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Ulisse e il fedele Argo nel tramonto di Monterosso

Ulisse e il fedele Argo nel tramonto di Monterosso

Cinque Terre - Val di Vara - Dopo l’alba, il tramonto. “5 Terre Art Festival albe e tramonti”, ideato da Teatro Pubblico Ligure con la direzione artistica di Sergio Maifredi, prosegue martedì 18 luglio al calare del sole (ore 21) sul molo di Monterosso con “Odissea un racconto mediterraneo”. L’attore Roberto Alinghieri, diretto da Maifredi, si sofferma su un canto particolare del racconto omerico, il canto XVII dedicato a “Odisseo e il fedele cane Argo”. Chi non ricorda almeno il nome di Argo, il vecchio cane di Odisseo, l’emblema, l’immagine archetipica della proverbiale fedeltà del miglior amico dell’uomo? Di lui Omero canta nel XVII canto dell’Odissea, una manciata di versi di commovente intensità capaci di restituirci il senso dell’attesa tenace e testarda, la gioia del riconoscimento, la capacità - del cane più che dell’uomo- di tenere sempre viva la speranza. Odisseo è approdato nell’agognata Itaca, ma il suo peregrinare è tutt’altro che giunto al termine; la sua reggia è assediata dai proci e l’eroe, rimasto lontano per venti lunghi anni, non può ancora rinunciare, per opportunità, al presentarsi come straniero ed estraneo in casa propria. Si aggira per questo sotto mentite spoglie, quelle di un mendicante, vestito di stracci. Ma se il camuffamento ha pieno successo con gli uomini, non si può dire lo stesso per Argo; l’amatissimo cane infatti lo riconosce immediatamente e con sforzo immane ritrova la perduta vitalità, quel che basta per dimostrare all’adorato padrone che lo ha riconosciuto e dedicargli quell’ultimo gesto di affetto per poi morire. Roberto Alinghieri, raffinato interprete di teatro contemporaneo, restituisce un Odisseo moderno, uno spettacolo di rara intensità, una Odissea nostra contemporanea, delicata e poetica. 

Il “5 Terre Art Festival albe e tramonti” è realizzato da Teatro Pubblico Ligure con il sostegno di Regione Liguria, Ente Parco Cinque Terre, Comuni di Riomaggiore, Monterosso e Vernazza.

Ulteriori informazioni su www.teatropubblicoligure.it o al numero 0187/7760219

“5 Terre Art Festival albe e tramonti” è la novità dell’estate di Teatro Pubblico Ligure. Per la prima volta gli spettacoli andranno in scena in alcuni dei luoghi più belli della Liguria, un ambiente unico e noto ai turisti di tutto il mondo. Gli appuntamenti si svolgeranno in due momenti speciali della giornata: all’alba e al tramonto, quando la luce naturale riserva agli occhi i suoi effetti più speciali. Teatro fuori orario per un pubblico in cerca di emozioni, perché se al tramonto gli spettacoli sono davanti al mare, all’alba si spostano tra i boschi alle spalle dei borghi, davanti a santuari che da secoli sono stato eretti per proteggere gli abitanti di questi luoghi isolati e splendidi. 
Il programma prosegue martedì 26 luglio all’alba Mario Incudine e Antonio Vasta saranno al Santuario Montenero di Riomaggiore per accogliere il pubblico con le note di “Anime migranti”. Infine martedì 1 agosto a Vernazza, il tramonto farà da sfondo a “Odisseo e Penelope” presentato da Tullio Solenghi, che dà voce al canto XIX di “Odissea un racconto mediterraneo”.
“Odissea – Un racconto mediterraneo – spiega Sergio Maifredi - è un progetto permanente, un percorso da costruire canto dopo canto scegliendo come compagni di viaggio i grandi cantori del teatro contemporaneo e quegli artisti che sappiano comunicare in modo estremamente diretto, non con la protezione del “buio in sala” ma guardando negli occhi il proprio pubblico, non proteggendosi dietro gli schermi delle belle luci o di una bella musica di sottofondo ma affrontando a mani nude la parola. Odissea ha debuttato nel 2009 e ha inchiodato ai sedili di pietra dei teatri antichi e di velluto rosso migliaia di spettatori e che al teatro romano di Fiesole porta sei spettacoli affidati ai più grandi interpreti di oggi”.
PROSSIMI APPUNTAMENTI:
Mercoledì 26 luglio
RIOMAGGIORE – Santuario Montenero – All’alba (ore 5)
“5 Terre Art Festival albe e tramonti
MARIO INCUDINE e ANTONIO VASTA
ANIME MIGRANTI
Musica e parole

Anime Migranti è una riflessione in musica e parole per non dimenticare da dove veniamo – spiega Incudine –: dalla Sicilia si alza un canto a più voci per raccontare il nostro tempo, un tempo in cui le nostre coste sono teatro di tragedie, di gommoni che non riescono a toccare riva e di mari divenuti ormai cimitero di molti, troppi, disperati. Per questo motivo ho voluto condividere questo progetto con tanti amici, grandi artisti, attori, cantanti, musicisti, perché sia un unico abbraccio, un’unica voce, un’unica bandiera per la pace e l’amore tra i popoli. C’era una Sicilia che ha visto partire, c’è una Sicilia che vede arrivare. Questa è la Sicilia che si è messa a cantare». La migrazione, secondo Incudine, è uno specchio nel quale si riflette la Storia, una tela di occhi che si scambiano sguardi disperati da Palermo a Tunisi, da New York a Baghdad.
"Mario trasmette, reinventa e ricrea. Il cunto nella sua bocca e nei suoi segni espressivi ti fa saltare sulla sedia, ti fa partecipe di vicende secolari, ti diverte ti destabilizza, perché Mario nel suo essere hic et nunc è antico e contemporaneo, giovane e vecchio, con lui siamo nel passato, nel presente e nel futuro, ma non solo noi, lo è l’eredità di cui siamo collettivamente ed individualmente responsabili."
Moni Ovadia
Martedì 1 agosto
VERNAZZA – Sul molo, al tramonto
“5 Terre Art Festival albe e tramonti”
TULLIO SOLENGHI
ODISSEA UN RACCONTO MEDITERRANEO
Odisseo e Penelope (Canto XIX)
Progetto e regia di Sergio Maifredi

In Penelope Odisseo ritrova un suo doppio. Penelope è astuta almeno quanto il suo sposo. E’ stata astuta nel tener testa ai pretendenti, inventando l’eterno gioco della tela, ed è astuta ora nel saggiare chi dice d’esserle marito. E se Telemaco e la Nutrice possono credere che l’uomo che hanno davanti è il re di Itaca, che è tornato, che ha ucciso i proci ed ha ristabilito l’ordine, a Penelope questo non basta. Lo mette alla prova ancora una volta. Ordina alle ancelle di spostare il letto nuziale. Solo lei e Odisseo sanno che quel letto è intagliato nel tronco di un secolare ulivo che affonda le radici nella terra dei padri. “Nessun umano lo può spostare!” dice lo straniero. E Penelope si scioglie in un pianto trattenuto da vent’anni. La notte la passeranno ad aversi e a ritrovarsi. Raccontandosi due decenni trascorsi nell’attesa e nel ritorno

Ulteriori informazioni su:
www.teatropubblicoligure.it
o telefonando al numero 0187760219, Comune di Riomaggiore

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