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Curiosità sulla grappa: cosa c’è da sapere sul distillato italiano unico al mondo

Curiosità sulla grappa: cosa c’è da sapere sul distillato italiano unico al mondo

Fuori provincia - La grappa è un'acquavite di vinaccia ottenuta da uva distillata 100% italiana. Con il termine vinaccia si va ad indicare l'insieme di semi e bucce dell'uva che si ottengono mediante la vinificazione di quest'ultima. Ovviamente esistono svariate tipologie di grappe, ognuna prodotta in una regione diversa. Nel 1989 infatti, la Comunità Europea ha indicato ben sei regioni dove vengono prodotte grappe di alta qualità: Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Trentino e per finire l'Alto Adige. Nel 2008, più recentemente, è entrata a far parte di questo elenco di regioni anche la Sicilia. Si tratta quindi di una bevanda italiana unica al mondo: andiamo adesso a vedere nel dettaglio alcuni dei suoi tratti caratteristici di cui forse non tutti sono a conoscenza.

Metodo di produzione caratteristico
In distilleria arrivano due tipi di vinaccia: quella fermentata e quella vergine, ovvero ancora non fermentata. La vinaccia fermentata è ad alto contenuto alcolico poiché ha avuto modo di fermentare insieme al mosto per la produzione di vino; il secondo tipo di vinaccia invece, generalmente è di colore bianco e non fermenta mai insieme al mosto. Prima di distillare quest'ultimo tipo di vinaccia, il distillatore incaricato dovrà trovare il modo migliore per farle fermentare perché è proprio mediante la fermentazione che lo zucchero viene trasformato in alcol. Per produrre la grappa o comunque altri tipi di distillati, bisogna sempre lasciar fermentare la materia prima. Quando si parla di distillazione, invece, facciamo riferimento a quel processo che permette di separare le parti volatili di un prodotto fermentato. Bisogna quindi riscaldare il fermentato e, così facendo, gli aromi e i vapori alcolici evaporeranno. Proprio così si concentrerà la quantità alcolica presente nel prodotto fermentato. Se i vapori si raffredderanno invece, la gradazione alcolica del prodotto sarà ancora più alta.

L’antica arte della distillazione
Non c'è un periodo esatto nel quale collocare l'inizio della distillazione da parte dell'uomo, ma si può affermare che questo procedimento abbia avuto luogo già da prima della nascita di Cristo. Ovviamente, all'inizio l'alambicco utilizzato oggi per la distillazione, veniva impiegato in tutt'altro campo: l'alchimia. L'uomo, mediante l'utilizzo dell'alambicco sperava di poter trasformare il metallo in oro, senza riuscirci, ovviamente. Ma è proprio grazie a questa pratica antichissima che si può iniziare a parlare del processo di distillazione che conosciamo oggi. Ci sono ben poche testimonianze scritte riguardo i primi alambicchi: in Mesopotamia sono stati ritrovati alambicchi risalenti al II secolo avanti Cristo, ma anche in Egitto veniva utilizzato da un alchimista di nome Cleopatra per la produzione di profumi ed essenze profumate.

Il Museo della Grappa della famiglia Poli
La famiglia Poli è una delle prime famiglie italiane che nel 1898 ha iniziato a produrre la grappa con tecniche moderne. Per i più curiosi e per tutti quelli che ne hanno voglia, c'è la possibilità di provare una grappa Poli online su Tannico.it, la più grande enoteca online di vini italiani. Questa prestigiosa produzione oggi continua grazie all’ingegno di Jacopo Poli che per anni si è recato in un castello poco lontano da Bordeaux, in Francia, chiedendo la vinaccia di alcune uve. Per dodici lunghissimi anni si è visto sbattere la porta in faccia, ricevendo solo risposte negative. Alla fine, grazie ai suoi sacrifici e alla sua pazienza, nel 2007 è stata distillata nel nostro paese la migliore vinaccia francese. Cinquanta anni fa, è stata proprio la famiglia Poli a dare lavoro a tantissime persone di Schiavon, una città poco lontana da Bassano dove, oggi, è situato anche il Museo della Grappa di proprietà della famiglia Poli. All'interno di questo museo è possibile ritrovare la più grande collezione di grappe in Italia, anche quelle tipologie di grappa che, ad oggi, risultano introvabili.

La storia del Re della Grappa
Con l’appellativo di “Re della Grappa” si fa riferimento all'imprenditore genovese Luigi Barile che, nel 1976 ha acquistato una distilleria a Silvano D’Orba insieme ad uno dei suoi più cari amici. La distilleria Barile è dotata di un forno a legna, così da donare aromi aggiunti al distillato e da due alambicchi discontinui in rame. La vinaccia utilizzata per la produzione della Grappa Barile è di origine locale. Già dai primi anni di attività, i due amici lasciano la grappa ad invecchiare in botti di rovere che hanno conferito al distillato un sapore e degli aromi unici. Ad oggi, Gino Barile è l'unico dei due soci ancora in vita e si impegna in modo per portare alto l'onore della sua grappa che è pluripremiata e famosa anche a livello internazionale.

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