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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Settembre - ore 13.01

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Ponzò è l'avanguardia dei gioielli dimenticati | Foto

Il tetto della chiesa di San Bartolomeo è a rischio crollo. Si prova la carta dei Luoghi del Cuore FAI. Figoli: "Meritiamo di essere considerati un bene da proteggere".

il borgo rotondo
Ponzò è l'avanguardia dei gioielli dimenticati

Cinque Terre - Val di Vara - Dal tetto marcito di San Bartolomeo il panorama è incantevole. E oggi c'è chi ci vede anche la rinascita dei borghi storici di Riccò del Golfo. Immersi nel verde dei monti, abbracciati alla rete dei sentieri, protetti dall'ombra dei tigli e dei castagni, bisbigliano con i torrenti che scendono a valle. Respirano il mare senza mai vederlo, perché oltre le creste che fanno corona ci sono le Cinque Terre da un lato e il Golfo della Spezia dall'altro. Di là il maestoso monte Gottero e l'Appennino. Di questo microcosmo disteso lungo l'Aurelia, Ponzò è diventato la vedetta sul mondo di fuori con la candidatura ai Luoghi del Cuore del FAI.
Non è la prima volta. Ci avevano già provato nel 2016 e nel 2018 e perfino nel 2003 a farsi spazio tra mete più famose e "chic". Voti raccolti: tre, uno per edizione. A pochi chilometri in linea d'aria ci sono cartoline mozzafiato come quella di Monesteroli, che fa a gara per la vetta. Questa volta però qualcosa di diverso sembra scattato e i voti sono già a 120. Forse la leva è stata vedere la copertura della chiesa adottare la plastica e il color verdone delle sedie lasciate in ordine sulla piazzetta che domina tutto il borgo. Quel telo racchiude almeno ottocento anni di storia, probabilmente di più perché sotto l'impianto romanico si intravede un passato ancora più remoto. "Stava collassando - spiega il sindaco Loris Figoli -. Così di tre chiese antiche che ha, Ponzò oggi rischia di rimanere senza luoghi di culto. Ci tengo a dire che la spinta a partecipare al censimento FAI è nata dalla collettività e l'amministrazione ha preso la palla al balzo. Qualcosa c'è da raccontare di questi luoghi se anche i tecnici Unesco che hanno visitato il territorio, visto che siamo zona buffer con la costa che è Patrimonio mondiale dell'umanità, erano rimasti colpiti".

Ponzò è un anello di pietra su un poggio con più di una casa disabitata. Gli spezzini lo conoscono per la forma perfettamente circolare, impossibile da non notare. C'era un castello, di cui rimangono i resti del torrione, in cui sono passati gli Estensi, i Malaspina e infine la Repubblica di Genova. C'è una cappelletta ai piedi del paese sempre aperta, dentro cui nidificano le rondini. E poi un silenzio che ti mette a tuo agio. "Non ho pretesa di arrivare ad un risultato monetizzabile, ma quantomeno di farne l'inizio di un processo di promozione - continua Figoli -. Cerco in questi anni di governo di provare a mettere una bandierina su tutto ciò che non è oneroso per l'ente. Se la gente prende atto del patrimonio che abbiamo sotto mano, si può innescare un circolo virtuoso che tocca l'aumento del valore immobiliare ma anche l'incremento dell'amor proprio".
Siccome la modalità telematica non è per tutte le generazioni, si passerà anche casa per casa a raccogliere le preferenze cartacee. "Tra i 150 residenti circa di Ponzò, non ci sono solo gli anziani però - spiega il primo cittadino -. Il grande spopolamento lo abbiamo subito negli anni Novanta, quando si preferiva iscrivere i figli alle scuole di Fossitermi. Poi fummo il primo comune in Italia ad avviare in via sperimentale la doppia lingua straniera alle medie, francese ed inglese, e il trend si è invertito. Ben prima del completamento del traforo che ci ha avvicinato al capoluogo. Si viene ancora a stare a Riccò perché siamo in mezzo alla natura eppure vicini alla città, ma vogliamo sempre più che si abbia coscienza di quello che c'è attorno. Scuola e ambiente: chi investe in questo, ha sempre un ritorno".

Le case dei nonni vengono recuperate e quelle che vengono messe in vendita trovano una platea. "Milanesi, bergamaschi, lodigiani, ma anche francesi e tedeschi - dice Figoli -. A Ponzò, a Castè o a Serenella ci sono comunità consolidate. A Casella si sono trasferiti un po' di studenti del Polo Marconi". Manca un riconoscimento dell'aspetto storico-artistico. Se si scorre la lista dei beni sottoposti a vincolo architettonico dalla Soprintendenza Ligure, delle antiche chiese e degli antichi borghi di Riccò neanche l'ombra. "Forse perché non abbiamo il mare - considera il sindaco -. Con il nuovo Puc metteremo a garanzia una serie di cose in questo senso. Ma intanto il motivo per partecipare ai Luoghi del Cuore è scuotere proprio quell'albero. Siamo un'area archeologica a metà strada tra la costa e l'entroterra, la cui peculiarità non è ancora stata riconosciuta. Avrei molta più facilità nell'aggredire progetti e finanziamenti se mi venisse riconosciuto questo valore aggiunto formale. Aiutateci a spingere questo cavallo di Troia".


Link per votare la chiesa di San Bartolomeo a Ponzò.

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