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Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Agosto - ore 22.39

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"Via dell'Amore, la soluzione è il project financing"

Intervento del senatore Luigi Grillo: "Nel 2013 la mia proposta agli amministratori locali".

"Via dell'Amore, la soluzione è il project financing"

Cinque Terre - Val di Vara - La cronaca locale si è occupata di recente delle Cinque Terre denunciando che i turisti potrebbero abbandonare questo nostro territorio a causa delle chiusura dei sentieri e soprattutto della chiusura della Via dell’Amore.
La temporanea chiusura dei sentieri non credo sia un problema; i comuni di riferimento sono i titolari a cui compete controllare l’agibilità dei sentieri stessi organizzando la manutenzione ordinaria e straordinaria con i finanziamenti messi a disposizione dal Parco Nazionale delle Cinque Terre.
Altra cosa è la vicenda della Via dell’Amore chiusa da ben sei anni senza che si intraveda una soluzione che possa indicare una data certa entro cui sia possibile ripercorrere questo straordinario e unico sentiero che tutti ci invidiano.

In questi anni abbiamo registrato tante dichiarazioni di esponenti dei vari partiti ,ci sono stati incontri a tutti i livelli in Regione e al Ministero delle Infrastrutture.
La giunta che governa oggi la nostra regione e il governo Gentiloni hanno messo a disposizione 12 milioni di euro ma al momento non è prevedibile quando si potra’ aprire il cantiere.

Se questa è la sintesi di quanto avvenuto, mi permetto rivendicare la concretezza di una proposta fatta agli inizi del 2013 al termine della mia esperienza parlamentare.
Prima che si concludesse la legislatura proposi infatti agli amministratori locali di fare ricorso alla tecnica del project finance per avviare in tempi brevissimi i lavori di ripristino e di messa in sicurezza della Via dell’Amore.
La mia proposta nasceva da alcune oggettive riflessioni.
Dal 1948 al 2002 le opere pubbliche nel nostro Paese sono state interamente finanziate dallo Stato.
Con le leggi di bilancio ogni anno il Governo Centrale ha sempre deciso quante risorse trasferire agli enti locali, alle Regioni e agli apparati pubblici organizzati sul territorio.
Nel 2002 ci fu la svolta: con la legge 166/2002, su mia proposta, venne approvato un emendamento che introdusse la tecnica del project finance anche in Italia.
La tecnica cioè che consenta ad un privato di realizzare un’opera pubblica e di rientrare del capitale investito attraverso la gestione della stessa opera pubblica per un numero concordato di anni.

D’altro canto in un Paese che ha problemi di finanza pubblica fin troppo evidenti,un Paese che tuttavia dispone di un sistema bancario forte e adeguatamente patrimonializzato ,di un sistema di piccole e medie imprese sempre più dinamico, un Paese nel quale esiste una quantita’ notevole di risorse private frutto di una spiccata propensione al risparmio, un Paese con queste caratteristiche non può non scommettere sulla possibilità di rilanciare con forza una linea di lavoro originale che consiste nel fare e far gestire sempre più opere pubbliche ad operatori privati.
Approvata questa norma, l’Osservatorio Nazionale del Partnenariato Pubblico – Privato organizzato presso Palazzo Chigi ha certificato che nel triennio 2003 – 2006 in Italia sono partite 3.578 gare che hanno impegnato oltre 25 miliardi di euro.

Nel 2011 il P.F. si è consolidato tanto che sono stati banditi più di 2.300 progetti in finanza di progetto per un ammontare complessivo di 10 miliardi di euro.
Se consideriamo che ogni anno in Italia si fanno mediamente dai 50 ai 55 miliardi di opere pubbliche, vuol dire che già nel 2011 nel nostro Paese i privati hanno realizzato il 20% del totale degli investimenti pubblici (autostrade,porticcioli,parcheggi,termovalorizzatori,acquedotti,cimiteri,ospedali,piastre logistiche,caserme,ponti, ecc.).
La Via dell’Amore poteva essere facilmente ed in fretta realizzata proprio con la tecnica del Project Finance.
Sono sufficienti alcuni dati incontestabili per capire nel merito il problema.
Nel 2011 ultimo anno di praticabilità del sentiero sono transitati dalla Via dell’Amore 865.000 turisti che hanno pagato un ticket di 6 euro consentendo al Parco di incassare circa 5 milioni di euro.
Disponendo di questo flusso di incassi certi ,come allora mi permisi di suggerire, il Parco avrebbe potuto contrarre un mutuo bancario per l’importo necessario a sistemare il sentiero ( 15 milioni di euro secondo taluni preventivi) e pagare il debito contratto in un arco di tempo di 5 anni.
Avremmo così evitato le lungaggine che si sono verificate, gli incontri al Ministero,le polemiche politiche ,e non saremmo,messi alla berlina da parte di osservatori esteri in quanto incapaci di sfruttare una risorsa straordinaria che i turisti in ogni parte del mondo ci invidiano.

Luigi Grillo, già Senatore di Forza Italia e Pdl

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