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Ultimo aggiornamento: Sabato 20 Ottobre - ore 17.45

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Rampini: "Immigrazione, la storia spiega tutto"

L'intellettuale e giornalista torna in Liguria e racconta le sue "linee rosse", fatte di uomini che si muovono, confini che dividono, imperi che nascono e falliscono. Per capire di più cosa sta succedendo nel mondo.

a “Monterosso: un mare di libri”
Rampini: "Immigrazione, la storia spiega tutto"

Cinque Terre - Val di Vara - Da Donald Trump, che segue giornalmente come inviato di Repubblica negli Stati Uniti, al terrorismo internazionale che invade l'Europa, dalla questione immigrazione al razzismo che arriva, o meglio che torna, passando per le guerre, non solo militari, di Vladimir Putin e proseguendo con l'analisi del fenomeno dell'economia globalizzata che passa dalla Cina e arriva fino all'India, analizzando le paure rabbiose delle classi medie impoverite e furibonde. In un libro, "Il Tradimento" (edito da Mondadori nel 2016) e dal vivo, ieri sera nella cornice mozzafiato del molo dei pescatori di Monterosso, Federico Rampini "consuma" le ferie nella sua Liguria, luogo del cuore, dov'è nato e dove torna ogni volta che può, da "nomade globale", come ama definirsi. Saggista e autore teatrale, intellettuale di sinistra, a colpi di slide, propone il tema "Le linee rosse. Uomini, confini, imperi: le carte geografiche che raccontano il mondo in cui viviamo” che è anche il titolo della sua ultima fatica letteraria, di recente pubblicazione.
Già giornalista di «Rinascita» e de «Il Sole 24 Ore», poi capo della redazione milanese e inviato del quotidiano «La Repubblica» a Parigi, Bruxelles, San Francisco e Pechino, oggi Rampini è capo della redazione di New York del quotidiano ideato da Scalfari. Ha insegnato alle Università di Berkeley, Shanghai e al Master della Bocconi. Tutto questo, giusto per inquadrare il personaggio che, sostenuto dall'introduzione di Marco Ferrari, che è un po' il padrone di casa della manifestazione "Monterosso: un mare di libri": "Quando Donald Trump viene in Europa litiga con tutti, ma lui come del resto Obama non ha del tutto torto quando dice che in Europa non si spende abbastanza nella difesa degli Stati" - attacca così Rampini, nella sua "lezione" a braccio. Dalla caduta dell'impero inglese, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale, alla zampata degli Stati Uniti, fino all'egemonia cinese, in forte ascesa, fra mille contraddizioni.

"Gli imperi in crescita costruiscono strade, quelli in declino muri". Della Cina, Rampini - che a Pechino ha abitato a lungo verso la metà degli anni 2000 - racconta anche l'altro lato della medaglia: "Stanno investendo 1000 miliardi per le nuove vie della Seta. Parliamo di chilometri di infrastrutture, di fibre ottiche, di centrali elettriche. Acquistano porti come il Pireo in Grecia, e mirano quelli di Genova e Trieste. La grande muraglia cinese fu costruita per tentare di difendere i confini smisurati di quella terra e a conti fatti fu un fallimento. La Cina oggi ha bisogno di energia e infatti si sta comprando l'Africa: hanno bisogno di terre arabili per l'approvvigionamento di 1,3 miliardi di persone. Moriremo cinesi? Per arrivare a dire questo, la Cina dovrà diventare una fabbrica di valori e maturare un "sogno cinese" come successe in America nel '900. Ma c'è un regime autoritario, lo scoglio più grande".

"La Germania è un animale carnivoro".
E l'Europa? "Vive un dramma sotto gli occhi di tutti, perde pezzi per strada: l'Inghilterra è uscita, mentre c'è da chiedersi quanto la Spagna rimarrà unita. Polonia e Ungheria hanno avuto una svolta autoritaria. Pensiamo tutti ad un'Europa più piccola, magari simile a quella che si costituì negli anni '50 con solo sei paesi fondatori". Rampini abbandona per un attimo l'attualità per tornare indietro, molto indietro nel tempo: "Carlo Magno, che era nato ad Aquisgrana, creò l'antesignano dell'Euro, il Sacro Romano Impero durò nove secoli e non era poi così diverso dall'originaria comunità europea novecentesca. Era federalista. La Germania di Bismark si unì come mai prima era successo, quella di Hitler cercò un'espansione europea, poi Koll costruì le circostanze per l'abbattimento del muro di Berlino: una grande potenza era pronta per diventare leader dell'Europa ma oggi la Germania ha un capo come Angela Merkel, fortemente indebolito dall'ultima batosta alle elezioni legislative. La Germania così come la Russia è un animale carnivoro ma con delle differenze". Secondo Rampini uno dei problemi mai risolti della Russia è che da sempre non ha barriere contro gli invasori. "Putin, esattamente come gli zar del tempo, ha una grande dimestichezza con la politica estera ma ha fallito il processo di modernizzazione del Paese. Il Pil è di poco superiore a quello della Spagna".

