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"Passione e competenza per Carrodano. E mi dimezzo lo stipendio"

Fabrizio Dellepiane in corsa per la carica di sindaco del Comune dell'alta Val di Vara: "Più servizi e lotta allo spopolamento".

"Peste bianca"

Cinque Terre - Val di Vara - Fabrizio Dellepiane, 52 anni, sposato e padre di due figli, avvocato nell’avvocatura civica del Comune della Spezia, si appresta a correre come candidato sindaco a Carrodano, in alta Val di Vara. Se la vedrà con il sindaco uscente Pietro Mortola e con Filippo Ivani, giovane candidato della Lega. A seguire, l'intervista di CDS a Dellepiane.

Come è maturata la sua scelta di candidarsi a sindaco del suo paese?

“La mia candidatura è un atto d’amore per questo territorio che considero un tesoro prezioso per tutti gli spezzini ed i liguri in genere. La Val di Vara è il luogo delle vacanze della mia infanzia negli anni settanta. Ho trascorso in varie località della parte più boschiva e verde della provincia spezzina molte estati. Da oltre venticinque anni frequento Carrodano per la vicinanza a Levanto, il paese di Francesca, mia moglie. La Val di Vara, inoltre, è il luogo del riscatto dell’Italia dal nazi-fascismo dopo l’8 settembre 1943 con la formazione dei primi gruppi partigiani, a partire da quello costituito da Daniele 'Dany' Bucchioni a Debeduse nel calicese. Considero i paesi della vallata un unicum per la presenza di bellezze ambientali e paesaggistiche e borghi pittoreschi. Purtroppo in questi ultimi dieci anni la Val di Vara e Carrodano in particolare si sono incamminati su una china pericolosa, fatta di un mix micidiale fra spopolamento con la morte degli anziani, la fuga dei giovani e la perdita di servizi (soppressione dei plessi scolastici, chiusura dei piccoli esercizi commerciali, abbandono di molte case, ecc.). Mi rendo disponibile con la mia squadra per interrompere questo fenomeno e rilanciare Carrodano”.

La situazione di strade e viabilità rappresenta uno dei temi di questa campagna elettorale, quali sono le sue proposte in merito?

“La prima proposta, anzi il primo impegno all’indomani della elezione a sindaco, sarà quella di chiedere un incontro ai vertici della Salt, la società autostrade ligure toscana che gestisce l’A12, per ottenere una riduzione generalizzata del pedaggio autostradale dalla Spezia a Carrodano. Attualmente si pagano 5,30 € per 38 km dalla Spezia all’uscita della Piana, mentre per andare a Lavagna (35 km) se ne pagano 4,20 €. E’ evidente che i cittadini di Carrodano e quelli della Val di Vara in genere pagano anche il costo della bretella autostradale Santo Stefano Magra - La Spezia. Questo non è più accettabile. Inoltre, puntiamo a far ottenere tessera di pedaggio agevolata per chi a Carrodano risiede o gestisce un’attività commerciale. La chiusura anche parziale del traforo della Foce mi preoccupa e temo conseguenze per i pendolari di Carrodano che lavorano alla Spezia o zone limitrofe. Per la viabilità provinciale chiederemo alla Provincia, anche di concerto col sindaco di Carro e consigliere provinciale, l’amico popolare Antonio Solari, di farsi carico della manutenzione della strada Mattarana-Ziona. Porteremo avanti un programma di manutenzione ed asfaltatura delle strade comunali, soprattutto verso le località e le frazioni più piccole del comune”.

Tre cose sulle quali interverrà da subito in caso di elezione e un obiettivo attuabile più a lungo termine

