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Bonanini: "Carcere realtà peggiore di qualsiasi immaginario. Ecco perché entro nel Ppe"

Bonanini: "Carcere realtà peggiore di qualsiasi immaginario. Ecco perché entro nel Ppe"

Cinque Terre - Val di Vara - "Ho sempre creduto nel valore assoluto dei territori e delle loro eccellenze, nella loro difesa attraverso una politica in grado di sviluppare e promuovere in modo efficace i mille tesori italiani e quell'eccezionale ricchezza rappresentata dal nostro patrimonio artistico - culturale e dal "made in Italy". Ho sempre creduto che si potesse attivare un circolo virtuoso tra attività agricole, tutela ambientale e paesaggistica, lungimirante pianificazione territoriale e prevenzione dei dissesti idrogeologici. Nel corso della mia vita ho sempre cercato di battermi per l'affermazione pratica di tali principi". Dopo le indiscrezioni, parla lui. Franco Bonanini conferma la sua adesione al Partito Popolare Europeeo da indipendente. "Da dieci mesi ho assunto la carica di deputato al Parlamento europeo e in questo periodo, coerentemente con la mia storia, ho cercato di contribuire a dare delle risposte concrete alle esigenze dei nostri territori: questo rimarrà il mio impegno principale per i prossimi mesi. La mia vita è stata, tuttavia, segnata negli ultimi anni da due vicende - molto diverse tra loro - che inevitabilmente hanno influenzato profondamente le mie convinzioni ideali e le mie scelte politiche. Quattro anni fa ho superato una prova durissima, un trapianto di fegato che mi ha salvato in extremis: un’esperienza che mi ha permesso di conoscere più da vicino il grande mondo della solidarietà costituito dalle associazioni dei donatori di organi, un mondo che si può apprezzare appieno unicamente vivendo questa esperienza in prima persona; ciò mi ha spinto ad impegnarmi per sostenere la causa di tali associazioni".

"L’altra esperienza - continua Bonanini, ricordando l'inchiesta giudiziaria di Parcopoli - che tre anni fa ha cambiato profondamente la mia vita è quella giudiziaria. Questa vicenda, nella quale sono stato mio malgrado coinvolto, mi ha fatto comprendere quanto la libertà della persona, primo ed imprescindibile diritto dell’essere umano, sia in balia di contraddizioni nel nostro sistema giudiziario. In Italia si svolgono processi sommari condotti cruentemente nel periodo di maggiore attenzione della vicenda da parte degli organi d’informazione, con utilizzo esclusivo di elementi dell’accusa, che pongono seri interrogativi sui limiti del cosiddetto segreto istruttorio. Tali esposizioni mediatiche, salvo i casi più clamorosi, tendono poi a sfumare via via che si arriva al momento del processo in aula, unico momento di verità. Molti si ritengono - a torto - estranei a questi rischi, ma a tutti può capitare, in particolare alle categorie più esposte di amministratori e dipendenti pubblici, liberi professionisti, imprenditori e artigiani, di vivere un’esperienza simile, che travolge la propria vita e quella dei propri familiari, con gli amici che scompaiono di fronte al pubblico ludibrio. Un tempo infinito separa il giudizio sommario iniziale e frettolosamente emesso dal processo vero e proprio e quindi dal verdetto finale".

"Il paradosso - continua Bonanini - è che alla fine della vicenda l’accusato, anche se prosciolto, evidentemente frustrato e annichilito nella propria personalità e negli affetti, si defila e quasi si vergogna di raccontare la propria esperienza, che sarebbe invece importante diffondere, affinché possa essere utile ad altri per cambiare questo sistema giudiziario. Di riflesso, ho ritenuto doveroso iniziare ad occuparmi del sistema carcerario e come deputato europeo ho potuto visitare il carcere e costatare in che condizioni vivano carcerati e carcerieri: una realtà peggiore di quanto si possa immaginare, un insulto ad uno stato civile".

Infine Bonanini ufficializza l'ingresso nel Ppe lasciando aperta la possibilità di un'adesione ad altri gruppi che non siano il Partito Democratico: "Una nuova battaglia si è, dunque, aggiunta al mio impegno di una vita spesa a difendere l'ambiente, promuovere lo sviluppo sostenibile, valorizzare i territori e loro tipicità. È quella per una giustizia più giusta, più efficiente, con tempi certi e che sappia individuare e punire i colpevoli solo al termine di un giusto processo, senza violare le libertà fondamentali della persona. Al termine di una lunga e profonda riflessione personale, durante la quale ho preferito non far parte di alcun gruppo politico europeo, ho deciso di chiedere quindi formalmente l’adesione quale membro indipendente al gruppo del Partito Popolare Europeo – PPE, gruppo nel quale si trova maggiore sensibilità su queste tematiche, per dare seguito pratico a questi miei intendimenti. Sono, dunque, fiducioso che questa mia scelta al Parlamento europeo mi consentirà di rendere maggiormente incisivo il mio impegno nell’affrontare tutti questi temi e ringrazio quanti vorranno unirsi nella battaglia per garantire diritti civili e democratici nel nostro Paese".

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