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Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio - ore 11.33

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"Cari “angeli” ci avete tolto dalle macerie della disperazione"

Inaugurati sabato i nuovi ambulatori di Senologia in occasione del "Bra Day". La testimonianza di donne che sono guarite: "Il cancro non si combatte con la polemica ma col coraggio e l'ottimismo. Grazie a chi ogni giorno regala una speranza".

"Cari “angeli” ci avete tolto dalle macerie della disperazione"

- I nuovi ambulatori del centro multidisciplinare senologico di Bragarina hanno ospitato sabato scorso il "Bra Day", giornata internazionale per la consapevolezza sulla ricostruzione mammaria. Per dare un senso di solidarietà all'evento alcune donne hanno voluto realizzare una maglietta speciale con il il gioco di parole 'BRAve... Mastectomizzate e coraggiose': "L'abbiamo dedicata a tutte le donne che affrontano questo percorso - spiega Daniela Camozzi, una delle protagoniste del bel gesto insieme alle colleghe d'impresa Piera e Tatiana -, ma soprattutto ai nostri angeli: tutto il personale del reparto di Chirurgia e Senologia del dottor Nello Veneroso".

Sabato si è svolto un incontro con varie associazioni di volontariato e la direzione ed è stato illustrato il ruolo della Chirurgia Ricostruttiva Mammaria e più in generale il ruolo della Chirurgia Oncoplastica. Donne che hanno voluto scrivere una lettera di ringraziamento all'équipe chirurgica che vi riproniamo qui sotto in forma integrale.

Quando arriva quella diagnosi, quando si apre quella busta, in una manciata di secondi il mondo si ferma: il cervello si paralizza come in preda ad un profondo corto circuito. Senti crollare il terreno sotto i piedi...senti che stai sprofondando in una voragine... e manca il fiato, perché il panico toglie il respiro. Il cancro è un terremoto che ti travolge letteralmente, trascinando con se le persone che ti vogliono bene, quelle che ogni giorno ti sono accanto. Perché la malattia non guarda in faccia a nulla: non vede la tua età, non tiene conto se hai se hai bambini piccoli o figli adolescenti ai quali dovrai spiegare, pur non sapendo come, quello che sta accadendo alla loro mamma. Non tiene conto se hai un compagno, se hai in cantiere nuovi progetti di vita, non tiene neppure conto se sei in difficoltà economica e non potrai neppure permetterti di acquistare una parrucca. In un istante ti fa semplicemente sentire espulsa dalla vita.

Realizzi che ti sta capitando una prova difficile da affrontare, molto, a volte troppo, faticosa: le trafile burocratiche, gli esami e gli accertamenti, le attese (che paiono infinite) degli esiti, il peso delle terapie, la rabbia che vivi nei luoghi di lavoro perché troppo spesso trovi ignoranza e incompetenza sui diritti che ti spettano. Soprattutto sai che, di lì a poco, la tua femminilità, il tuo essere donna, verrà distrutto in tanti suoi aspetti: con buona probabilità perderai tutti i tuoi capelli e rimarrai calva, pensando a quanti anni ci vorranno per riavere l’aspetto che hai; forse perderai anche ciglia e sopraciglia e sai che il tuo sguardo e il tuo volto assomiglieranno a quello delle triglie sui banchi del pesce. Quello che non sai ancora è che il tuo corpo lieviterà a dismisura, intossicato dai veleni e dal cortisone delle chemioterapie e non sai che, se il tuo carcinoma ha certe caratteristiche, ti ritroverai in menopausa con oltre un buon decennio d’anticipo.

Quello che realizzi con certezza è che il tuo seno verrà martoriato: arriveranno le temute
cicatrici, e non sai neppure se ridere all’idea di quanto tempo hai passato ogni estate della tua vita
a spostare le bretelline e i ganci del costume pensando che i segni sull’abbronzatura fossero una
stonatura sul tuo corpo. E dovrai imparare a guardarti allo specchio, ad accettare.... E non è per niente facile. Quello che però non sai ancora, e che nessuno riesce ad immaginare, è che il cancro non è solo dolore, sofferenza, paura. Spesso si trasforma in un’opportunità.

Non hai ancora idea del percorso affronterai: non sai ancora che vivrai esperienze a dir poco surreali, che conoscerai persone meravigliose, che avrai al tuo fianco donne eccezionali che porteranno insieme a te il peso di questa sfida, e che troverai dentro di te una forza ed un coraggio che non immaginavi neppure di avere. Soprattutto non sai ancora che, non avendo più certezza del futuro, imparerai a vivere con profonda intensità ogni istante della tua vita... ogni qui e ora... amando te stessa come non hai mai fatto prima. E’ il punto di svolta: un netto spartiacque tra una normale “vita del prima” ed una incredibile “vita del dopo”.

Questa sarà la tua nuova femminilità, il tuo nuovo essere donna. I’m BRA ve....Noi siamo alcune di quelle “amazzoni” menomate e coraggiose di cui si parla in questa occasione e ci mettiamo la faccia per testimoniare che ogni giorno affrontiamo con il sorriso sulle labbra la nostra nuova vita. Oggi lo portiamo scritto sul cuore, soprattutto per dire il nostro grazie ad alcune persone speciali a cui noi dobbiamo tanto. Cari “angeli”, con voi abbiamo vissuto un’esperienza che va ben oltre il lavoro chirurgico: ci siamo sentite accolte in una squadra fuori dal comune; non una struttura (semplice, dipartimentale, complessa, o quel che sia), ma un gruppo di persone che hanno espletato un servizio di eccellenza perché lo fanno con assoluta dedizione e, soprattutto, con il cuore. Ciascuno di voi, con il proprio ruolo, con il proprio carattere, con il proprio modo di fare, ha fatto quanto più ha potuto per tirarci fuori da quel cumulo di macerie, di smarrimento e di disperazione in cui ci ha trovato. Ci avete supportate, coinvolte, preparate ad affrontare una sfida dietro l’altra. Ci avete sorrette ogni volta che siamo cadute. Soprattutto avete fatto una cosa essenziale: ci avete insegnato a sorridere. E, diciamolo pure: con voi ci siamo pure divertite, tanto che il panico torna al momento delle dimissioni.

Quindi grazie, grazie veramente per ogni singola parola, ogni singolo gesto o sorriso: tutti ricordi
che ciascuna di noi conserva gelosamente nel proprio cuore. Grazie, soprattutto, per esserci stati accanto sempre, ogni volta che ne abbiamo avuto bisogno, e perché lo continuate a fare: questo ci dà la certezza di non essere sole in questa battaglia. Grazie per il vostro impegno, per la vostra determinazione nell’andare sempre avanti, nonostante tutto e tutti. Grazie per la voglia e l’entusiasmo di continuare a proporre idee e progetti per migliorare i servizi resi alle vostre pazienti: speriamo con il cuore che non siate soli in questo percorso, ma che riceviate dalla dirigenza della nostra ASL, dal volontariato e da questa città tutto l’aiuto morale e materiale di cui c’è bisogno. Il cancro non si combatte con la polemica, con la rabbia, con le recriminazioni: speranza, coraggio, forza, ottimismo, sono le parole giuste per vincere la sfida di questa malattia...quindi, che dire:complimenti per questi nuovi ambulatori. Ma non ci rimaniate male se, a discapito delle strutture in cui operate, per noi, voi siete già tutto ciò di cui avevamo bisogno. Sarebbe andata bene anche una panchina ai giardini!

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Da sinistra Daniela, Piera e Tatiana Archivio


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