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Arresto Bonanini/Galeotto fu il rustico: "..e l'elicottero lo paga il Parco.."

Arresto Bonanini/Galeotto fu il rustico: "..e l'elicottero lo paga il Parco.."

Cinque Terre - Riviera di Levante - Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta è nominato più volte, decine, all'interno delle 881 pagine dell'ordinanza di applicazione delle misure di custodia cautelare, emanata dal gip Diana Brusacà. Perché Bonanini millantava di potergli chiedere un'ispezione in Procura che bloccasse le indagini a suo carico (citando l'ordinanza così Franco Bonanini: "...gli dico che gli dica un messaggio... a Brunetta... poi io vado sù... e gli faccio fare un'ispezione..."), visti i buoni rapporti che intercorrevano tra i due, ma anche perché veniva attribuito al Ministro un interesse per l'acquisto di un rustico all'interno del Parco.
Un versamento di caparra che, citando sempre l'ordinanza, avrebbe visto l'intestazione di proprietà rimanere a Stefano Pecunia, poi ripagato con 5.000 euro per la sua disponibilità, da parte dell'ex presidente. Ma perché mantenere l'intestazione di un rustico venduto? Perché, come da regolamento del Parco, solo chi è residente alle Cinque Terre da almeno
dieci anni può effettuare modifiche strutturali, non altri. E quei lavori, seguiti personalmente da Bonanini, sempre stando a quanto reso noto all'interno dell'ordinanza stessa, sarebbero stati anche avvantaggiati con l'utilizzo di un elicottero pagato dall'ente Parco (Bonanini: "...ma l'elicottero ce lo paga il Parco...cioè hai capito..."). Secondo gli
inquirenti "l'attività posta in essere dagli indagati potrebbe ricondursi al tentativo di ingraziarsi il Ministro ed acquisire così, nei confronti dello stesso, una sorta di 'debito di riconoscenza'". Ristrutturazione pagata dall'ente Parco e dalla Cooperativa, per un importo di 80.000 euro che sarebbero usciti dalle "creste" fatte sui progetti finanziati dai
finanziamenti europei.
Il gip, infatti scrive che Bonanini e Tarabugi "si erano fatti garanti dell'operazione, che come detto si propongono di finanziare utilizzando anche i fondi pubblici derivanti dall'erogazione del finanziamento riferibile al sito del "Canneto", in ordine al quale producono documentazione falsa, attestante la realizzazione di lavori in realtà mai eseguiti, per indurre la Regione Liguria in errore e spingerla ad erogare l'importo del finanziamento, ammontante alla somma di 250.000 euro".
Dunque più che Brunetta è il rustico che sarebbe diventato di Brunetta, il fulcro di questi stralci di intercettazioni.

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