"Ad Oriente la crescita economica non va di pari passo con un aumento dei diritti. E che dire dell'Estremo Oriente? "In India Gandhi riuscì ad ottenere l'indipendenza con una grande rivoluzione civile ma perse negli anni tanti stati che avrebbe voluto unire: dal Bangladesh alla Birmania, passando per il Pakistan, luogo di genocidi, con un'atomica a disposizione. Non gli consentirono di fare ciò che avrebbe voluto, unendo tutte le religioni di quel pezzo di mondo. Nel 1961 a Singapore si moriva di malaria, oggi è la Svizzera di quella zona. La Corea del Sud ha fatto passi da gigante, come Taiwan, Honk Hong, stati che hanno vinto la sfida della modernità creando le occasioni per una crescita economica che non va di pari passo con un aumento dei diritti. Il Vietnam, retto dal partito comunista, segue il modello cinese, autoritario e centralista". E il cattolicesimo? Un altro "soft power" anche se il Papa polacco Karol Józef Wojtyla fu determinante per la fine del Comunismo".

"Immigrazione, tutto come racconta la storia". Il clou della serata è la parte riguardante il fenomeno migratorio, un tema che divide l'opinione pubblica come sempre. Rampini fa alcune sovrapposizioni, utili a "digerire" il relativismo umano: "Macron pone i confini col Nord Africa a Ventimiglia piuttosto che a Bardonecchia, idem l'Austria col Brennero, ma anche gli inglesi che fermano l'Europa a... Calais. Si sta tornando indietro e come spesso accade in questi periodi bui gli imperi regolano i flussi alle frontiere. L'Antica Roma usava i barbari come poliziotti di frontiera, pagandoli. Oggi Erdogan fa qualcosa di molto simile, con l'accordo fra Turchia e Ue per bloccare l'immigrazione". La questione immigrazione è analizzata attraverso alcune delle slide più interessanti, scelte da Rampini: "In Usa il centro del paese è storicamente repubblicano, nelle due coste si vota democratico: e la gente preferisce vivere in un posto dove tutti la pensano come al loro stesso modo. In Inghilterra la Brexit ha contato sui voti dei contadini. La verità è che la classe media operaia si è spostata a destra in tutto l'occidente. Dagli anni '60 a metà dei '90 abbiamo assistito ad un boom della democrazia, poi è sopraggiunta una recessione forte: c'è meno fiducia che sia quello il sistema più valido".

"Internet, l'illusione della democrazia". Un passaggio sul web è inevitabile: "La rete ci collega ma non ci rende più uniti: in Cina circolano molte meno notizie di quanto si sappia. Se voglio leggere qualcosa di occidentale da Pechino faccio sempre più fatica: www è... una finzione. Eppure sono più tecnologici di noi. Da quella parte c'è Alì Babà, di qui Amazon ma mentre Jeff Bezos, capo della società leader dell'e-commerce occidentale, si è comprato il principale giornale di opposizione (il "Washington Post") per dare contro Trump, Jack Ma non può fare nulla perchè in Cina non esiste nemmeno un giornale d'opposizione".

La globalizzazione del Prosecco. La chiosa della serata strappa un sorriso. "Vivo da anni a San Francisco, forse la città più elegante ed acculturata d'America, dove si produce del vino ormai eccellente. Nel 2000 hanno conosciuto il Prosecco, oggi non c'è un bar che non lo ha. Una grande operazione di marketing che viene dal Veneto. Ma non c'è solo la California: anche in mezzo, dove noi giornalisti radical chic non andiamo (come direbbe Crozza) ma dove invece sono stato spesso ad intervistare gli operai che hanno votato Trump, ci sono hotel dove si vende Prosecco. Ad Helsinki dove sono stato recentemente servono lo spritz mentre nel 2004 in Cina un gruppo di giovane, stanco del solito te, ha preteso caffè prima e gelato poi. All'esterno presentarsi all'interlocutore come italiano è sempre un valore aggiunto: bellezza, arte, passato, conservazione. Ecco perchè quando passeggiano alle Cinque Terre non si vogliono perdere nulla, ecco perchè i cinesi guardano come ci vestiamo, cosa mangiamo e cosa beviamo. No, non siamo l'ombelico del mondo, ma il mondo ha un sogno solo: vivere come noi".

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