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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Ottobre - ore 11.17

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Cinque Terre, ticket d'ingresso e numero chiuso rispediti in soffitta

Messaggio chiaro e trasversale dal convegno organizzato in Confartigianato. Intanto a Monterosso parte la petizione: "Basta terrorismo".

Cinque Terre, ticket d´ingresso e numero chiuso rispediti in soffitta

Cinque Terre - Val di Vara - No al numero chiuso alle Cinque Terre. E no anche all'idea dei ticket di ingresso. Questo in estrema sintesi il messaggio levatosi oggi pomeriggio in Confartigianato in occasione del convegno "Quando il turismo va oltre?". Un momento di confronto e approfondimento ricco di sfumature differenti, ma unito dal niet ai colli di bottiglia sui flussi turistici per limitare l'affollamento delle perle rivierasche spezzine, tema sul quale nelle scorse ore - proponendo il ticket - è intervenuto il presidente di Stl, Damiano Pinelli (QUI).

"Il tema esiste - ha esordito il presidente di Confartigianato La Spezia, Paolo Figoli -, ma non bisogna fare allarmismo. Occorre creare tavoli di confronto ai quali partecipino enti, associazioni e chiunque voglia dare un contributo, finalizzati a trovare soluzioni concrete. La nostra proposta? Siamo contrari al numero chiuso, ma crediamo che possa essere utile fare selezione sui gruppi molto numerosi, cioè non fare entrare gruppi di turisti superiori a un certo numero nei momenti critici, quali ponte di Pasqua, 25 aprile, 1° maggio". Figoli è anche contrario all'idea di ridurre i battelli, entrata in circolo nel dibattito di questi giorni: "Se uno non può arrivare col battello, prende un altro mezzo. Anzi, togliendo battelli magari si andrebbero a congestionare i treni".

No al numero chiuso e al ticket anche da parte di Vittorio Alessandro, presidente del Parco nazionale delle Cinque Terre. "Abbiamo fatto i salti mortali per affrontare il tema dei flussi turistici cercando di coniugare le esigenze della tutela del territorio, dei residenti, degli operatori - ha detto il presidente, che oggi con una nota ha risposto alle considerazioni di Pinelli (QUI) -. La questione dei flussi io la pongo da anni, risultando forse un po' menagramo. Ripeto: no alla chiusura, sì a risposte di qualità. Come per esempio la Carta treno, la Carta sentieri, l'Albo delle guide, il monitoraggio delle presenze lungo i sentieri in modo da evitarne il sovraccarico". Alessandro ha rivendicato i progressi fatti in questi anni - "Al mio arrivo ho trovato un Parco che non c'era più. L'alluvione, la chiusura della Via dell'Amore, le vicende giudiziarie. Ora invece è una realtà viva", ha dichiarato, esprimendo poi un auspicio per un comune impegno per un turismo non tanto "esperienziale", quanto "sentimentale, che faccia innamorare chi viene qui".

"Numero chiuso? Al momento è irrealizzabile, ma, soprattutto, è un concetto sbagliato. E si fa un danno anche solo a parlarne, vista la risonanza internazionale che ha tutto ciò che è relativo alle Cinque Terre. No anche al ticket, e comunque un turista che arriva dal Giappone o dagli Usa non si sentirebbe certo scoraggiato perché c'è da pagare un biglietto da cinque euro". Questa la convinzione dell'assessore regionale al turismo Gianni Berrino. "E' vero che ci sono picchi - ha spiegato - ma la quotidianità è ben diversa. Questo non vuol dire che la questione dei flussi non vada affrontata. Ma lo stiamo facendo. Si pensi all'aumento dei treni, che ora consentono ai turisti di poter usufruire anche di quattro convogli all'ora, cosa che rende più difficili i congestionamenti. Giusto poi monitorare quante persone ci sono sui sentieri per regolarne la fruizione e rispettarne la fragilità. E giusto anche tentare di deviare i flussi: a questo proposito, come Regione stiamo parlando con Msc Crociere perché proponga pacchetti escursionistici anche per località dello Spezzino diverse dalle Cinque Terre. Circa il 60% dei passeggeri che arriva a Spezia va a fare un'escursione. Di questo 60%, al momento il 70% va alle Cinque Terre". L'assessore ha poi spiegato che nei primi quattro mesi del 2017 la provincia spezzina ha fatto registrare il 13.5% di presenze (cioè le notti dormite) in più rispetto al medesimo periodo del 2016, e ha ricordato che domani sarà siglato il 'Patto per il turismo', intesa che, tra le tante cose, farà sì che i proventi delle tasse di soggiorno siano spesi per il turismo in maniera concertata da amministrazioni comunali e associazioni di categoria.