“Appena insediato, interverrei su tre punti concreti. Li elenco in successione: dimezzamento dell’indennità di carica del sindaco, anche per reperire risorse da dedicare al problema fondamentale del comune di Carrodano: il tracollo demografico. 58 deceduti e 13 nati in cinque anni sono la prova che Carrodano sta lentamente morendo. La peste bianca della denatalità che ammorba l’Europa, qui a Carrodano ha la stessa forza devastante della peste nera del 1400. Dal primo di luglio entrerà in vigore il reddito di maternità comunale, sulla falsariga della proposta di legge del reddito di maternità presentata recentemente al Parlamento, su cui il Popolo della famiglia ha raccolto ben 60.000 firme. Si tratta di un assegno di 1.000,00 € annui per tutte le donne carrodanesi che partoriranno o adotteranno un figlio per i primi tre anni di vita del bambino o per i primi tre anni successivi all’adozione. Un segnale concreto che riconosce il lavoro delle madri. L’altro provvedimento immediato sarà una convenzione con la Asl 5 Spezzino per aprire sia a Carrodano sia a Mattarana un punto prelievi una volta ogni 15 giorni per consentire ai residenti di poter effettuare le analisi del sangue in paese, senza doversi recare a Brugnato, a Levanto o a Lavagna. Un obiettivo a lungo termine è la realizzazione nelle ville non finite del parco dei tigli di Mattarana di un villaggio Alzheimer come quello aperto in Brianza nello scorso autunno. Un paese ritrovato in cui persone affette da demenza senile lieve o moderata possano vivere insieme in appartamenti, andare al bar, dal parrucchiere, fare acquisti, praticare sport in palestra senza essere chiuse in casa davanti alla televisione. Il tutto essendo seguite per 24 ore al giorno grazie ad un braccialetto smart”.

Quali tratti del suo curriculum e della sua personalità pensa possano riverberarsi al meglio sulla sua azione da sindaco?

“Riassumerei la mia personalità in due parole: passione e competenza. Mi metto in gioco nelle cose che faccio. Utilizzo per farle la mie abilità professionali. Metto a disposizione dei cittadini di Carrodano la mia professionalità e la mia esperienza amministrativa. Sono avvocato cassazionista nell’avvocatura civica del comune della Spezia da quindici anni. In precedenza sono stato funzionario amministrativo contabile del comune della Spezia, istruttore amministrativo della Provincia della Spezia e agente di polizia locale al comune di Levanto. Sono stato consigliere comunale per la Democrazia Cristiana a Vezzano Ligure dal 1990 al 1995 e consigliere direttivo dell’ente parco regionale Magra Montemarcello (che comprende anche il territorio del comune di Carrodano) per due mandati dal 1998 al 2006. Ho svolto attività politica nella DC, nel Partito popolare, nella Margherita, nel Pd e recentemente nel Popolo della Famiglia. Ho ricoperto cariche sindacali nella Cisl provinciale e della funzione pubblica per undici anni durante la segreteria di Pierluigi Peracchini. La mia esperienza è al servizio della comunità di Carrodano assieme alla mia determinazione nel portare avanti i progetti in cui credo”.

C'è una figura politica o della società civile, anche del passato, che lei vede come un riferimento o alla quale si ispira?

“Ci sono due figure politiche del recente passato a cui mi ispiro: Aldo Moro, presidente della Dc trucidato dalle Brigate Rosse nel 1978 e l’on. Pietro Zoppi, deputato democristiano di Levanto che a Carrodano aveva le sue origini, scomparso prematuramente nel 2006. Di Moro mi ha sempre colpito (ho la frase con la foto dello statista pugliese nella mia stanza in Comune) il richiamo ad una nuova stagione dei doveri che deve affiancarsi a quella dei diritti, altrimenti il nostro Paese non si salverà. Erano parole attualissime nel 1975. Le sono, a mio avviso, ancora di più oggi quando si pensa che tutto sia dovuto e tutto sia un diritto. Di Pietrino Zoppi mi sono sempre piaciuti la concretezza ed il suo saper essere dalla parte della povera gente, degli ultimi si direbbe oggi, perché la politica deve saper stare dalla parte della gente comune. La mia candidatura a sindaco a Carrodano è in spirito di servizio e si ispira a queste due grandi figure di politici cattolici democratici”.

Come immagina Carrodano fra cinque anni?

"Immagino Carrodano come un luogo dove i giovani, in particolare le famiglie, tornino a vivere recuperando l’ingente patrimonio di abitazioni non utilizzate ed in stato di abbandono. E questo avverrà se il comune applicherà delle politiche che vadano incontro alle persone che vogliono vivere in campagna, con l’aria buona ed il profumo della natura. Questo anche sfruttando le possibilità legate al progresso tecnologico – penso alla banda larga ed al telelavoro- ma anche al recupero di attività agricole tradizionali, ad una ricettività turistica diffusa, ma di qualità ed all’artigianato. Immagino un paese dove i matrimoni ed i battesimi tornino ad essere frequenti e più numerosi dei funerali, a differenza di quanto purtroppo accade oggi. Un paese sicuro, dove la qualità della vita sia elevata e dove la porta del sindaco sia sempre aperta”.

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