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Massimo Cacciari a Monterosso per presentare "Il lavoro dello spirito"

per "un mare di libri"
Massimo Cacciari a Monterosso per presentare "Il lavoro dello spirito"

Cinque Terre - Val di Vara - Mercoledì 22 luglio alle ore 21.30 al Molo dei Pescatori di Monterosso, Massimo Cacciari presenta “Il lavoro dello spirito” edito da Adelphi. Interviene Luca Basile. L’incontro rientra nella rassegna “Monterosso un mare di libri” giunta alla quarta edizione. “Ad aprire a un mondo di illimitate potenzialità era chiamato il Sistema della scienza, il pensare filosofico dell’Occidente divenuto pensiero scientifico, capace cioè di comprendere in sé lo stesso potere della scienza moderna nella sua indistricabile unità alla Tecnica” così inizia il volume di Cacciari dedicato a Max Weber. Tra il 1917 e il 1919 Max Weber tenne due conferenze dal titolo “Die geistige Arbeit als Beruf”, che si può tradurre “Il lavoro dello spirito come professione”. Formulazione quanto mai pregnante, perché rappresentava l’idea regolativa, il progetto e la speranza che avevano animato il mondo della grande cultura borghese tra Kant e Goethe, tra Romanticismo e Schiller, tra Fichte e Hegel e avrebbero costituito il filo conduttore dello stesso pensiero rivoluzionario successivo, da Feuerbach a Marx. “Il lavoro dello spirito – spiega Cacciari - è creativo, autonomo, il lavoro umano considerato in tutta la sua attuosa potenza e volgersi alla sua affermazione significa liberazione di ogni attività dalla condizione di lavoro comandato, dipendente, e cioè alienato. Ma il suo dissolversi nella forma capitalistica di produzione, nell’universale macchinismo, che fagocita quella Scienza che pure è l’autentico motore dello sviluppo, finisce col delegittimare la stessa autorità politica, che nella promessa di liberazione trova il proprio fondamento”.
Lo spirito del capitalismo finirà col destrutturare completamente lo spazio del Politico, riducendolo alla forma del contratto? O tra scienza e politica sono ancora pensabili relazioni che ci affranchino dal nostro debito nei confronti del procedere senza mete né fini del sistema tecnico economico? Sono le attuali domande che, un secolo fa, nessuno ha posto con la drammatica chiarezza di Max Weber e con le quali oggi Massimo Cacciari si confronta.

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