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Meno residenti, più turisti: un decennio di Val di Vara

La fotografia della vallata, tra invecchiamento della popolazione, boom di visitatori e calo delle imprese.

L'analisi
Meno residenti, più turisti: un decennio di Val di Vara

Cinque Terre - Val di Vara - Una vallata dai capelli bianchi, che si spopola di residente, ma non di turisti. Questa la puntuale fotografia della Val di Vara delineata dai 13 comuni dell'area – tutti, tranne Follo e Bolano – uniti nella strategia di rilancio 'Snodi e Legami', il cui iter amministrativo e burocratico sta procedendo e che ha nel sindaco di Calice, Mario Scampelli, il suo referente politico. Innanzitutto si rileva come negli ultimi trent'anni la valle – o, più precisamente, tutti i comuni eccezion fatta per i due prima menzionati - abbia scontato un calo demografico del 3.6 per cento, dato risultante dall'incremento nei comuni di Beverino, Brugnato, Riccò, Carrodano e Zignago (aumento contenuto, in questi ultimi due) e dal calo manifestatosi a Borghetto, Calice, Carro, Maissana, Pignone, Rocchetta, Sesta Godano e Varese. L'attuale popolazione anziana, cioè over 64, rappresenta ben il 31,2 per cento dell'intero areale, con picchi nei comuni di Carro (39,4 per cento), Maissana (37,9), Carrodano (37,7) e Sesta Godano (37,6). Un valore ben superiore non solo alla media nazionale (23,7 per cento) ma anche a quella della notoriamente anziana Liguria (29,3 per cento). “Se si analizza l’indice di vecchiaia – si legge nel rapporto, alla cui stesura hanno contribuito anche Anci, Regione, Provincia e più soggetti pubblici e privati -, ossia il rapporto tra popolazione ultra 65enne e popolazione con meno di 14 anni, la situazione appare decisamente critica: l’indice nell’area assume, nel 2019, un valore di 307,4 anziani ogni 100 bambini, superando sia il dato medio nazionale (178,4), sia quello regionale (260,7), che peraltro risulta il più elevato, con grande distacco, tra tutte le regioni italiane”. Questa situazione contribuisce a far sì che, nell'area considerata, la non forza lavoro rappresenti il 54.5 per cento della popolazione, tre punti in più del livello regionale e provinciale.

Per quanto riguarda le attività produttive dell’area, al 2019 si contano 1.428 imprese attive, in calo rispetto al 2010 del 9,8 per cento. E si tratta di realtà imprenditoriali di dimensioni ridotte, per la stragrande maggioranza sotto i cinque dipendenti. Quasi il 22 per cento delle stesse è concentrato a Varese Ligure, seguono Riccò (13,8), Brugnato (10,9), Sesta Godano (8,9) e Beverino (8,6). I settori che presentano il maggior numero di imprese sono l’agricoltura (35,2 per cento), il commercio (19,2) e le costruzioni (17,8). Sempre guardando alla cosa economica, va registrato come, anche per la Val di Vara, la seconda decade del nuovo millennio abbia segnato un'accelerata sul fronte del turismo. “I dati del 2019 – si evidenzia - mostrano oltre 32.500 arrivi e quasi 97.000 presenze. Il dato è aumentato notevolmente rispetto al 2010: in particolare si evidenza un incremento degli arrivi del 61,6 per cento e delle presenze del 65,3 per cento. Si tratta di una dinamica estremamente migliore rispetto alla media regionale del periodo. Si rileva inoltre che la crescita è stata piuttosto continua nel decennio, ad eccezione di un calo generalizzato registrato nel 2012 e di una leggera flessione negli ultimi due anni, con esclusione delle presenze, che nel 2019 sono tornate a crescere. La dinamica è stata particolarmente positiva per la componente straniera del turismo della valle, che, dal 2010, è cresciuta del 160 per cento in termini di arrivi e del 141,6 per cento in termini di presenze. Nell’ultimo anno (il 2019, ndr) però questa componente ha registrato una leggera flessione, a fronte di un miglioramento nei flussi di turisti italiani”. Oltre la metà delle presenze e degli arrivi di turisti italiani in valle è garantita da visitatori lombardi, piemontesi e liguri, mentre, in riferimento al turismo straniero, il paese di provenienza prevalente è la Francia, seguita con un certo distacco dalla Germania e dai Paesi bassi.

“Le ottime performance nel comparto turistico nel decennio – si osserva nell'indagine - sono ascrivibili sicuramente alla vicinanza delle Cinque Terre e alla situazione di 'congestione' turistica che questo territorio ha sperimentato in misura via via crescente. Tale situazione ha portato molti turisti a preferire mete limitrofe, come la Val di Vara, alla ricerca di situazioni meno affollate, con un alto livello di competitività in termini di rapporto qualità/prezzo dell’offerta e caratterizzate da un ambiente sano e naturale, che consentissero comunque la visita del rinomato comprensorio costiero. La Val di Vara ha dimostrato di saper cogliere questa occasione di richiamo turistico, grazie anche allo sviluppo dei propri punti di forza, quali la valorizzazione dell’ambiente naturale, delle attività outdoor e delle produzioni agro-alimentari, riuscendo così a fidelizzare i flussi turistici e ad attrarne di nuovi". Nel periodo 2010-2019 l’indice di turisticità dell’area (presenze per abitante) appare in crescita. Passa infatti da 3,5 presenze per abitante nel 2010 a 6,1 presenze per abitante nel 2019, “con un trend di crescita piuttosto costante”. Considerazioni e numeri che danno una fotografia di massima della vasta porzione centrosettentrionale della provincia spezzina, utili per organizzarne il futuro, anche alla luce dello spartiacque, non ancora valicato, della pandemia da Covid-19, con tutti i rischi e le incognite che porta con sé.

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