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Comunità Cinque Terre: "Sì al tpl, ritorni economici sul territorio"

Il sodalizio associativo propone anche un "libro bianco" e chiede: "L’Amp provveda a rendere pubbliche le aree delle zone soggette al divieto d’ormeggio".

Comunità Cinque Terre: "Sì al tpl, ritorni economici sul territorio"

Cinque Terre - Val di Vara - Al termine di un periodo contraddistinto da numerosi incontri tra Ente Parco/AMP, la Comunità Marinara delle
Cinque Terre, intende portare a conoscenza dei propri circoli associati, le decisioni che a breve troveranno attuazione in materia di Trasporto Pubblico Locale e disciplinare conseguente il regolamento dell'Area Marina Protetta. Per ciò che concerne il tpl l'associazione ha accolto positivamente la volontà espressa dall’Ente Parco e comuni di
verificare la possibilità per l’attuazione di un progetto che quando realizzato sarà in grado di gestire, organizzare
e controllare una navigazione di trasporto passeggeri le cui attuali invasive e per troppo tempo tollerate negatività
hanno pesato in modo estremamente pesante sia sul mare che sui nostri borghi, in termini di impatto
ambientale e di flussi turistici incontrollati. "Appare quantomeno conseguenziale - si legge nella nota firmata dal presidente Roberto Benvenuto -, che da questa nuova organizzazione, derivino ritorni economici da reinvestire sul territorio sotto forma di infrastrutture. Il concretizzarsi di tale progetto, non può che trovarci favorevoli, a patto che vengano considerati portanti e irrinunciabili alcuni aspetti legati alla salvaguardia dell’ambiente: ci piace rilevare come l’avvio di un intervento “operativo” su questo tema abbia generato un'utile riflessione più generale, che ci auguriamo darà i suoi frutti per disegnare il futuro del trasporto marittimo nella Amp".

Ecco perché la Comunità Marinara delle Cinque Terre ha deciso di proporre la redazione di un “libro bianco” che racchiuda tutti gli aspetti correnti ed evolutivi del trasporto locale marittimo: a partire dalla logistica a terra, passando per le varie tipologie di trasporto, i mezzi nautici coinvolti, la navigazione, i riflessi sull'ambiente, la sicurezza, gli aspetti dell’economia, le normative di riferimento, la supervisione e il controllo sino ad arrivare ai tipi di propulsione da utilizzare. Le caratteristiche del territorio, la fama mondiale, gli aspetti unici del parco e della Amp, lasciano intravedere la possibilità di un progetto complesso, unico e ambizioso, che potrebbe anche proprio per gli aspetti sopra indicati, divenire di rilevanza e riferimento assoluti. "Per quanto attiene il disciplinare, rivisitabile annualmente, parte integrante del regolamento Amp, ricordiamo che esso altro non è che una specifica attuazione di alcuni articoli già contenuti nel regolamento 24 febbraio 2015". Sembrerebbe che finalmente si sta imboccando la strada che da tempo la Comunuità indicava: si sta cioè prendendo atto dell’unicità del nostro mare rispetto alle altre Amp italiane. Questa nuova consapevolezza, rende possibile all’Ente adottare misure e norme utili, che oltre ad assolvere i fondamentali e istituzionali doveri spettanti ad una Amp, danno alle stesse (pur garantendone lo scopo finale) un valore impattante contenuto, in quanto emanate con la consapevolezza di trovarsi in presenza di una Amp unica che obbligatoriamente deve tenere in giusta considerazione le esigenze legate alla fruizione del mare da parte dei suoi residenti tutti, "esigenze e bisogni che puntualmente abbiamo sempre esposto, le quali hanno trovato come nel caso del libretto catture, riperimetrazione delle zone di divieto d’ormeggio (a salvaguardia della Posidonia proposte dal Parco su indicazione della Regione e a seguito di specifici studi universitari, lasciamo alla Amp il compito di provvedere a rendere pubbliche le aree soggette al divieto d’ormeggio), soluzioni rivolte alla ricerca di un compromesso accettabile tra rispetto della natura, delle norme e svolgimento di tutte le attività. L’Amp provveda a rendere pubbliche le aree delle zone soggette al divieto d’ormeggio. Per dare fattiva continuità a questa nuova fase, sarà importantissimo che i nostri sindaci, quanto prima provvedano alla nomina della figura “esperto dei luoghi” prevista dalle norme e indispensabile alla formazione della Commissione di Riserva in modo tale che quest’ultima debitamente sostenuta sia dal Ente Parco che dai Comuni, possa finalmente proporre con successo al ministero le variazioni al regolamento AMP. Prendiamo atto con soddisfazione di una crescente disponibilità dell’Ente Parco a confrontarsi con le Associazioni, per parte nostra continueremo a fornire su questi temi la nostra usuale collaborazione, a volte animata da spirito critico, ma sempre costruttiva".

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