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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Maggio - ore 13.53

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"I grandi flussi rallentano il turismo. Nel 2019 i primi segni negativi"

Eugenio Bordoni tour operator e responsabile Confesercenti turismo: "Per il futuro del settore vanno superati i colori politici, altrimenti si rischia di spendere male ogni euro".

l'analisi
"I grandi flussi rallentano il turismo. Nel 2019 i primi segni negativi"

Cinque Terre - Val di Vara - Giganti del mare in rada, più di tredicimila persone sparpagliate sul territorio e nessun intasamento alle Cinque Terre nonostante il cielo, ieri, abbia concesso una tregua e quindi invogliando maggiormente la scoperta dei territori immediatamente limitrofi.
Dunque ieri alle Cinque Terre non si sono verificate situazioni al limite, stazioni e borghi liberi dalla ressa. La domanda nasce spontanea, come mai? Respirare alle Cinque Terre non è un peccato, anzi, è quello che fondamentalmente vorrebbero da tempo operatori e turisti. Tutti si rendono conto che rimanere bloccati, seppur in uno sfondo da cartolina, non giova a nessuno.
Se quello di ieri può sembrare un miracolo, in realtà, mette in evidenza un altro aspetto: non sono soltanto le crociere che facilitano i grandi flussi nel territorio. In maniera molto più approfondita sul tema, assieme a Città della Spezia, a centrare il punto è Eugenio Bordoni tour operator e responsabile di Confesercenti turismo che ieri, probabilmente giorno del picco assoluto delle crociere, si è confrontato con i suoi associati.

“Le crociere - spiega - per il territorio sono ancora una novità ed è inutile negare che da 450mila crocieristi a 700mila è davvero un bel salto. Se però andiamo ad analizzare i numeri, anche nel momento di maggiore espansione non va a incidere di per se sui flussi e nei posti più sensibili: le stazioni e i borghi. Questo avviene perché di mille persone che sbarcano, alle Cinque Terre ne arriva meno del 35-40 per cento. Sono numeri che costituiscono una minoranza anche se considerassimo il fatto che arrivano con un solo vettore. Si tratta di un flusso minimo rispetto a quelli che si presentano in altre giornate dell'anno. Quando si parla di spazi intasati e battelli che saltano a causa del mare mosso (si è verificato il 27 aprile) è necessario fare caso ai numeri e non demonizzare un attore unico perché la vicenda è ben più complessa. Ci sono centinaia tra tour operator giornalieri, gite organizzate con i bus turistici provenienti da altre regioni che rappresentano una percentuale altissima. Nel totale vanno inseriti anche gli individuali che costituiscono la maggioranza: persone che soggiornano nella provincia, oppure nelle aree limitrofe. Girano il territorio anche gli individuali che fanno parte sempre della maggioranza. Vengono dal resto della Liguria, Parmense, basso Piemonte, Versilia solo per citarne alcuni”.

“La situazione quindi è composta da tanti attori e da molto turismo individuale - ha proseguito - . Il problema che si viene a creare è che molte di queste persone conoscono poco il territorio e questo processo, in parte, è influenzato anche da internet. Prima della grande diffusione dei social network e di internet in generale il tour operator aveva un ruolo centrale. Oggi siamo stati disintermediati da internet, quindi, quando le persone decidono di muoversi buona parte lo fa in base al passaparola. In base a un recente report di Google, ogni giorno, al mondo vengono pubblicate un miliardo di foto che tramite i social media alimentano il desiderio del luogo che immortalano. E quindi siamo 'noi stessi' ad alimentare questo meccanismo di desiderio. Quando sentiamo termini come 'regolare', 'influenzare', in realtà abbiamo davanti degli attori che sono difficili da inquadrare”.

