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"Senza segnali forti da istituzioni, turismo Val di Vara rischia collasso"

Il Consorzio Il Cigno legge i numeri degli ultimi quattro anni e fa una panoramica su un'attualità complicata.

Numeri al setaccio
"Senza segnali forti da istituzioni, turismo Val di Vara rischia collasso"

Cinque Terre - Val di Vara - Come da tradizione il Consorzio Il Cigno analizza, su dati ufficiali dell’Osservatorio Turistico della Regione Liguria, l’annuale andamento dei flussi turistici della Val di Vara distinti per Comune. “Abbiamo ritenuto utile fornire, sia per arrivi che presenze, un quadro comparato dell’ultimo quadriennio dal 2016 al 2019 che ci consente di analizzare più compiutamente la situazione – spiegano dal Consorzio -. Nell’esaminare i dati è utile sottolineare che la Regione Liguria fornisce quelli dei Comuni di Rocchetta di Vara e Zignago oltre a Bolano e Follo, questi ultimi limitatamente al 2019, sommati fra loro”.

Partiamo dagli arrivi, che rappresentano il numero di clienti ospitati all’interno delle strutture ricettive, per capire l’effettivo andamento nei vari Comuni con riferimento all’ultimo quadriennio. “Sono confermati nel complesso i dati del 2018 – continuano dal Cigno - con un leggero trend in aumento per Carrodano e la sostanziale tenuta di Pignone, quest’ultimo in testa con 6.869 ospiti in arrivo nel 2019; più distanziato Carro che mostra significativi segni di ripresa nell’ultimo anno dopo la flessione del 2018 mentre Riccò del Golfo torna ai valori del 2017 e Beverino, che è terzo per arrivi nel 2019, vede una leggera flessione. Preoccupa il dato di Varese Ligure che evidenzia una diminuzione al pari di Maissana. Nel complesso della Val di Vara il numero di arrivi dell’ultimo anno è il più basso del quadriennio con 33.846 unità, compensato tuttavia dal numero delle presenze, che risulta in incremento rispetto al 2018. Il rapporto fra ospiti italiani e stranieri è disomogeneo nei vari Comuni sia per quanto riguarda gli arrivi che le presenze. Mentre a Riccò del Golfo, Pignone e Beverino il numero degli stranieri supera notevolmente quello degli italiani, a Carrodano e Borghetto di Vara la situazione si presenta completamente rovesciata, soprattutto nel secondo, dove le presenze di ospiti provenienti dal territorio italiano raggiungono le 16.380 unità a fronte e quelle straniere che arrivano a malapena a 1.618”. Negli altri Comuni il rapporto si presenta invece più equilibrato.

Caso a sé, del tutto singolare nel panorama della Val di Vara, è rappresentato dal Comune di Borghetto di Vara. “Qui – continuano dal Consorzio - gli arrivi nel 2019 calano a 2.239 unità rispetto ai 4.028 del 2016 che, dato che allora lo poneva al terzo posto. La situazione è completamente ribaltata guardando le presenze sempre del 2019, che stanno ad indicare il numero di pernotti nelle strutture: a Borghetto di Vara sono 17.998 con un notevole balzo in avanti rispetto al 2016, superiore anche a Pignone che si attesta a 16.948 peraltro con un costante trend in crescita. Tutto questo dimostra che, di fronte al calo degli arrivi nell’ultimo anno, aumenta il numero dei pernotti a significare che la Val di Vara rappresenta per molti turisti la soluzione ideale per costi e qualità del servizio con la possibilità di raggiungere sempre e in ogni caso le Cinque Terre e la Riviera in tempi ragionevolmente brevi”. Comparando ancora arrivi e presenze nei vari Comuni si conferma la diversa situazione esistente fra quelli prossimi alla costa rispetto a tutti gli altri, anche se non mancano segnali di crescita a Calice al Cornoviglio, Brugnato e Rocchetta di Vara – Zignago. “Analizzando ancora gli arrivi – spiegano dal Cigno - segnaliamo risultati significativi a Carro e Carrodano che consentono di limitare il trend negativo del 2019 a livello di Val di Vara. Passando alle presenze si registra un forte balzo in avanti di Borghetto di Vara che sale al primo posto scavalcando Pignone che evidenzia in ogni caso un andamento positivo e costante nell’ultimo quadriennio. Seguono molto distanziati Beverino e Carrodano. I dati complessivi delle presenze a livello di Val di Vara vedono un sensibile miglioramento rispetto al 2018 con il superamento della soglia delle centomila unità”.

Certo, ora c'è da fare i conti con quest'anno maledetto. “Il 2020 rimarrà negli annali come un anno infausto sotto ogni profilo. E’ rilevabile, sulla base del trend osservato fra maggio e inizio giugno, un primo positivo ritorno della Val di Vara a un turismo cosiddetto esperienziale e all’aria aperta, che richiama in questa fase presenze in prevalenza locali. Apprezziamo la scelta del Parco Nazionale delle Cinque Terre di avviare una fase di rilancio che guarda alla salvaguardia e valorizzazione del territorio come pure alla fruizione del grande patrimonio rappresentato dalla rete sentieristica. E’ auspicabile al riguardo che il progetto di integrazione costa – entroterra relativo ai collegamenti fra Alta Via dei Monti Liguri, Cinque Terre e Riviera, approvato dal Gal della Provincia della Spezia, possa entrare presto nella fase esecutiva favorendo lo sviluppo di pratiche molto importanti quali trekking e mountain – bike. Riteniamo infine che la situazione in atto possa facilitare, in una visione di rete e senza inutili e dannose rincorse localistiche, una graduale ripartenza senza aspettative miracolistiche. Si tratta di un trend appena avviato che abbisogna però di essere accompagnato da segnali forti da parte delle istituzioni, pena il collasso del comparto turistico”.

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