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Ancora i resti di una balena a un passo dal Santuario dei Cetacei

Ancora i resti di una balena a un passo dal Santuario dei Cetacei

Fuori provincia - Le sue grandi vertebre emergevano dalla sabbia, quando ad accorgersi del gigantesco scheletro è stato un abituale frequentatore del litorale toscano, Nicolò Dionisi, che ha immediatamente contattato la vicina Oasi WWF della Laguna di Orbetello. Siamo alle porte del santuario Pelagos, nei pressi di Ansedonia, in alta Toscana, dove oggi è stato rinvenuta sul bagnasciuga la carcassa di un grande cetaceo, che, presumibilmente, sembra essere una balenottera comune o un capodoglio, a giudicare dalle dimensioni della colonna vertebrale.
La carcassa dell'animale è in stato di avanzata decomposizione, lunghezza stimata tra i 15 e i 17 metri anche se non si vede la parte craniale della colonna. Quello nei pressi di Ansedonia è il nono macabro ritrovamento negli ultimi 3 mesi di un grande cetaceo; fino a ieri avevamo contato 8 capodogli, l’ultimo dei quali rivenuto sul litorale di Ostia domenica scorsa. Questi animali sono minacciati dalla plastica, un enorme problema per i nostri mari, dalle malattie e dall'eccessivo traffico marittimo anche in quella che dovrebbe essere la loro “casa sicura”, il Santuario Pelagos.

La navigazione senza regole e strumentazioni di prevenzione provoca collisioni letali per i grandi cetacei, che risalgono in superficie per respirare (è questa la prima causa di mortalità non naturale per le balenottere) ma anche l’inquinamento acustico, che disorienta questi mammiferi marini che fondano proprio sui vocalizzi la loro comunicazione e la loro capacità di orientamento. Il WWF Oasi della Maremma ha immediatamente attivato il protocollo previsto per questi casi, attivando l'ARPAT e l'Università di Siena per i necessari campionamenti sulla carcassa, per determinare in primis la specie e poi la causa di morte

“Questa stagione comincia nel modo peggiore per i giganti dei nostri mari per i quali non sembra esserci più un luogo sicuro. Tre dei nove cetacei spiaggiati sono stati, infatti, rinvenuti nell’area del Santuario dei mammiferi marini Pelagos. Un Santuario che sembra non avere pace visto che è recentissima anche la notizia di un peschereccio incagliato nella riserva integrale dell’Isola di Montecristo che dovrebbe essere un luogo inaccessibile visto che si tratta di una delle isole più selvagge e protette del Parco Nazionale Arcipelago Toscano” dice la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi che aggiunge: “È necessario che il santuario Pelagos smetta di essere una riserva solo per i trattati e diventi un modello da seguire per la tutela reale dei nostri giganti del mare”.

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