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Le donne contadine protagoniste a Suvero con “Sebben che siamo donne”

Le donne contadine protagoniste a Suvero con “Sebben che siamo donne”

Cinque Terre - Val di Vara - Il libro di Giorgio Pagano e Maria Cristina Mirabello “Sebben che siamo donne. Resistenza al femminile in IV Zona Operativa, tra La Spezia e Lunigiana” ha fatto tappa anche a Suvero, in occasione dell’anniversario del rastrellamento del 3 agosto 1944. Erano presenti il Sindaco di Rocchetta Vara Riccardo Barotti e alcune delle protagoniste del libro: Ester Drovandi e Maria Zelmina Moscatelli, donne contadine sostenitrici dei partigiani, che hanno ricevuto un attestato dal Sindaco. Ad altre donne assenti per motivi di salute -Celeste Maria Ferrari e Maria Ruffini- l’attestato sarà consegnato dal Sindaco nei prossimi giorni.
Giorgio Pagano si è soffermato sull’importanza del ruolo delle donne partigiane in armi e staffette, e poi su quello delle donne contadine, leggendo brani delle testimonianze delle donne di Rocchetta Vara. L’autore ha così concluso:
“La Resistenza fu un processo articolato, socialmente oltre che politicamente, plurale e non riducibile alla lotta armata. Le contadine di Rocchetta Vara che misero a repentaglio la casa, i beni e la vita erano consapevoli che la loro solidarietà verso i ribelli poteva costare tanto. A differenza dei combattenti che potevano sfuggire e nascondersi sulle montagne, non avevano difesa né possibilità di salvezza. Dividere lo scarso cibo le rendeva più povere, non più ricche. Ester, Maria Zelmina e tutte le altre donne contadine sono il simbolo di una Resistenza civile e sociale diffusa, anonima, altrettanto se non più rischiosa di quella con le armi, e senza cui le formazioni militari non sarebbero riuscite a sopravvivere a lungo. La loro resistenza fu la dimostrazione della rottura diffusa e di massa degli italiani con il fascismo e la guerra. Fu decisiva, allora, la responsabilità individuale. Per ragioni profondamente diverse abbiamo bisogno ai nostri giorni di una nuova stagione di impegno civile e di responsabilità individuale, di fronte a nuovi razzismi e a nuovi autoritarismi”

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