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Cozzani e Piacente salutano commossi e sparano a zero

Gli ormai ex candidati della lista "Vince Follo" prendono le distanze da Casati e dagli altri candidati di "Cambiamo Follo insieme": "Hanno brindato per la nostra esclusione, umanamente non diciamo di votarli".

Cozzani e Piacente salutano commossi e sparano a zero

Cinque Terre - Val di Vara - Nessuna indicazione di voto, ma tante frecciate al veleno verso gli ex alleati. Nel corso dell'abbraccio di commiato che ieri sera Giorgio Cozzani e Felicia Piacente hanno voluto ricambiare con i loro sostenitori sono stati davvero tanti gli attacchi a Kristopher Casati e agli altri componenti della lista "Cambiamo Follo insieme" da parte del sindaco e del vicesindaco uscenti, tanto che in alcuni momenti sembrava quasi di assistere a un confronto elettorale vero e proprio. Parzialmente salvaguardata, invece, la figura di Rita Mazzi, quella su cui la lista "popolare" punta per la corsa al ruolo di sindaco. Resta il fatto che Cozzani e Piacente si sono tolti una vagonata di sassolini dalle scarpe, in contrasto con le parole pronunciate una settimana fa dal governatore Giovanni Toti che aveva invitato i follesi a votare proprio per "Cambiamo Follo insieme", in quanto unica rimasta in campo a contrastare "Cittadini in Comune", compagine afferente al centrosinistra, dopo l'esclusione di "Vince Follo" per aver depositato troppe firme.

Ad aprire le danze è stata una Piacente emozionata nel vedere tante persone presenti nella sala di Piazza Garibaldi.
"Dovevamo vederci in un altro modo: dovevamo incotrarci nelle frazioni del territorio, con questa bella squadra a presentare il programma al quale abbiamo lavorato per mesi. Io, i candidati al consiglio comunale e Cozzani, che ha tenuto politicamente a battesimo tutti noi, compresi quelli che oggi sono dall'altra parte". Prima stoccata e applauso da parte del pubblico, degli assessori uscenti Benito Lazzoni ed Enzo Godani e degli altri membri della lista.
"Chiedo scusa per quello che è capitato, ma non posso che prendere atto che il momento del belinone capita a tutti", ha proseguito andando a spiegare nei dettagli quello che è accaduto nei giorni e nelle ore precedenti alla definitiva esclusione della lista da parte del Consiglio di Stato. "Un foglio con cinquanta firme raccolte in poche ore in una frazione è finito nel faldone, e non importa chi sia stato. A sbagliare è stata tutta la squadra", ha ammesso Piacente, sottolineando però come in nessun passaggio del deposito negli uffici elettorali ci sia stata la segnalazione dell'imprecisione. "In altri casi i candidati sono stati avvertiti. Ma noi no. E se uno più uno fa due... Inoltre quando siamo stati messi al corrente del problema avevo già i giornalisti che mi chiamavano. L'hanno saputo prima di noi. E mi hanno riferito che un paio d'ore prima, in un bar, c'era già chi brindava per la nostra esclusione. Quando ho saputo che la notizia sarebbe uscita su CDS e il giorno seguente sui giornali ho avvisato tutti gli altri e abbiamo subito fatto ricorso, ma non c'è stato niente da fare. Abbiamo dovuto accettare il responso, anche se pensavamo di potercela giocare coi voti. E la presenza di tante persone qui, questa sera, me lo conferma: avremmo vinto".
Poi è stato il momento degli strali verso gli avversari di "Cambiamo Follo insieme": "A chi mi chiede cosa fare al momento del voto, politicamente non posso che rispondere di votare per la lista di destra, anche se ha una candidata a sindaco che non è di destra. Da persona, come Felicia, devo però dire che in questi 15 giorni ho visto troppi ghigni e sorrisetti. Da Spinetti, candidato sindaco della lista di sinistra, ho ricevuto nel momento della difficoltà maggiore messaggi di stima e solidarietà. Dall'altra lista il silenzio totale, anche se ci sono Casati e Rossi ancora in maggioranza. Non vi dico quindi chi votare, ma da una parte ho registrato più umanità e dall'altra più arroganza. In ogni caso andate a votare: ascoltate quello che dicono le due liste e fatevi un'opinione. Chiudo facendo notare che sono stata attaccata sulla delega ai Servizi sociali. Bene, rispondo che di debiti fuori bilancio ne avrei fatti anche di più per chi ha bisogno".

Poi il microfono è passato a Cozzani che ha manifestato subito il rimpianto per l'epilogo della vicenda: "Felicia era pronta per il grande salto, gli altri invece hanno ancora molta strada da fare". E quegli altri erano certamente gli ex alleati Casati e Rossi.
"Ho pianto - ha dichiarato il sindaco -. Certo, nella vita ci sono cose più gravi, ma ci hanno buttato fuori. In questi dieci anni siamo stati presenti sempre, per tutti: ho vissuto più Follo che la mia famiglia. Ne è valsa la pena? Ho avuto tante soddisfazioni, ma ora noto anche chi inizia a parlare alle spalle perché sa che non saremo più in sella. In questi anni ho creato dei mostri".
Cozzani ha rivendicato di aver fatto tutto da solo nel 2009. "Sono stato il primo a strappare il Comune al centrosinistra, poi sono venuti gli altri con i partiti alle spalle, però. Io no, è stata la gente di Follo a darmi la fiducia e non ho dovuto dire grazie a nessuno. Con la politica di oggi non c'è più rapporto umano. I caroselli e i brindisi per la nostra esclusione dimostrano che non c'è più rispetto. Una volta in politica c'erano dei signori. Non è più così", ha sentenziato a conclusione di un discorso che per certi versi è suonato anche come una presa di distanza dallo stesso Toti.
Il sindaco uscente ha poi ricordato il suo impegno, "365 giorni all'anno per Follo e poi anche per la Provincia, per la bellezza di 1.570 euro al mese", e ha spiegato come il bilancio comunale si possa risanare alienando la cappella funeraria, con i dividendi di Iren ed eventualmente con la vendita di 250mila euro di quote come è stato fatto a Lerici, Porto Venere e Beverino.
Le accuse a Casati per i ritardi nel completamento dell'isola ecologica inaugurata ieri, l'elenco delle cose fatte nel corso dei dieci anni a Palazzo civico e l'annuncio di quelle già avviate ha preceduto le sue indicazioni per il voto.
"Non conosco come lavora Mazzi, mentre conosco Spinetti perché era il nostro vice comandante della Municipale che ho nominato responsabile del Servizio finanziario. Stendo un velo pietoso sulla squadra di Mazzi: mi hanno vomitato di tutto addosso. Dicono che facevo tutto da solo? Per forza loro non c'erano mai, a differenza di Felicia, Benito e Renzo. Fate come credete, andate a votare: è un diritto e un dovere. Vi ringrazio, avremmo vinto perché se le cose si fanno bene le persone se ne accorgono. Ho dato tanto, ora mi riprendo il mio spazio, ne sento il bisogno", ha concluso prima dell'ultimo saluto con il volto solcato dalle lacrime e prima di ricevere una targa da Luca, il panettiere di Bastremoli, elogiato a sua volta per aver sempre donato pane e altri prodotti per gli eventi e la distribuzione dei generi alimentari ai bisognosi.

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