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Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio - ore 10.01

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"Lapidi staccate e lasciate lì, pezzi di eternit: ci vuole rispetto!" | Foto

La lista "Cittadini in comune" incalza l'amministrazione di Follo sulle condizioni di degrado del cimitero di Carnea: "Una tettoia di eternit divelta da novembre, i detriti sono in mezzo alle sepolture da mesi".

"non serve denaro ma sensibilità"
"Lapidi staccate e lasciate lì, pezzi di eternit: ci vuole rispetto!"

Cinque Terre - Val di Vara - "Accostare il termine orrendo al bellissimo borgo di Carnea può apparire inusuale, ma se riferito allo stato in cui si trova il cimitero allora l'aggettivo trova il suo significato descritto in tutta pienezza". Detriti, incuria, erbacce e anche una copertura di eternit erosa dalle intemperie. La lista “Cittadini in comune” per Spinetti sindaco punta il dito contro l'abbandono del cimitero della frazione del territorio di Follo. "Sorvolando sul decoro e la pulizia, che noi riteniamo obbligatori in un luogo sacro dove i cittadini conservano la memoria dei propri amati cari e sui quali richiamiamo ad un esame di coscienza, ci sono due cose che saltano all'occhio: la prima e più grave è la presenza di una copertura in eternit divelta a seguito delle giornate di maltempo eccezionale dei primi di novembre i cui detriti composti da cemento-amianto allo stato friabile stazionano a pochi passi dalle persone che ignare di tutto vengono esposte all'azione inesorabile di questo materiale altamente pericoloso".

"Ricordiamo che ai sensi di legge, l'eternit quando viene rotto e perde la sua compattezza libera nell’aria delle particelle estremamente dannose per la salute umana: per questo il materiale è stato vietato in Italia ed è anche obbligatorio procedere al suo smaltimento qualora fosse in stato di degrado - incalza la nota - La polvere se inalata, infatti, potrebbe provocare conseguenze molto gravi sulla salute dell’uomo come il mesotelioma pleurico e l'asbestosi. Chiediamo che venga messa al più presto in sicurezza l'area per evitare di sottoporre a grave rischio i cittadini e chiediamo conto all'amministrazione comunale compresi gli ex assessori che a novembre erano ancora nei loro pieni poteri se erano a conoscenza o meno di questa situazione vergognosa e per quale motivo non sono intervenuti con somma urgenza come prevede la legge".
"La seconda istanza ha più un risvolto etico e riguarda lo stato di conservazione dei loculi ai quali sono stati tolti i rivestimenti marmorei e le lapidi private con accatastamento in loco delle stesse. Alle risposte che vengono date ai cittadini sulla presunta mancanza di fondi per eseguire le opere di manutenzione noi replichiamo che in questi casi non serve il denaro. Era possibile avere un poco più di rispetto per le famiglie dei defunti ai quali rimane una lapide come unico ricordo tangibile, una lapide buttata per terra".

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