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Dieci giorni in zona rossa, Natale e capodanno compresi | Foto

Il presidente Conte presenta il decreto delle feste. Ok alle visite a parenti e amici, ma massimo due persone.

Decreto delle feste

Fuori provincia - “Il metodo delle zone a colori ci ha permesso di evitare un nuovo lockdown. Così facendo l’rt è sceso a 0,86 ma la situazione rimane difficile qui come in tutta Europa. In alcuni parsi come la Svezia il virus è in forte crescita. Ed è per questo che c’è forte preoccupazione che la curva dei contagi possa crescere durante le festività. Il cts ci ha fatto pervenire un documento molto chiaro e dobbiamo quindi intervenire con una differenza sofferta: rafforzare le misure e cautelarci meglio in vista della ripresa delle attività a gennaio. Non ci sarà un dpcm ma un decreto che è un punto di equilibrio fra la stretta e l’importanza sociale e ideale che hanno le prossime festività". Così stasera il presidente Giuseppe Conte presentando le misure che caratterizzeranno il Paese per queste festività natalizie. Un sistema a zona arancione-rossa, a seconda del periodo, illustrato nella gallery allegata al pezzo, a fine articolo.

“Abbiamo impiegato un po’ di tempo - ha continuato Conte - perché volevamo inserire anche immediate misure di ristoro. Comprendiamo le difficoltà economiche e l’ulteriore sacrificio: già nelle scorse settimane abbiamo adottato meccanismi di ristoro immediati. Misure restrittive e nuovi aiuti da erogare direttamente con meccanismi più veloci. Chi subisce danni deve essere subito ristorato: 649 milioni andranno a ristoranti e bar costretti alla chiusura. Riceveranno il 100%. Ancora il Parlamento, con il grande lavoro della maggioranza ma anche dell’opposizione, in questi giorni sta lavorando su una legge di bilancio che porterà altri interventi a favore delle categorie più esposte. Penso alle partite iva e agli autonomi. Successivamente con misure perequative andremo aiutare anche chi ora non è oggetto dei ristoro. Il cashback è il primo passo per l’integrale digitalizzazione del paese e di pagamenti in sicurezza".

Conte ha sottolineato che "un sistema liberal democratico non manda la polizia a casa per vedere quante persone ci sono. Il divieto, come si legge nel dl, è concepito come limitazione alla circolazione: è un inasprimento della zona rossa. Si legge con l’autocertificazione in tutti i giorni, anche prefestivi. Chi circola per strada dove dire dove andrà. I morti sono e resteranno una ferita aperta nella nostra unità nazionale. A proposito dell’alto numero dei decessi, che vede analogie anche con la Francia e il Regno Unito, ci sono ragioni anagrafiche e di abitudini di vita visto che nel nostro Paese gli anziani vivono spesso vicino a noi. Abbiamo atteso fino a quest’ora ma non siamo in ritardo visto che queste misure partono il 24 dicembre. Senza dimenticare che abbiamo recuperato in queste ore quel 649 milioni. C’è stato un grandissimo lavoro, è come se in questi mesi avessimo fatto diverse finanziarie.

Vaccini

“Vaccino obbligatorio? No - così il presidente -, lo offriamo facoltativamente ma abbiamo iniziato a promuovere una campagna per dire che il vaccino sarà sicuro e testato. Sarà offerto a tutti. Non stiamo prendendo tempo perché queste misure sono per questo periodo con l’intenzione di rafforzare il piano natalizio. Noi ci muoveremo sempre su evidenze scientifiche: se il Cts ci dice che per ragioni di precauzione bisogna muoversi in un certo modo, noi difendiamo il nostro Paese e interveniamo subito”.

Pronti al rientro a scuola

"Questa pandemia - ha osservato il premier - ci sta insegnando che dobbiamo essere sempre pronti. Con un metodo scientifico e con la trasparenza: per quel che concerne la scuola, premetto che a questo Governo sta a cuore il ritorno alla didattica in presenza. Abbiamo fissato la data al 7 gennaio e stiamo lavorando tantissimo per farci trovare pronti: i ministri che se ne stanno occupando sono in continuo contatto con gli enti locali, coi sindaci. Differenziare gli orari a livello nazionali è pressoché impossibile ecco perché lo stiamo facendo su scala territoriale. Questo ci dà fiducia che si possa riprendere la scuola in sicurezza dal 7 gennaio. Rimaniamo convinti che la scuola in se non sia focolaio di contagio ma tutto intorno ci sono altri aspetti che vanno presi in considerazione"

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