggiornamento: Sabato 16 Gennaio - ore 15.48

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Europa e parità di genere

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne.

EUROPA OGGI. VERO O FALSO?
Europa e parità di genere

Fuori provincia - "La parità di genere è un principio fondamentale dell'Unione europea, ma non ancora una realtà. Nel mondo degli affari, in politica e nella società nel suo complesso potremo raggiungere il nostro pieno potenziale solo utilizzando tutti i nostri talenti e la nostra diversità. Impiegare soltanto la metà della popolazione, la metà delle idee e la metà dell'energia non è sufficiente. La strategia per la parità di genere intende accelerare e incentivare i progressi verso la parità tra uomini e donne”.
Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea

La parità tra donne e uomini rappresenta un valore fondamentale dell’Unione europea, risalente al trattato di Roma del 1957 che ha stabilito il principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro. Da allora l’UE ha continuato ad affrontare il problema della discriminazione basata sul genere e oggi l’Europa è uno dei luoghi al mondo più sicuri e più equi per le donne. Tuttavia, è ancora necessario lottare per i diritti delle donne e tutelarli. Anche se le donne in Europa dovrebbero godere di uguaglianza, emancipazione e sicurezza, per troppe donne questi diritti non sono ancora una realtà. Le statistiche mostrano che le donne sono sottorappresentate nelle posizioni decisionali in ambito politico e nel mondo imprenditoriale e guadagnano ancora in media il 16% in meno rispetto agli uomini in tutta l’UE. Le donne rappresentano appena l'8% degli amministratori delegati nelle principali imprese dell’UE. La violenza e le molestie di genere rimangono diffuse: una donna su tre nell'UE ha subito violenze fisiche e/o sessuali.

Molte donne nell’UE non hanno ancora raggiunto la piena indipendenza economica. Nel 2017 nell’UE il 66,5% delle donne di età compresa tra i 20 e i 64 anni lavorava, rispetto al 62,1% del 2010. Il tasso di occupazione maschile era del 78% nel 2017 e del 75,1 % nel 2010. Gli ostacoli alla partecipazione al mercato del lavoro e le responsabilità assistenziali di molte donne sono alcune delle ragioni per cui le donne tendono a lavorare meno degli uomini e in settori meno retribuiti, a ricorrere a più interruzioni di carriera e ad ottenere meno promozioni e più lentamente. Nel 2013 si è stimato che il divario occupazionale tra uomini e donne costa all’economia dell’Ue 370 miliardi di euro all’anno.

“L’UE non sta facendo niente in questo ambito” FALSO!

Ad aprile di quest’anno la Commissione europea ha presentato per la prima volta una sua strategia per la parità tra donne e uomini in Europa. La strategia per la parità di genere 2020-2025 delinea le azioni principali da intraprendere nei prossimi 5 anni e si impegna a garantire che la Commissione includa una prospettiva di uguaglianza in tutti i settori di azione dell'UE. La strategia illustra il modo in cui la Commissione darà seguito alla promessa della Presidente von der Leyen di realizzare un'Europa che offra le stesse opportunità a tutti coloro che condividono le stesse aspirazioni e delinea una serie di azioni fondamentali, tra cui: porre fine alla violenza e agli stereotipi di genere; garantire una parità di partecipazione e di opportunità nel mercato del lavoro, compresa la parità retributiva; e conseguire un equilibrio di genere a livello decisionale e politico.

“La Strategia per la parità di genere è uno dei tanti documenti senza proposte concrete” FALSO!
La strategia dell'UE per la parità di genere tiene fede all'impegno della Commissione von der Leyen per un'Unione dell'uguaglianza. La strategia presenta gli obiettivi strategici e le azioni volte a compiere progressi significativi entro il 2025 verso un'Europa garante della parità di genere. La meta è un'Unione in cui le donne e gli uomini, le ragazze e i ragazzi, in tutta la loro diversità, siano liberi di perseguire le loro scelte di vita, abbiano pari opportunità di realizzarsi e possano, in ugual misura, partecipare e guidare la nostra società europea.

