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Pecunia: "Contributi Regione irrisori, ora Piano straordinario manutenzione coste"

La sindaca Pd di Riomaggiore: "Le risorse messe a disposizione del governo devono essere impiegate con interventi mirati e strutturali".

Territorio fragile
Pecunia: "Contributi Regione irrisori, ora Piano straordinario manutenzione coste"

Cinque Terre - Val di Vara - "Abbiamo appena superato giorni difficili, passando da un’allerta meteo all’altra. Molti territori della Liguria sono ancora una volta in ginocchio, altri si sono salvati, ma sembra tutto regolato dal caso. Prevenzione, programmazione e normative chiare sono fondamentali se vogliamo impostare una vera politica che possa combattere il dissesto idrogeologico e affrontare seriamente il tema del cambiamento climatico. Gli eventi atmosferici, che oggi continuiamo a definire impropriamente “straordinari”, stanno assumendo progressivamente il carattere dell’ordinarietà e questo impone un rapido cambio di passo". Lo afferma in una nota Fabrizia Pecunia, sindaca Pd di Riomaggiore. "Occorre prima di tutto che Regione Liguria adotti un Piano straordinario di manutenzione dei territori e delle coste per alzare il livello della prevenzione e garantire quella sicurezza necessaria ad affrontare le criticità senza dover sempre rincorrere. I contributi annuali che Regione riconosce ai Comuni sono irrisori. Riomaggiore che si sviluppa su 3 torrenti a rischio riceve annualmente circa 5.000 per la manutenzione, quando ne servirebbero almeno 30.000€ a torrente. Le risorse messe a disposizione del Governo nell’ambito dei Fondi Sviluppo e Coesione e nel Piano della ricostruzione devono essere impiegate da Regione Liguria con interventi mirati e strutturali, volti a migliorare la condizione idraulica dei nostri territori estremamente fragili, finanziando subito tutti i progetti già in essere e in fase di realizzazione".

"Anche le difese a mare - continua - devono essere completamente ripensate, trovando soluzioni dal punto di vista tecnico che siano davvero efficaci e durature per evitare sprechi di risorse. Ma non solo. Dobbiamo intervenire subito anche nella gestione delle allerte meteo. Servono maggiori strumenti a disposizione degli Enti Locali, soprattutto quelli di piccole dimensioni, con personale tecnico specializzato e una emanazione delle allerte meteo da parte di ARPAL riferita a zone di riferimento dei bacini più limitate e omogenee dal punto di vista climatico. Per quanto riguarda la zona C, infatti, abbiamo registrato numerose allerte arancioni in piena stagione turistica durante le quali splendeva il sole.
I piani di protezione civile comunali prevedono prescrizioni stringenti in caso di allerta arancione, in quanto i nostri territori sono a forte rischio e, soprattutto, nei bacini piccoli è impossibile adottare altre misure di controllo in corso di evento in grado di ridurre il rischio.
Pertanto, con l’emanazione delle Allerte Arancione e Rossa si provvede in automatico alla chiusura delle scuole, delle attività commerciali ubicate lungo i canali (per Riomaggiore e Manarola la quasi totalità), alla chiusura di tutta la rete sentieristica del Parco delle Cinque Terre lunga 120 km, allo spostamento delle autovetture da alcune aree di parcheggio, al blocco dei gruppi turistici".

"Queste attività sono necessarie e siamo tutti consapevoli che l’applicazione e il rispetto di queste prescrizioni ci aiuta a salvare vite umane - conclude -. Tuttavia, quando vengono attuate in assenza di eventi atmosferici provocano gravi ripercussioni sulla gestione della quotidianità e dell’attività turistica locale, oltre ad un gravissimo di immagine. Questo piano di investimenti e la riorganizzazione delle attività in un’ottica di prevenzione sono diventati ormai improrogabili e devono essere accompagnati dalla Legge nazionale sul consumo del suolo. Mi auguro che il Senato riprenda e concluda al più presto l’iter, fermo ormai da troppo tempo nelle Commissioni competenti, per dare finalmente al nostro Paese una legge nazionale sul consumo di suolo che aspettiamo da tempo. Le nostre priorità sono quelle di combattere il cambiamento climatico, puntare su un modello di sviluppo sostenibile e innovativo, coerente con le risorse messe in campo dal Recovery Fund. Grazie alla presenza del Parco nazionale, possiamo trasformare questa sfida in una grande occasione di lancio di un nuovo modello di sviluppo che sappia coniugare ambiente, agricoltura e turismo attraverso progetti innovativi dal sapore europeo".

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