L'assessore comunale al turismo Luca Erba, rimarcata un'ulteriore crescita della Spezia in termini di presenze turistiche (+17% nei primi mesi del 2017), ha rilanciato il tema del Distretto turistico (creatura verso la quale Berrino ha espresso favore): "Uno strumento in grado di mettere assieme pubblico e privato, offrendo servizi di qualità. Confini troppo ampi (il Distretto di cui s'è parlato guarda ben oltre lo Spezzino, coinvolgendo Lunigiana e Garfagnana, ndr)? Cerchiamo di ragionare con la mente di chi arriva. Pensiamo a un australiano per il quale magari è normale fare spostamenti di quattro ore ogni giorno. E' una questione relativa". L'esponente Pd ha poi rimarcato come un'offerta turistica diffusa su tutto il territorio non sia un danno per le Cinque Terre. "Al contrario, serve una 'alleanza' tra le Cinque Terre e gli altri territori, importante per diluire i flussi. Il tutto facendo attenzione ai vari tipi di turismo: ambientale, sportivo, congressuale, religioso, o anche turismo di nicchia, come quello dei castelli". Erba ha messo a referto anche un passaggio in difesa del Parco del Magra ("Va difeso, non chiuso. I Parchi hanno un ruolo fondamentale") e ha accusato la Regione di aver tagliato i fondi per gli eventi fieristici.

Della strategicità della "cornice" delle Cinque Terre, cioè il territorio circostante, ha parlato anche Egidio Banti, sindaco di Maissana. "Il tour operator Tauck propone il pacchetto 'Tuscany and Cinque Terre'. Io mi chiedo: è impensabile un pacchetto 'Lunigiana and Cinque Terre'? O 'Val di Vara e Cinque Terre'? Non dico che valgano Firenze o Siena, ma nella nostra area ci sono tutti i presupposti per un'offerta turistica articolata e ricca di opportunità, da affiancare al grande richiamo delle Cinque Terre". Banti ha anche annunciato che nelle prossime ore, in sede di Gal spezzino, si parlerà di sentieri costa-entroterra, ai quali c'è la volontà di dedicare circa un terzo degli oltre 3 milioni di Psr recentemente assegnati al Gruppo di azione locale. Opportunità che ha stimolato dalla platea l'interesse di Carlo Mazza, ex sindaco di Riccò, intervenuto per il Cai Val di Vara, che lo scorso autunno ha messo sul tavolo il tema della riqualificazione di una decina di sentieri della vallata.

Laura Parducci di Unioncamere ha presentato il progetto Sistina (Sistema per il Turismo Innovativo nell’alto Mediterraneo), di cui Eps è capofila. "Il progetto nasce per andare incontro alle esigenze degli operatori, in particolare delle micro, piccole e medie imprese del turismo, nel segno della crescita blu e verde, della sostenibilità. Sistina nasce grazie a un finanziamento di 937mila euro - 800mila di fondi Fesr, il resto nazionali - e vede fianco a fianco partner pubblici e privati, tra i quali Eps, Comune di Pietrasanta, Agenzia sarda per le politiche del lavoro, Camera di commercio di Bastia, Rete imprese turistiche Altro Tirreno, il Gip Fipam di Nizza. Un progetto, quindi, che riguarda Liguria, Toscana, Corsica, Francia. L'obbiettivo è una piena fruizione delle risorse attrattive dei territori, cercando diversificazione e destagionalizzazione. Cosa faremo? Condurremo un'analisi dei territori, organizzeremo dei corsi gratuiti di marketing e comunicazione rivolti agli operatori, penseremo dei pacchetti turistici transfrontalieri che presenteremo alla fiera Ttg di Rimini il prossimo ottobre e al Salone internazionale del turismo di Parigi nel 2018. E ancora, workshop tematici, b2b, blogger house".

Ha chiuso l'incontro un intervento del fotografo Mauro Fioravanti, che, brandendo una petizione partita nelle scorse ore e già sottoscritta da un'ottantina tra artigiani, commercianti e operatori della ricettività, ha sostenuto - trovando sostanzialmente d'accordo i relatori - che gli afflussi monstre sono davvero cosa ristretta ai ponti primaverili e a pochi altri frangenti, 'maledicendo' quel tam tam mediatico che dipinge le Cinque Terre come una striscia di terra costantemente sotto assedio. Tant'è che nella petizione non si esita a parlare di "campagna terroristica". "Almeno per il paese di Monterosso - si legge - il sovraffollamento da anni si concentra in alcuni giorni precisi, ponti nazionali e internazionali, secondo un calendario prevedibile e conosciuto da chiunque si occupi di turismo. Nei restanti periodi il turismo viene gestito, in modo sicuramente passibile di miglioramento, ma adeguatamente alla capienza del borgo e agli esercizi che vi sono stati aperti".

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