Gli obiettivi principali sono:
Liberarsi della violenza e degli stereotipi
Nell'UE il 33 % delle donne ha subito violenze fisiche e/o sessuali e il 55 % ha subito molestie sessuali. Le donne in Europa devono essere libere dalla violenza e dagli stereotipi dannosi. A questo scopo la strategia invoca misure giuridiche per qualificare come reato la violenza contro le donne. La Commissione intende in particolare estendere le sfere di criminalità in cui è possibile introdurre un'armonizzazione in tutt'Europa a forme specifiche di violenza contro le donne, tra cui le molestie sessuali, gli abusi a danno delle donne e le mutilazioni genitali femminili. Proporrà inoltre una legge sui servizi digitali per chiarire quali misure si attendono dalle piattaforme per contrastare le attività illegali
online, compresa la violenza online nei confronti delle donne.

Colmare il divario di genere nel mercato del lavoro, raggiungere la parità nella partecipazione ai diversi settori economici, affrontare il problema del divario retributivo e pensionistico, colmare il divario di genere nell'assistenza familiare.

Le donne nell'UE guadagnano in media il 16 % in meno rispetto agli uomini e continuano a incontrare ostacoli all'accesso e alla permanenza nel mercato del lavoro. Il divario di genere a livello occupazionale e retributivo che si accumula nell'arco di una vita porta a un divario pensionistico ancor più accentuato e, di conseguenza, espone le donne in età avanzata a un maggior rischio di povertà rispetto agli uomini.  La parità di genere è una condizione essenziale per un'economia europea innovativa, competitiva e prospera. Date le sfide demografiche e le transizioni verde e digitale, aiutare le donne a trovare lavoro in settori caratterizzati da carenze di competenze, in particolare il settore tecnologico e quello dell'intelligenza artificiale, avrà un'incidenza positiva sull'economia europea. Per contrastare la disparità sul piano salariale la Commissione ha avvia to una consultazione pubblica sulla trasparenza retributiva e intende proporre misure vincolanti.

Nell’UE le donne dedicano 22 ore alla settimana all’assistenza e al lavoro domestico contro le appena 9 ore degli uomini. Per consentire alle donne di realizzarsi pienamente nel mercato del lavoro, la Commissione intende inoltre raddoppiare il suo impegno per mettere in atto le norme dell'UE sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata, in modo che donne e uomini abbiano un'autentica ed uguale libertà di scelta per quanto riguarda il loro sviluppo sia sul piano personale che su quello lavorativo. La parità di genere nel mercato del lavoro, e in materia di inclusione sociale e di istruzione, continuerà a essere monitorata nell'ambito del semestre europeo.

Conseguire la parità di genere a livello decisionale e politico
Le donne continuano a essere sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali, fra l'altro nelle principali imprese dell'UE, in cui rappresentano solo il 39,8% degli amministratori delegati. La rappresentanza femminile all’interno dei parlamenti nazionali dell’UE è di appena il 32,2%. Affinché le donne possano svolgere ruoli guida anche nelle imprese, la Commissione insisterà per l'adozione della proposta del 2012 sull'equilibrio di genere nei consigli di amministrazione. Promuoverà inoltre la partecipazione delle donne all'attività politica, in particolare alle elezioni del Parlamento europeo del 2024, anche tramite finanziamenti e la condivisione delle migliori pratiche. Per dare l'esempio, la Commissione cercherà di raggiungere, nell'ambito del suo personale, un equilibrio di genere del 50 % a tutti i livelli dirigenziali entro la fine del 2024.

