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La storia della Santa Bakhita a Monterosso

giovedì sera
La storia della Santa Bakhita a Monterosso

Cinque Terre - Val di Vara - Giovedì 22 agosto alle 21,15 al Convento dei Cappuccini di Monterosso, Roberto Italo Zanini presenta “Bakhita: il fascino di una donna libera” edito da San Paolo. Interviene il giornalista Giovanni Tortorolo. L’iniziativa rientra nel cartellone della rassegna “Monterosso un mare di libri” e nel calendario di celebrazione del 400 anni della nascita del convento di Monterosso, luogo del cuore Fai nel 2014. Roberto Italo Zanini, monterossino doc, giornalista del quotidiano “L’Avvenire”, con questo libro rende omaggio la figura di Santa Giuseppina Bakhita. Nativa del Sudan, dove nasce nel 1869, viene rapita all’età di sette anni e venduta più volte sul mercato delle schiave. I suoi rapitori le danno il nome di Bakhita («fortunata»). Nel 1882 viene comprata a Kartum dal console Italiano Calisto Legnani che la affida alla famiglia di Augusto Michieli e diventa la bambinaia della figlia. Quando la famiglia Michieli si sposta sul Mar Rosso, Bakhita resta con la loro bambina presso le Suore Canossiane di Venezia. Qui ha la possibilità di conoscere la fede cristiana e il 9 gennaio 1890 chiede il battesimo prendendo il nome di Giuseppina. Nel 1893, dopo un intenso cammino, decide di farsi suora canossiana per servire Dio che le aveva dato tante prove del suo amore. È stata canonizzata da Giovanni Paolo II nel 2000. Citata in documenti ufficiali della Chiesa, è attuale come africana e come migrante.

Ma soprattutto è attuale come donna. Discriminata perché nera, schiava, costretta a sopportare sul suo corpo violenze inaudite, nei fatti la sua storia possiede il fascino di chi pretende e conquista piena libertà di scelta. Bakhita si libera con ferma volontà dalle catene della schiavitù, dall’oppressione e dal rischio della prostituzione. Sceglie la sua strada in piena autonomia sia contro chi la vuole schiava in Africa, sia contro la società che la vuole asservita in Italia. Ha il coraggio e la forza della ribellione, ma la conduce senza violenza, senza prevaricazioni, senza gesti estremi: per questo è Sorella universale. In questo libro, Roberto Italo Zanini fa un passo avanti nell’approfondimento della figura della “santa moretta”, incrociandone il percorso con quello di molte altre donne e uomini che si sono liberati dalle ferite della propria vita grazie a lei. Ne scaturisce un’agiografi a di nuovo stile: un racconto corale di una vita riconquistata e che permette ancora oggi il riscatto di molti.

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