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Lavoratori e residenti, a Follo difficile mediazione | Foto | Video

I dipendenti della Star Service a confronto con il Comune e con i cittadini. Furletti (Uil): "Date continuità all'impresa".

caso ferdeghini-star service
Lavoratori e residenti, a Follo difficile mediazione

Cinque Terre - Val di Vara - “Basta spiare, lasciateci lavorare”. Non è certo la fitta pioggia che cade per tutta la mattina a fermare la protesta annunciata dai lavoratori della Star Service, l’impresa che opera all’interno della società Ferdeghini Ecologia di Cerri-Lagoscuro. Davanti al palazzo comunale di Follo i lavoratori hanno inscenato un sit-in rumoroso, con slogan abbastanza netti che confermano il solco profondo fra le due istanze, quella dei residenti della frazione, che reclamano di essere lì da prima che la società fosse fondata. E quelle dei dipendenti, otto dei quali rischiano un prossimo licenziamento. “Se non ci saranno elementi di novità - spiega Marco Furletti della Uil - chiederemo ovviamente a tutti i livelli istituzionali di trovare una soluzione per dare una continuità all’azienda. E’ una condizione molto preoccupante: i lavoratori stanno finendo le ore ferie, le commesse sono ferme da gennaio scorso e ci sono concrete possibilità che si arrivi ai temuti licenziamenti. Se non entra il rifiuto manca anche la selezioni quindi si ferma tutto. La Star Service non ha inoltre la possibilità di usufruire di ammortizzatori sociali. Questa mattina chiediamo agli enti locali e alla Provincia di dare continuità all’impresa”.
Ivano Bruno ha 67 anni, lavora per la Star Service e si presenta davanti alla stampa con un album di fotografie che testimoniano le diverse zone comunali usate come mini discariche: “Le nostre sono richieste semplici: dobbiamo mantenere la famiglia. Siamo stufi di chi ci fotografa di nascosto, di chi ci osserva con i droni. Se poi qualcuno ha fatto errori ne pagherà le conseguenze ma noi siamo puliti, non facciamo puzza. Personalmente mi sto giocando le ferie e i permessi e un altro anno non avrò ferie. In poco tempo andremo a casa, ho ancora tanta voglia di lavorare”.

Il sindaco Giorgio Cozzani nella Commissione ambiente convocata dalla presidente Valeria Fregosi, proprio per discutere del problema Ferdeghini, fa il punto della situazione e chiede una collettiva assunzione di responsabilità: “Da una parte ci sono le istanze dei cittadini, dall’altra quelle dei cittadini. Sicuramente far convivere residenti e un’impresa che tratta rifiuti non è semplice. Una situazione peggiorata anche in occasioni di alcuni incendi e ultimamente la problematica della quantità dei rifiuti accatastati all’esterno. Ovviamente chiediamo aiuto del titolare dell’azienda creando uno spazio chiuso ad hoc”. I lavoratori sono preoccupati: “Nessuno vuole togliere lavoro ma è altrettanto importante che si persegui una strada che tuteli la cittadinanza. E’ in corso la pratica per l’Aia da parte della società Ferdeghini ma ci sono anche cose che hanno bisogno di tempo. Non sono pratiche che si possono sistemare in una settimana”. Poi il primo cittadino nel corso della partecipatissima commissione, alza i toni: “Tutti facciano la loro parte, cittadini e azienda. Si apra da stamattina un libro nuovo perché altrimenti non so cosa potrà succedere. La Procura si è mossa in autonomia e magari una prossima volta non è detto si possa tornare indietro. La Ferdeghini si deve ricordare che è una società che tratta rifiuti, deve fare gli ampliamenti previsti, deve mettersi a posto. E’ normale ci sia un’attenzione particolare. Ai cittadini, dall’altra parte, chiedo comprensione e buon senso e state attenti a fare le investigazioni personali, a far girare droni sopra le altrui proprietà, perché dalla ragione si possa dal torto. Poi dovete magari andare a giustificarvi da un giudice. Non eccedete in cose che non vi competono. Non si possono fare ordinanze su ordinanze ma attenzione perché si può arrivare ad una chiusura totale”. Per l’azienda presente l’ingegner Pennucci, consulente tecnico della società di Via Venezia: “La cittadinanza innanzitutto può stare tranquilla: non ci sono sostanze tossiche, nè contaminazioni derivate dal l’incendio di aprile. Trattiamo rifiuti ingombranti e speciali, che provengono direttamente dalla differenziata della cittadinanza, non pericolosi per definizione. L’impatto ambientale esiste ma per un fatto estetico: noi stiamo facendo tutto il possibile per ridurlo. Altra cosa importante è che i livelli di rumore sono corretti”

Mercoledì 21 Pennucci incontrerà la Regione per portare avanti l’iter per l’ingresso nell’Aia e accorpare le due autorizzazioni in essere (differenti per le due società). Continua l’ingegnere: “Fra sei mesi-un anno, a seconda del tempo che sarà necessario, dovremo arrivare alla fine della procedura: se l’Aia dirà che l’impianto non è adeguato, è probabile che la Ferdeghini debba chiudere. Non faremo un capannone stabile perché ha costi che in questo momento l’azienda non puó sopportare, ma una copertura mobile da 800 metri quadrati, alta 9 metri, a Ferdeghini prende i rifiuti della differenziata e li rigenera in materie primarie. Invito la cittadinanza a venire a visitare lo stabilimento invece di far foto di nascosto. Venite a vedere come lavoriamo e in che condizioni, e’ un invito a tutti”.

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17/02/2018 - Protesta lavoratori Ferdeghini e commissione ambiente del Comune di Follo


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