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Ultimo aggiornamento: Venerdì 05 Giugno - ore 22.04

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Brugnato, l'outlet village vuole farsi trovare pronto per la ripartenza

Acconci, ad di San Mauro: "Abbiamo dato la disponibilità a rinunciare agli affitti dovuti per tutto il periodo dell'emergenza a fronte dell'impegno di mantenere i posti di lavoro".

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Brugnato, l'outlet village vuole farsi trovare pronto per la ripartenza

Cinque Terre - Val di Vara - Quando ancora l'emergenza coronavirus doveva piombare sul collo e sulle vite di tutti, il Brugnato 5 Terre Outlet Village aveva già anticipato le proprie mosse posticipando ogni idea progettuale sulla struttura e sospendendo ogni attività anche grazie ai consolidati rapporti con la Cina che, per prima, ha dovuto fare fronte alle vicende che da un mese ci hanno letteralmente sconvolto la vita. Alla fine di febbraio il village di Brugnato ha dapprima ridotto l'orario d'apertura, consigliando ai negozi di mantenere il presidio con un solo dipendente non oltre le sei ore e trovando massima disponibilità dagli stessi. Poi è arrivato il Dpcm che ha reso più profonde le misure imposte in un primo momento, portando alla chiusura di tutti i negozi, compreso il complesso della Val di Vara che nel 2020 raggiunge i sei anni di vita.
"Abbiamo dato la disponibilità a rinunciare agli affitti dovuti per tutto il periodo dell'emergenza a fronte dell'impegno di mantenere i posti di lavoro", spiega Marina Acconci, ad della San Mauro spa che è proprietaria dell'outlet.

Ma intanto bisogna pensare al domani, ad una riapertura, qualunque data sarà, con un piano dettagliato di interventi che servirà a garantire la massima sicurezza ai visitatori: innanzitutto l'opera di sanificazione già posta in essere di tutte le aree esterne, poi la medesima operazione prevista per il dispositivo che regola l'aria condizionata nei vari punti vendita. Successivamente si lavorerà ad una soluzione sicura per accessi contingentati con orari d'apertura ridotti. Adoperandosi per coinvolgere altre tipologie di turisti, oltre a quelli europei e internazionali che sono stati assidui frequentatori dell'outlet village, magari stimolando gli italiani che in zona hanno seconde case. Un'attesa, insomma, ma con tante idee da lanciare.

Proposte organizzative e di sicurezza che dovranno coinvolgere anche le parti sociali, da sempre sponda di confronto della direzione della struttura commerciale.
“Questa emergenza mette in ginocchio il commercio e si porta dietro due ordini di problemi. Siamo molto preoccupati – afferma Marco Callegari, segretario territoriale di Uiltucs Uil - per la ripartenza, perché non sappiamo quante persone avranno effettivamente la capacità economica per far rimettere in moto l'economia. Inoltre temiamo di dover fare i conti con i tagli che del governo alla cassa integrazione in deroga per la Liguria: da domani dovrebbero arrivare le prime tranches, ma credo che non arriverà un euro. Problemi che si aggiungono a uno che già c'era e che dovrà essere preso in seria considerazione al momento della ripartenza, cioè quello del trasporto: per chi ha un contratto part time o doppi turni i costi di quel tratto autostradale sono davvero elevati”.
I temi non mancheranno, dunque, quando le sigle e la San Mauro si siederanno (virtualmente) intorno a un tavolo per cercare di riprendere a lavorare appena possibile.
“Bisogna guardare in maniera positiva alla decisione di rinunciare agli affitti per aiutare i brand e mettere al riparo i posti di lavoro. Nel corso del dialogo con la proprietà - prosegue Luca Comiti, segretario provinciale di Filcams Cgil - chiederemo di cercare soluzioni per mantenere i livelli occupazionali in termini numerici e di qualità e andremo alla ricerca delle modalità migliori per garantire la sicurezza dei lavoratori. Si tratta di misure che dovremo essere pronti ad applicare da subito, in modo da non farci trovare impreparati e perdere tempo prezioso per i marchi e i dipendenti. Noi chiaramente ci siamo, a 360 gradi”.
Per Mirko Talamone, segretario provinciale della Fisasct Cisl, ci saranno da affrontare due fasi. “Siamo impegnati nella salvaguardia del lavoro per brand e lavoratori: abbiamo firmato gli ammortizzatori sociali con tutte le aziende che lo hanno chiesto. Siamo però preoccupati perché non è chiaro come saranno le procedure e per il fatto che c'è già chi parla di chiusura anche per il mese di maggio. Situazione complicata: lo dimostra la richiesta di concordato preventivo di Scarpe e scarpe, brand presente a Le Terrazze: la condizione era difficile anche prima, ma adesso è ancora peggiore e non sono stati versati gli stipendi di febbraio, per quelli successivi si vedrà... Poi ci sarà la fase della ripartenza: siamo pronti a confrontarci con la direzione per organizzazione e soprattutto sicurezza del lavoro. Garantire i dpi previsti, stabilire come poter accedere all'interno dei negozi, investimenti per gli impianti di condizionamento... pronti a ripartire con la tutela di lavoratori e clienti”.

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