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Follo, opposizione diserta consiglio: "Così non chiederemo conto di 60mila euro di debiti fuori bilancio"

L'accusa: "Questioni di metodo e di merito. Ripetute convocazioni in orario lavorativo contrastano con principi trasparenza e partecipazione".

Follo, opposizione diserta consiglio: "Così non chiederemo conto di 60mila euro di debiti fuori bilancio"

Cinque Terre - Val di Vara - Il gruppo consigliare “Cittadini in Comune” non parteciperà alla prossima seduta consiliare di Follo. Diserterà la seduta per due motivi, di merito e di metodo, spiegano i consiglieri di centrosinistra. "La protesta - affermano Spinetti, Vaccaro, Quaretti e Bertoni - scaturisce dall’ennesima convocazione ad orari improponibili e in contrasto con il dettato del Testo unico degli Enti Locali. Contestiamo il metodo ripetuto della convocazione in orario di lavoro, che rende impossibile la partecipazione dei consiglieri e della cittadinanza. Ripetutamente convocato in mattinata nei giorni feriali oltre ad aumentare inutili spese contrasta con quel principio di trasparenza e partecipazione tanto decantato in campagna elettorale. Siamo ormai un Comune ad orario unico, forse il richiamo della spiaggia è troppo forte? Convocare il consiglio sul rendiconto con un mese di ritardo giovedì 30 luglio alle 13, sa di beffa, ancor più
aggravata dal fatto che, non più tardi di sabato scorso ci siamo rivolti al Sindaco proprio per chiederne lo slittamento di qualche ora. Ma questa volta il diavolo oltre la pentola ha fatto i coperchi convocando le commissioni inerenti all’ordine del giorno, e qui il merito, due giorni prima. Nemmeno il tempo di redigere i verbali (quando mai) da portare alla discussione plenaria. Nessun rispetto per le istituzioni, per i ruoli che al loro interno la rappresentanza esercita. Solo quel tirare avanti dritti costruendo evidenti e ormai lampanti insuccessi".

"Era l’occasione, se ne fosse stata data la possibilità, per portare allo scoperto dopo un anno, quella propaganda vuota ormai evidente (palestra Piana Batolla docet!). Intanto le lavoratrici della cooperativa di servizi attendono risposte certe sul loro futuro, i giorni passano e le prospettive diminuiscono insieme alle speranze di ricollocazione all’interno dell’amministrazione. Quella filosofia tanto cara alle destre di considerare le amministrazioni pubbliche alla stregua di un consiglio di amministrazione ha prodotto le prime vittime. Non ci si venga a dire che se ne sarebbe discusso nella seduta “al desinare” perché prima che a noi sarebbe a loro dovuta una risposta. Non parteciperemo dunque perché il rispetto per le istituzioni deve essere la base di una convivenza. I ruoli e le funzioni impongono la possibilità di essere svolti, resterà quindi inevasa quella che sarebbe stata una domanda lecita: cosa ci dite dei 59.926,08 € di debiti fuori bilancio formatisi nel corso del 2019?".

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