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"Sul Cinque Terre Express poca trasparenza e troppe limitazioni per i residenti"

Il parlamentare spezzino del Partito democratico Andre Orlando: "Insostenibile anche la posizione di Trenitalia".

"Toti faccia qualcosa"
"Sul Cinque Terre Express poca trasparenza e troppe limitazioni per i residenti"

Cinque Terre - Val di Vara - "Il servizio Cinque Terre Express limita il diritto alla mobilità dei residenti, Toti vi ponga rimedio". Lo puntualizza in una nota il parlamentare del Partito democratico Andrea Orlando che affronta punto per punto quelle che ritiene le criticità del servizio.
"Dal 2016 - si legge nella nota dell'ex ministro - è attivo nel territorio delle Cinque Terre un servizio ferroviario “dedicato”, il “Cinque Terre Express”, che, durante la stagione di maggiore afflusso turistico, collega La Spezia a Levanto. La finalità dichiarata è quella di separare i flussi cosiddetti “turistici” da quelli dei pendolari, cosa di per sé impossibile, visto che il servizio non è a uso esclusivo di una delle due categorie che usufruiscono degli stessi treni".
"Questo servizio limita il diritto alla mobilità dei residenti - precisa Orlando -, poiché, contemporaneamente alle nuove corse introdotte, basate sulle necessità del turista, sono venuti meno diversi collegamenti essenziali per il territorio; in secondo luogo le modalità di applicazione dello stesso risultano economicamente discriminanti per altri cittadini italiani e per i visitatori, che devono pagare una tariffa complessivamente più che doppia rispetto a quella ferroviaria regionale ordinaria. Associazioni e realtà locali hanno, in mancanza di risposta da parte della Regione, deciso di attivare un percorso legale, ricorrendo al TAR Liguria contro le scelte dell’Amministrazione Regionale e sostenendo che, contrariamente a quanto dichiarato dalla Regione stessa, la tariffa maggiorata non sarebbe giustificata dai costi del nuovo servizio, che procurerebbe ricavi molto consistenti a Trenitalia (cui la Regione Liguria ha affidato il servizio), attestati nel 2017 intorno ai 35 milioni di euro a stagione, a fronte di un costo reale per la produzione del servizio di alcuni milioni di euro, costo che quindi non giustificherebbe affatto una tariffa maggiorata".
"La Regione Liguria afferma invece che tale tariffa maggiorata non sarebbe nemmeno sufficiente per coprire i costi del servizio - sostiene il parlamentare -, cosa che appare invero curiosa, vista la quantità di visitatori a stagione, ufficialmente ben oltre i 3 milioni di presenze, e l’ammontare delle tariffe, che prevede non solo 4 euro per una tratta di sola andata, ma anche una maggiorazione sui biglietti aventi come destinazione o luogo di partenza una delle località delle Cinque Terre.
Per dissipare gli equivoci e i conseguenti sospetti che i cittadini possano avanzare in merito all’uso corretto delle risorse da parte dell’Ente Regionale, la via maestra da percorrere non può che essere quella della massima trasparenza sui dati economici, in particolare sui ricavi che Trenitalia effettivamente ottiene nelle Cinque Terre e in tutta la Regione Liguria. I cittadini hanno formulato invano questa richiesta alla Regione Liguria ai sensi della legge sulla trasparenza amministrativa, ma l’Ente ha risposto fino ad ora in maniera negativa, trincerandosi dietro il diniego di Trenitalia a fornirli, cosa a dir poco singolare, visto che non mi pare che siamo davanti a un 'segreto industriale'".

"E’ stato però ancora più sorprendente scoprire che anche nel Contratto di Servizio firmato dalla Regione Liguria nel 2018 - scrive -, che la lega a Trenitalia fino al 2032, gli allegati inerenti i dati economici più importanti (tra cui il “Piano Economico Finanziario”, che fa una rendicontazione anche dei ricavi da tariffa ed il Piano degli Investimenti) siano stati secretati. La trasparenza è un valore irrinunciabile quando si parla di servizio pubblico, la Regione Liguria appare poco rispettosa dei diritti dei cittadini utenti e degli operatori economici e appiattita sulla difesa degli interessi dell’appaltatore privato".
"E’ insostenibile anche la posizione di Trenitalia - conclude Orlando, un’azienda pubblica che fornisce un servizio pubblico, e che non può pertanto comportarsi come fosse una qualsiasi azienda privata che fornisce prodotti o servizi ad altri privati. Questa mancanza di trasparenza sembra essere una prerogativa in negativo della Regione Liguria e, se non un unicum assoluto, certamente un caso negativo a fronte di un numero significativo di altre Regioni italiane, amministrate da Giunte di vari colori politici, che invece hanno reso pienamente trasparenti i dati economici che regolano i rapporti con Trenitalia. Toti vi ponga rimedio".

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