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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 17.51

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Tornano le tariffe maggiorate, riprende il braccio di ferro

Cittadini ed esercenti cinqueterrini impugnano al TAR il Contratto di Servizio 2015-2017 firmato dalla Regione Liguria con Trenitalia

Tornano le tariffe maggiorate, riprende il braccio di ferro

Cinque Terre - Val di Vara - Riparte ad aprile la contestatissima tariffa maggiorata sui treni delle Cinque Terre. Contro di essa operatori economici, residenti e pendolari delle Cinque Terre hanno presentato un nuovo ricorso presso il TAR della Liguria impugnando la delibera 1129/2016 che approva l'accordo quadro tra Regione Liguria e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) gestore dell'infrastruttura ferroviaria e la delibera 1130/2016 di rinnovo del Contratto di Servizio per il trasporto ferroviario per gli anni 2015-2017 tra Regione Liguria e Trenitalia. La decisione è stata presa in quanto entrambe le delibere, invece di accogliere le istanze da tempo arrivate dal territorio, confermano le scelte contestate da residenti, operatori e pendolari sul servizio ferroviario Cinque Terre in termini di offerta, struttura e tariffe. "La delibera 1129/2016, Accordo quadro con RFI - spiegano in una nota -, mantiene infatti per le Cinque Terre una struttura di servizio basato sull'interscambio che è stato fonte per tutta la stagione di evidenti disservizi e disagi, ma nonostante questo confermato addirittura in un documento di programmazione a lungo termine. La delibera 1130/2016, rinnovo del Contratto di servizio per il trasporto ferroviario tra Regione Liguria e Trenitalia per gli anni 2015-2017, riconferma invece le scelte in termini di offerta e tariffe, che non vengono in tale documento sottoposte ad una valutazione critica".

Ancora una volta residenti, operatori e pendolari delle Cinque Terre ribadiscono che la tariffa maggiorata di 4 euro a tratta, nonché la maggiorazione di 2,40 euro per i treni sostanti nelle Cinque Terre ed il conseguente aumento delle carte parco (passate per quelle giornaliere da 12 a 16 euro) è ingiustificata ai fini della copertura economica del servizio. "Nonostante i dati delle presenze e dei biglietti venduti confermino le stime fatte dai residenti - quando contestavano la necessità dell'introduzione della tariffa maggiorata per le Cinque Terre - essi si chiedono perché tale tariffa sia stata riconfermata dalla Regione Liguria nella delibera che approva il Contratto di Servizio 2015-2017 tra Regione Liguria e Trenitalia. E' infatti evidente per i ricorrenti che tale tariffa abbia generato utili largamente superiori ai costi stimati ma che tali utili non siano stati reinvestiti sul territorio delle Cinque Terre in termini di miglior servizio: infatti nel periodo invernale le Cinque Terre hanno visto ben 7 treni in meno rispetto agli inverni 2015 e precedenti".

Ma tali utili, secondo i ricorrenti, non sono evidentemente andati neanche per migliorare il servizio ferroviario in tutta la regione, che vede invece dappertutto carenze e buchi di orario, da tempo lamentati da numerosi comitati, a Levante come a Ponente come nell'entroterra: "Comitati a cui la Regione risponde sorprendentemente dichiarando “che non ci sono soldi”, e questo nonostante un ulteriore aumento delle tariffe ordinarie del 5%, anch'esso stabilito nella delibera 1130/2016 impugnata dai ricorrenti". Residenti, operatori e pendolari delle Cinque Terre ribadiscono che la tariffa maggiorata in tutte le sue forme, oltre a non aver restituito “il dovuto” in termini di servizio per i suoi cittadini, rappresenta null'altro che una vera e propria “tassa di sbarco” per l'accesso alle Cinque Terre o tassa di soggiorno occulta, che grava sull'economia del turismo delle Cinque Terre, autentico traino per l'economia della Liguria, e ritengono che l'ente Regione non abbia adempiuto al proprio compito di vigilanza e tutela dei suoi cittadini.
A fronte di questo, con il ricorso in atto chiedono che venga ripristinata per tutti gli utenti, visitatori stranieri o cittadini italiani, la tariffa ordinaria.

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