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Intitolati a Virginia Oldoini i giardini tra Via dei Colli e Via XX Settembre

Intitolati a Virginia Oldoini i giardini  tra Via dei Colli e Via XX Settembre

La Spezia - Questa mattina l’assessore alla toponomastica del Comune della Spezia Simona Cossu e il presidente dell’ordine dei geometri, Fabrizio Costa, hanno intitolato a Virginia Oldoini i giardini posti all’interno dello slargo tra via dei Colli e via XX Settembre nell’area antistante il Conservatorio G.Puccini della Spezia. Alla cerimonia ha partecipato il direttore del Museo Civico “A. Lia” Andrea Marmori che ha tracciato un profilo storico della Contessa di Castiglione; donna del Risorgimento italiano.
I giardini che oggi sono stati intitolati al ricordo e alla memoria di Virginia Oldoini contessa di Castiglione facevano parte di un’ampia tenuta fondiaria della famiglia Oldoini, che aveva il suo apice in un edificio residenziale, composto da due villini principali, situati alle spalle dell’attuale cattedrale. La situazione geografica era allora molto differente, in quanto un lungo promontorio, detto della Ferrara, occupava l’area di piazza Europa e scendeva a mare, in corrispondenza della Capitaneria di porto: qui, in alto, il grande convento dei Cappuccini, fondato nel XVI secolo, dominava l’intero Golfo. La proprietà Oldoini, riduttivamente detta ai Cappuccini per la presenza del contiguo convento, era in realtà composta da più poderi ed appezzamenti agricoli: la Fondega, la Brunella, il Torretto, la Vanicella e la Torracca, e non escludo che nel momento di più vasta estensione si connettesse con le tenute di Valdellora e di Montalbano. Vera ossessione fondiaria per Virginia, forse perché particolarmente a ridosso della città, anzi a dominio della Spezia, con felice sbocco al mare per la balneazione, la tenuta dei Cappuccini conosce un assetto paesaggistico definitivo nel corso degli anni Sessanta dell’Ottocento.
La villa era dotata di un grande parco di gusto romantico, con statue ed arredi, digradante fino al mare seguendo il declivio del colle. Virginia chiama tutto questo la Montagna, con eccesso e magniloquenza che le sono consueti, dalle vette al mare, geografia raggrumata in un modesto rilievo a controllo della città, sogno di dominio frantumato dagli espropri e dal progresso che avanza, dalla rinnovata vocazione militare che ne segnerà la completa distruzione. Infatti tanto il convento quanto poi la villa Oldoini vengono espropriati a breve a fini militari, e Virginia, anche nel tentativo di salvare quanto poteva, decide di donare la grande tenuta all’Amministrazione comunale della Spezia, chiedendo in cambio che venisse destinato ad uso pubblico il relativo parco: in cambio chiede che questo venga intitolato a suo padre, il marchese Filippo, ma la disattenzione degli amministratori la delude e pertanto rinuncia in maniera definitiva a tale progetto. Alla sua morte, nel 1899, questa ed altre sue proprietà passano ai lontani cugini Tribone, genovesi, che nel 1910 vendono e danno così l’avvio alla cosiddetta speculazione della Fondega, con la previsione di edificazione di cinque grandi palazzi, di cui quattro in realtà realizzati a firma dell’architetto Vincenzo Bacigalupi. Si avvia quel processo di saturazione di questa zona a ridosso della sempre più centrale piazza Verdi, definendo con i caratteri del liberty e del deco il nuovo quartiere, certamente tra i più belli della città. L’odierna intitolazione alla Castiglione risarcisce pertanto in qualche modo una mancanza secolare, ed il nome di questa illustre ed eccentrica nostra concittadina torna oggi nei suoi luoghi così amati, in faccia al jolie golphe, come sempre lo chiamava, quando da Parigi, dove passerà i suoi ultimi e intristiti anni, ricordava con immutato rimpianto.



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