Integrare la dimensione di genere e promuovere una prospettiva intersezionale nelle politiche dell'UE
Le sfide principali che l'UE si trova oggi ad affrontare – tra cui le transizioni verde e digitale e il cambiamento demografico – hanno tutte una dimensione di genere. L'inclusione di una prospettiva di genere in tutte le politiche e i processi dell'UE è essenziale per raggiungere l'obiettivo della parità di genere. Integrare la dimensione di genere garantisce che le politiche e i programmi massimizzino il potenziale di tutti – donne e uomini, ragazze e ragazzi, in tutta la loro diversità. L'obiettivo è ridistribuire il potere, la capacità d'influenza e le risorse in modo equo e basato sulla parità uomo-donna, lottando contro le disuguaglianze, promuovendo l'equità e creando opportunità.

Finanziare azioni che consentano di compiere passi avanti in materia di parità di genere nell’UE

Le proposte della Commissione relative al quadro finanziario pluriennale (QFP) garantiscono l'integrazione della dimensione di genere nell'intero quadro, più specificamente nei vari strumenti di finanziamento e di garanzia di bilancio dell'UE, in particolare il Fondo sociale europeo Plus, il Fondo europeo di sviluppo regionale, Europa creativa, il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, il Fondo di coesione e il programma InvestEU. I finanziamenti saranno destinati ad azioni volte a promuovere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro e l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, a investire in strutture di assistenza, a sostenere l'imprenditoria femminile, a combattere la
segregazione di genere in alcune professioni e ad affrontare il problema della rappresentanza squilibrata di ragazze e ragazzi in alcuni settori dell'istruzione e della formazione.

Affrontare il problema della parità di genere e dell'emancipazione femminile a livello mondiale
La disparità di genere è un problema mondiale. La parità di genere e l'emancipazione femminile sono un obiettivo fondamentale dell'azione esterna dell'UE. È importante che le azioni interne ed esterne dell'UE in questo settore siano coerenti e si rafforzino reciprocamente. L'UE promuove la parità di genere e l'emancipazione femminile nei suoi partenariati internazionali, nei dialoghi politici e sui diritti umani con i paesi terzi, nella sua politica commerciale e nelle sue politiche di vicinato e di allargamento, anche nel contesto dei negoziati di adesione e del processo di stabilizzazione e di associazione. Le azioni riguardanti il genere sono inoltre incluse nelle attività che l'UE intraprende in situazioni di fragilità, conflitto ed emergenza.

E all’interno delle istituzioni europee?
Nelle elezioni europee del 2019 le donne hanno rappresentato il 39% dei deputati eletti, contro il 37% del 2014. Nel dicembre 2019 Ursula von der Leyen è diventata la prima donna presidente della Commissione europea. La Commissione von Der Leyen ha la più alta percentuale di commissarie nella storia. Christine Lagarde ha assunto la carica di presidente della Banca centrale europea nel novembre 2019, diventando la prima donna a ricoprire tale incarico. Emily O’Reilly è la Mediatrice europea, che esamina le denunce di cattiva amministrazione nei confronti delle istituzioni dell’UE.
Le norme che disciplinano l’occupazione in seno alle istituzioni dell’UE devono essere applicate senza alcuna discriminazione basata sul sesso, anche per quanto riguarda la retribuzione. Il personale ha diritto al congedo parentale o per motivi familiari. La Commissione europea non effettua discriminazioni nelle sue procedure di assunzione o promozione del personale e offre ai suoi dipendenti un ambiente di lavoro rispettoso e flessibile. La Commissione ha inoltre messo in atto una strategia per promuovere l’equilibrio tra vita professionale e vita privata e il benessere del personale.

Per saperne di più richiedi come avere la nostra pubblicazione “Parità di genere. A che punto siamo in
Europa?” inviando una mail a: europe.direct@provincia.sp.it oppure scaricala qui . Approfondimenti: Strategia per la parità di genere 2020-2025- testo completo

EUROPA OGGI. VERO O FALSO? èuna rubrica a cura del Centro Europe Direct della Provincia della Spezia per informare i cittadini sull’Unione europea e le sue politiche.

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