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"Comune unico, voce più autorevole. Decideranno cittadini"

L'associazione 'Cinqueterre un Comune' si inserisce nel dibattito già animato nei giorni scorsi dai sindaco di Monterosso e Riomaggiore.

REFERENDUM
"Comune unico, voce più autorevole. Decideranno cittadini"

Cinque Terre - Val di Vara - Un Comune unico per le Cinque Terre? Il dibattito prosegue. Dopo gli interventi dei sindaci di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia (QUI), e di Monterosso, Emanuele Moggia (QUI), arriva l'intervento dell'associazione 'Cinqueterre un Comune'.

Il presidente del sodalizio, Roberto Benvenuto, commentando le recenti parole del primo cittadino Pecunia, sostiene che "la materia in oggetto è difficilissima e per lo più sconosciuta alla stragrande maggioranza degli amministratori pubblici italiani. Per tale motivo l’Associazione Cinqueterre un Comune, membro della FCCN Coordinamento Nazionale Fusioni Comunali, provvede e provvederà a organizzare diversi incontri pubblici con la cittadinanza e con gli Amministratori locali di tutti i paesi per illustrare la questione in ogni suo aspetto, per fare questo ci avvaliamo di una struttura tecnica a livello nazionale composta da numerosi titolati e illustri giuristi, docenti  rettori universitari, sia di diritto che di diritto amministrativo, inoltre possiamo contare sul sostegno di numerosi amministratori pubblici a tutti i livelli, con competenze ed esperienze dirette, quindi tranquillizziamo il signor Sindaco in merito alla professionalità".

"Concordiamo in toto - prosegue Benvenuto - in merito alle difficoltà in cui da tempo versano i tre Comuni delle Cinque Terre, anzi come illustriamo nei nostri incontri, proprio questo è il motivo alla base del nostro progetto. Per quanto attiene alla scarsa partecipazione dell’incontro di Riomaggiore, teniamo a precisare che in tutti gli altri paesi si è registrata una buona e attenta presenza. Non riteniamo si possa vedere in ciò una disaffezione sul tema, come ci testimoniano molti nostri concittadini, siamo comunque certi che le presenze non mancheranno nei prossimi incontri".

"Noi pensiamo che il presentarsi uniti rafforzi le Cinqueterre - si legge ancora nell'intervento dell'associazione -, ma al contempo pensiamo che solo uno sprovveduto potrebbe intravedere nel Comune Unico la panacea di tutte le carenze delle Cinqueterre, specie nei primi anni. Tuttavia ci piace sottolineare e ne siamo molto convinti che solo una voce, unica ed autorevole, in rappresentanza di una ritrovata Comunità identitaria e territoriale, possa levarsi sui grandi temi che ci affliggono. Certamente il percorso sarà lungo e impegnativo, ma mai e poi mai, si dovrà trasformare in contrapposizione tra i favorevoli e i contrari e soprattutto mai e poi mai si dovrà trasformare in una contrapposizione tra le varie Amministrazioni, tra i vari Sindaci. In questa partita non vengono giudicati i Sindaci o le amministrazioni Comunali, ai quali come sempre va il nostro ringraziamento per la dedizione e l’impegno. Noi vediamo il futuro Comune Unico come una nuova macchina amministrativa valida, adeguata ai tempi e alle impegnative sfide presenti e future, la quale potrà contare anche sui sostanziosi incentivi legislativi previsti dalle attuali leggi, oltre che rappresentare una storica opportunità di ammodernamento delle Istituzioni locali. Se questo nostro intendimento non verrà ben compreso da tutti, vorrà dire che avremo come Associazione mancato il bersaglio, ciò non di meno riteniamo che questa opportunità vada esplorata e che la scelta ultima debba essere lasciata ai Cittadini. Conseguentemente, per attuare il referendum, il più elementare e basilare degli strumenti democratici, riteniamo che i tre Sindaci dovrebbero farsi parte attiva nel processo di valutazione di questa opportunità".

Per quanto riguarda le mancate Unioni Comunali, "ci asteniamo dall’intervenire in quanto è in atto da alcuni giorni uno specifico scambio di opinioni tra due dei tre Sindaci ed inoltre sono piuttosto note le patetiche vicende che si trascinano da alcuni anni sulla questione senza produrre peraltro alcun risultato. Infine riteniamo che sarebbe sciocco e deleterio proporre il Comune Unico delle Cinqueterre in contrapposizione al Parco Nazionale, siamo certi che al contrario la collaborazione e la dialettica tra i due Enti ne sarebbe facilitata".

Sempre rivolta a Pecunia, l'associazione assicura che "non ci saranno forzature di alcun genere, non esporremo i cittadini delle Cinque Terre a eventuali seppur non ben identificati rischi, ma al contempo annunciamo che siamo determinati a proseguire la strada intrapresa auspicando che finalmente e concretamente i tre Sindaci attuali conducano questo percorso, dimostrando capacità visionaria, guardando oltre il proprio mandato ed i propri confini comunali. È vero in gioco c’è il futuro delle Cinqueterre, saranno quindi i Cittadini attraverso l’autodeterminazione a decidere".

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