Le sfide da cogliere sul turismo ci sono e da quasi due anni si è parlato periodicamente della Dmo, potenziale “cabina di regia” per il settore. “Io faccio parte dei tavoli sulla tassa di soggiorno nel Comune di Riomaggiore e alla Spezia - spiega Bordoni - e ora c'è attesa per capire se all'interno della Dmo entreranno anche le associazioni di categoria e la Camera di commercio Riviere Liguria. L'espressione 'cabina di regia' è una definizione ottimista e il fulcro sono gli amministratori che devono cominciare a capire che devono collaborare nella diversità. Non si può negare che le Cinque Terre sono soggette all'intasamento ma davanti a una domanda mondiale crescente, in base ai report sappiamo che ora girano 1.2 miliardi di persone e che sono destinate a diventare 2 miliardi entro il 2030, non possiamo incidere sugli spostamenti. Ed è qui che si gioca la partita: ci sono zone suggestive e importanti che andrebbero coinvolte e valorizzate basti pensare alla baia del Levante e la Val di Vara, il Golfo dei Poeti. D'altra parte gli amministratori locali non devono pensare che ci sia dietro qualche strategia per levare qualcosa ai territori. Sarebbe un vantaggio reciproco lavorare su un territorio più ampio perchè pubblicizzando un'area vasta viene meno 'l'effetto imbuto'. Una campagna coordinata darebbe sollievo ed eviterebbe un feedback negativo. Una rete che funziona permetterebbe anche il rafforzamento delle infrastrutture: piste ciclabili ad esempio”.

Un primo bilancio dopo i flussi intensi di aprile si può fare e la memoria è ancora fresca di una Vernazza invasa con centinaia di turisti accalcati per prendere un treno. “Non c'è dubbio che immagini di un certo tipo possano spaventare - prosegue - . Dal punto di vista del lavoro c'è stata un'altissima concentrazione nella seconda parte del mese di aprile a causa di tre festività concomitanti (Pasqua, Liberazione, festa del lavoratori, ndr) e molto vicine che hanno portato a uno sbilanciamento. La prima parte del mese invece è stata molto più lenta e tranquilla. In realtà a livello nazionale c'è stato grande dibattito che ha prodotto un ritardo. I tour operator sia incoming che outgoing denunciavano ad aprile un ritardo per i mesi seguenti, per molti, dovuto a questa concentrazione. In realtà per la provincia spezzina questa potenzialmente potrebbe essere la prima stagione con segni negativi oppure un rallentamento della crescita a dovuto anche a fattori infrastrutturali che ci portiamo dietro da tempo ”.

“L'accessibilità della Liguria si conosce e per la sentieristica delle Cinque Terre non sono stati fatti grossi passi in avanti - spiega -. Il comprensorio chiaramente non è fermo, se però pensiamo al Sentiero Azzurro, sul mare, che collega da Riomaggiore a Monterosso le prime due sezioni sono chiuse da sette anni. Sul secondario, quindi sui sentieri verticali e alti di competenza del Parco nazionale delle Cinque Terre, è stato fatto un buon lavoro. Il problema di fondo è che non ci sono abbastanza soldi per le esigenze del territorio. Se pensiamo al bilancio sociale del Parco, presentato qualche mese fa, è in miglioramento e secondo la Corte dei conti il migliore tra tutti i parchi nazionali per quanto riguarda l'autofinanziamento. Emerge però che tutti i soldi che rimangono dalla Cinque Terre card non sono sufficienti. La card viene venduta a 1.2 milione di persone su 3 che vengono alle Cinque Terre, poco più del 30 per cento, questo significa che per il pubblico non rimane molto. Ci sono dei costi che ricadono sul territorio di inquinamento fisico e acustico che non vengono ripagati in nessuna maniera. Potrebbe essere utile una riforma della Cinque Terre Card e che includa anche altri vettori (battelli, bus, crocieristi). La vera sfida oggi è fare in modo che i visitatori investano su ciò che è pubblico e riuscire a spalmare i flussi sul resto del territorio”.

“Serve uno scatto culturale da parte degli amministratori - conclude Bordoni – perché il fenomeno è nuovo. Non si può pensare che un Comune possa concorrere da solo perché ogni euro speso rischia di essere speso male. Sarebbe importante capire che al di là del colore politico il turismo è un fenomeno di economia tra le reti”.

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